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martedì, 04 agosto 2015

Condanna a due anni e mezzo per un 37enne che sfruttava la moglie

| Cronaca NOVARA - Alla sbarra con le accuse di maltrattamenti, estorsione, rapina e sfruttamento della prostituzione, un 37enne originario del Sud, ma residente nell’Ovest Ticino, P.D.M., è stato condannato a 2 anni e mezzo di carcere e a 1.300 euro di multa per i maltrattamenti e lo sfruttamento; è stato, invece, assolto dai reati di estorsione, rapina e violenza sessuale. Stando alle accuse iniziali l’uomo avrebbe costretto a prostituirsi per strada la moglie, nordafricana, affinché gli portasse poi i soldi. Il tutto nella zona di Oleggio. La donna non poteva ribellarsi, perché lui, sostiene l’accusa, diventava particolarmente violento, con calci, pugni, minacce. Nella penultima udienza il pm aveva chiesto una condanna a 5 anni e 800 euro di multa. Una situazione di violenze che era peggiorata quando la donna, era il 2011, era rimasta incinta. Lo stato di gravidanza, infatti, aveva imposto un ovvio stop agli appuntamenti in strada con i clienti. Il 37enne non l’aveva presa bene e, a quanto risulta, l’avrebbe minacciata con un coltello.  A portare l’uomo sul banco degli imputati la denuncia della donna, che, nel 2012, non ha più retto i soprusi e le angherie del compagno, ribellandosi e raccontando tutto alle Forze dell’Ordine. E’ poi sparita. L’imputato ha sempre rigettato ogni addebito e anzi ha sostenuto come mai avesse saputo dell’‘attività’ su strada della donna. L’avrebbe scoperto dopo il matrimonio, spingendola a cambiare lavoro, «ma lei si rifiutava». Il difensore, l’avvocato Patrizia Bartaloni, aveva chiesto l’assoluzione. mo.c.  

Al cinema e sulla Cupola, nuova accoppiata per le notti novaresi

| Novara Città NOVARA – E’ partita sabato 1 agosto la rassegna di cinema all'aperto "Storie pazzesche" organizzata dal Comune di Novara con il Circolo dei Lettori e la Fondazione Teatro Coccia. Grandi classici, film d’animazioni e le migliori uscite della stagione passata passeranno sullo schermo nel cortile del Broletto fino al 31 agosto (con una pausa dal 10 al 16 agosto) al costo di 5 euro per il biglietto intero e 3 per il ridotto. Novità è l’abbinata con le salite notturne alla Cupola di San Gaudenzio. Gli spettatori del cinema all’aperto avranno infatti la possibilità di accedere a prezzi scontati alla sommità del simbolo di Novara durante le aperture straordinarie in programma nei giorni 6, 7, 20, 21, 27 e 28 agosto dalle ore 21 alle ore 24.   l.pa.

Parla il nuovo centrocampista del Novara Calcio: «Spero di ricambiare la fiducia»

| Sport NOVARA -  Adesso Nicolas Viola è ufficialmente un giocatore del Novara. Domenica è arrivato anche il comunicato della società azzurra, che ha definito l’ingaggio dell’ex centrocampista di Reggina, Palermo e Ternana. Viola, che ha già assistito venerdì pomeriggio al “Piola” all’allenamento dei suoi nuovi compagni, ha rilasciato le sue prime parole al canale tematico Novarachannel.tv: «Le primissime impressioni sono positive ­ ha esordito ­ Il centro sportivo è un bello ma già lo conoscevo. Sono molto felice di essere qui». «Ultimamente sto giocando davanti alla difesa ma mi metto a disposizione del mister per qualsiasi ruolo ­ ha aggiunto ­ Il Novara mi aveva già contattato nel gennaio 2013 ma non si trovò un accordo, sono arrivato ora e sono contento di questo momento e spero di ricambiare la fiducia della società». Doveroso tornare a quel Novara­Reggina, vissuto dall’altra parte della barricata: «Il gol di Rigoni all'ultimo minuto della semifinale play off lo ricordo ancora molto bene ­ ha risposto ­ E’ stato inaspettato ma per fortuna del Novara gli azzurri sono andati in serie A, speriamo che possa accadere nuovamente una favola come quella. Ho subito visto un bel gruppo, qui si respira una bella armonia». p.d.l.

