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Articolo di: lunedì, 21 febbraio 2011, 10:16 m.

Fratel Claudio e il sole: binomio vincente

Ottantaquattro pannelli producono energia per il monastero

Valle Strona - Fratel Claudio ed il sole; come dire la mente ed il braccio. Lassù nel monastero benedettino dei santi Pietro e Paolo, sistemato in una bella conca dell’alpe Colla, distante pochi minuti dal centro abitato di Germagno, questo giovane religioso ha progettato e realizzato con una passione invidiabile un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica di ultima generazione battezzandolo “Fratel sole”. Nell’arco di nemmeno un anno, in una zona adibita ad orto esposta ad est con vista lago, 84 pannelli fotovoltaici posizionati su tre grossi impianti hanno davvero catturato ogni possibile raggio di sole senza sperpero di risorse e costi aggiuntivi. Il risultato è stata una produzione più che ottimale di energia elettrica a favore del monastero con un “avanzo” che potrà essere impiegato anche per il riscaldamento, permettendo di risparmiare su altre fonti di calore. Un disegno di massima è stato l’incipit di fratel Claudio. Da qui sono partiti Paolo Sguazzini, ingegnere novarese curatore del progetto, affiancato per la parte elettrica da Pierangelo Pastore della ditta Ime di Borgomanero, e da Fulvio Balestroni di Nonio, costruttore di pannelli solari. Insieme hanno lavorato molto bene e questo è il vero segreto del loro successo. La principale perplessità presentata durante le fasi progettuali si chiamava vento, come spiega fratel Claudio. «Ma gli studi hanno confermato che questo era uno scoglio superabile. I pannelli resistono ad una spinta di 4 tonnellate», ha detto presentando l’impianto pezzo per pezzo. Vi era poi l’impatto ambientale. Altro scoglio superato perché, strano a dirsi, l’impianto da qualunque punto lo si osservi pur essendo esposto non è visibile ad occhio nudo. Fratel Claudio si è recato in vari punti delle montagne circostanti prima di poterlo affermare. Per vedere l’impianto se non ci si reca sul posto rimane solo la vista dal cielo. Quindi il via ai lavori. Scavi, posa di tubi, cemento, ferro. Una “ditta” composta da frati con un parco mezzi unico: le proprie mani. Il risultato ha una superficie complessiva di 120 metri quadri coperti da pannelli rettangolari realizzati con doppia tecnologia; in silicio mono cristallo ed in silicio amorfo. Questi permettono di lavorare con luce diffusa e luce diretta. La struttura, definita moduli, che ospita i pannelli ha una base mobile a carrello. Si definiscono inseguitori perché come dice la parola inseguono la luce del sole ogni stagione dell’anno per 365 giorni. Ognuno di loro ha un sistema a se stante e produce corrente continua; questa passa attraverso l’inverter e si trasforma in corrente alternata, come quella utilizzata in tutte le abitazioni. Non è una magia ma un’operazione elettrica ben documentata all’interno di una centralina che mostra i passaggi agli occhi del più profano dei visitatori ed il contatore Enel, infine, richiama questa curiosa iniziativa alla concreta realtà collettiva. «La buona notizia è l’ottimizzazione della produzione - ha aggiunto fratel Claudio; questi pannelli arrivano a produrre 19,32 KW quasi sempre. L’energia prodotta lo scorso anno è stata superiore al fabbisogno quindi per non perderla va impiegata in altro modo. L’impianto “Fratel sole” non si chiama così per caso; la denominazione era necessaria per allacciarsi ad Enel». L’ingegno di questo giovane frate e la forza di un braccio insostituibile quale è il sole sono l’applicazione del “ora et labora” che San Benedetto stabilì tra le norme dell’ordine da lui fondato.

Luisa Paonessa

 

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Articolo di: lunedì, 21 febbraio 2011, 10:16 m.

Tags: Valle Strona, fotovoltaico

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