Modificate le norme su Rc Auto, la soddisfazione di Confartigianato Piemonte Orientale

| Novara Città NOVARA - “Il Parlamento ha restituito alle imprese di carrozzeria la libertà di esercitare la propria attività e ai cittadini il diritto di scegliere il proprio carrozziere di fiducia”. Il delegato del Settore Auto di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale Mauro Barbi commenta con soddisfazione le modifiche approvate in serata di ieri dalle Commissioni Finanze e Attività Produttive della Camera ad alcuni aspetti riguardanti la riforma dell’Rc auto contenuti nel Ddl Concorrenza “E’ stato ristabilito - spiega Barbi - il principio in base al quale gli assicurati hanno diritto ad ottenere il risarcimento per la riparazione a regola d’arte del veicolo danneggiato, avvalendosi di imprese di autoriparazione di propria fiducia. Inoltre, le linee guida per la riparazione a regola d’arte verranno definite con un accordo tra le Associazioni nazionali del settore dell’autoriparazione, l’Associazione nazionale delle imprese assicurazioni, sentite le Associazioni dei consumatori”. “Si tratta – aggiunge Barbi - di un primo, importante risultato per la battaglia che Confartigianato sta conducendo contro il rischio, contenuto nella riforma dell’Rc auto, di mettere fuori mercato le carrozzerie indipendenti, rendendo di fatto obbligatorio il risarcimento ‘in forma specifica’, vale a dire far riparare il veicolo incidentato dalle officine di carrozzeria convenzionate con l’assicurazione”. “Ora ci auguriamo – conclude Mauro Barbi  - che le modifiche approvate siano confermate dall’Aula della Camera e nel successivo passaggio al Senato. Ne va del futuro del settore dell’autoriparazione in cui operano 119.000 imprese, con 240.000 addetti. Di queste, 57.224 imprese sono imprese di carrozzeria e di riparazione meccanica che danno lavoro a 159.738 addetti”. l.pa.

“Venite, c’è un incendio…” ma è una macchina che ha fuso il motore

| Cronaca BIANDRATE – Una colonna di fumo particolarmente densa fa scattare i soccorsi per un incendio. Ma in realtà sulla carreggiata c’era solo un’automobile in panne. E’ accaduto nel pomeriggio di ieri, lunedì 3 agosto, lungo il tratto novarese dell’autostrada Torino-Milano nei dintorni dell’uscita di Biandrate.  E’ stato un automobilista di passaggio a chiamare i Vigili del Fuoco di Novara dopo aver visto del fumo provenire dalla carreggiata dell’A4, direzione Torino. In realtà a provocarlo non erano delle fiamme, come supposto da chi aveva dato l’allarme, ma il motore di una vettura, andato letteralmente fuso. Grande la sorpresa del guidatore del mezzo che, mentre attendeva il carro attrezzi per il recupero, ha visto arrivare una squadra di pompieri.  l.pa.

Le temperature un po’ più basse favoriscono la Fiera d'agosto

| Novara Città NOVARA - In tanti non sono voluti mancare nel weekend alla tradizionale Fiera d’agosto in città a Novara. Sia sabato 1 agosto, nonostante il cielo nuvoloso e qualche goccia di pioggia, sia domenica 2 quando il sole è tornato a splendere, novaresi e non hanno affollato le vie del centro occupate dalle bancarelle ovvero via F.lli Rosselli, tutta piazza Martiri, piazza Puccini, via Coccia, viale Turati e largo Costituente. Presenti circa 300 espositori di tutti i generi e provenienti non solo da Novara e dintorni ma anche dalle province limitrofe: tra gli alimentari in tanti proponevano formaggi e salumi tipici delle varie regioni d’Italia, e poi abbigliamento, intimo, calzature, pentole e accessori per la casa, gli immancabili banchi con i ricambi di una nota marca di aspirapolveri. E ancora giochi e oggetti in legno, tendaggi e biancheria per la casa e perfino piccoli animali con relativi alimenti e accessori. Sempre presente in piazza Martiri l’operatrice novarese Maura Mazzone con il suo banco di pelletteria (borse, cinture, portafogli), un banco storico nato nel lontano 1947 e rilevato da lei nel 1989: “Io non mi posso lamentare sono tra i primi banchi a scegliere la postazione e quindi per me gli affari vanno abbastanza bene – ci ha raccontato – Per questa fiera d’agosto siamo stati fortunati perché il clima ora è migliorato, non c’è più il caldo insopportabile di qualche giorno fa e questo sicuramente va a nostro vantaggio perché la clientela è più propensa a venire. Anche se ieri (sabato, ndr) è stato un po’ brutto e forse qualcuno ha rinunciato ad uscire, oggi (domenica, ndr) stiamo recuperando molto bene. Però possiamo dire che Novara si è un po’ svuotata negli ultimi anni, prima veniva più gente. Bisogna anche dire che la fiera di agosto rispetto a quelle di marzo e novembre è sempre quella più “difficile” perché gli articoli che proponiamo noi, e non solo noi, sono di fine stagione, ci sono i saldi, la merce dell’autunno/inverno è già in magazzino ma è difficile venderla adesso, anche se cominciamo già a proporre qualcosa”. Valentina Sarmenghi Leggi di più sul Corriere di Novara di lunedì 3 agosto 2015 

Il 4-3-3 di Baroni riapre il dibattito

| Sport NOVARA - La scelta di mister Baroni di puntare deciso sul 4-3-3 che rese dapprima esaltante eppoi desolante l’avventura di Aglietti a Novara ha riaperto il dibattito: questo modulo può adattarsi alla caratteristiche dei “superstiti” (Gonzalez, Buzzegoli, Pesce e Faragò, ma anche Vicari, Manconi e Ludi) della stagione più deludente della gestione De Salvo? Ed allora, senza avventurarci in valutazioni premature, rinfreschiamoci la memoria andando a ripercorrere le evoluzioni tattiche che si sono susseguite nelle ultime tre stagioni azzurre. La grande intuizione di Aglietti di virare sul 4-3-3 arriva l’8 dicembre 2012, alla vigilia di un drammatico Novara-Padova. «Voglio allargare un po’ il gioco là davanti per metterli in difficoltà», aveva anticipato il mister nella conferenza stampa della vigilia. La squadra è reduce da sei sconfitte consecutive, ha imboccato un tunnel di cui non si vede la via d’uscita. Tesser aveva iniziato il campionato con l’abituale 4-3-1-2 delle stagioni migliori senza trovare degli interpreti adatti tra i numerosi volti nuovi estivi. Giaretta l’aveva rimbrottato ad Ascoli, la sera dell’esonero «non è il modulo giusto per questa squadra». Con il 3-5-2 di Gattuso e Perrone le cose però non erano andate meglio, anzi: tre gare altrettante sconfitte, senza troppi alibi di sorta. Aglietti era tornato subito al 4-3-1-2 incassando due beffardi kappaò a tempo scaduto contro Livorno e Modena. Con il Padova nasce finalmente un altro Novara: agendo sulla destra Gonzalez ritrova d’incanto gli spazi e le magie d’inizio campionato. E soprattutto la staffetta tra Lepiller e Lazzari sull’out mancino si rivela decisamente proficua per i due acquisti estivi, non più gravati dagli oneri del trequartista. E Buzzegoli, da centrocampista centrale, comincia ad inanellare prestazioni sempre più convincenti con Pesce che va frequentemente in gol da interno sinistro. Arrivano 5 vittorie nelle prime 6 gare, ancor prima degli innesti di gennaio. Con gli inserimenti di Crescenzi e Colombo sulle fasce, di Bruno Fernandes interno destro e soprattutto di Seferovic centravanti il Novara si trasforma in rullo compressore. La cavalcata dura sino a metà aprile poi la squadra paga nell’ordine un calo di condizione generale nonchè le sirene di mercato che ammaliano Fernandes, le sofferenze di Gonzalez che sarà operato a fine stagione ed il grave infortunio occorso a Lepiller. Il 4-3-3 comunque è promosso a pieni voti e riproposto nella stagione successiva quando gli interpreti, ahinoi, sono ben diversi e la musica decisamente differente. Aglietti lo abbandona solo per un posticipo a Carpi scegliendo un 4-2-3-1 che dovrebbe consentire di sfruttare meglio le qualità di Katidis e Rigoni, ma anche in Emilia arriva l’ennesima sconfitta. Dopo il 5-0 di Terni (quando Toscano schiera un 4-3-3 speculare al modulo azzurro) l’attuale tecnico dell’Entella vira su un più razionale 4-4-2 che lo accompagnerà fino all’esonero di Trapani. Calori opta invece per un 3-5-2 che resiste sino alla pausa di fine anno. A Varese, nel pantano, con il debutto di Sansovini si torna al 4-3-3 che nelle settimane successive esalterà l’estro dell’emergente Manconi. Prima del secondo ribaltone in panchina stagionale si prova anche un 4-3-1-2 con Lazzari (o Lepiller) di nuovo nei panni del trequartista e talvolta Rigoni centrale di centrocampo al posto di Buzzegoli. «Da qui a fine anno si gioca con il 4-3-3 e basta!» esclama Aglietti durante uno dei suoi primi allenamenti della seconda avventura a Novarello per far ritrovare ai suoi almeno un po’ delle certezze dell’anno precedente. Le cose funzionano per un mesetto, con Buzzegoli e Faragò al top della forma. Poi i gravi infortuni in mezzo al campo di Pesce (che rientrerà ad aprile), Buzzegoli e Laner fanno precipitare le cose. Si ferma anche Lazzari mentre Lepiller e Gonzalez sono ben distanti dal rendimento dell’anno precedente. Dopo il 4-1 di Latina si passa ad un 3-5-2 che viene riproposto per qualche settimana. Nelle ultime partite, invece, il modulo viene scelto più facendo la conta dei disponibili che per reali convinzioni tattiche. Il resto è storia recente. Toscano lavora per tutta l’estate su un 3-4-3 che viene abbandonato ad ottobre dopo la sconfitta di Sassari. La sfida al Bassano capolista inaugura un 3-5-2 che porta finalmente al gol su azione Evacuo e che verrà riproposto come schieramento iniziale fino a primavera inoltrata, talvolta anche in condizioni di vera emergenza. L’11 aprile a Mantova il “Cannibale” ripropone a sorpresa il 3-4-3 per dare la scossa ad una squadra che a Bergamo si era adattata al non ritmo degli avversari. Il 3-5-2 verrà definitivamente abbandonato dopo la deludente mezzora iniziale di Pordenone con gli azzurri in balia dei friulani. Nel mentre a Bolzano era stata sperimentata con successo la soluzione d’emergenza, da utilizzare nella ripresa, che diverrà il marchio di fabbrica delle ultime rimonte: il 4-2-4 con gli avversari quasi sempre incapaci di fronteggiare il poker d’assi dell’attacco novarese e Dickmann (o Garufo) e Garofalo (o Foglio) efficaci esterni anche in una difesa a quattro.   Massimo Barbero                

Da S. Martino alla Colombia

| Novara Città NOVARA - Perchè un viaggio in Colombia? La domanda che coinvolge un gruppo di ragazzi di una realtà parrocchiale cittadina trova il Corriere di Novara direttamente interessato essendo uno dei partecipanti al viaggio un collaboratore del giornale. Pubblichiamo qui la testimonianza di Stefano Grazioli che spiega come è nata l’idea e gli scopi e le speranza del viaggio partito ieri, 3 agosto. Al ritorno ospiteremo le sue impressioni. **************************** Dodici giovani dell'oratorio di San Martino di Novara sabato 27 Giugno si sono riuniti in parrocchia con Anita Cervi del C.U.M. (Centro Unitario per la cooperazione missionaria tra le Chiese) di Verona e Alex Zappalà di Missio giovani (organismo missionario della CEI), in previsione del progetto missionario che hanno deciso di intraprendere dal 3 al 25 agosto in Colombia, nel cuore dell'Amazzonia. Prima tappa, dopo il lungo viaggio aereo, Bogotà, da cui ripartire per una notte in pullman; raggiunta Florencia, città alle porte dell’Amazzonia, con barconi, non proprio di ultima generazione, si affrontano 10 ore di navigazione sul Rio Caquète, lungo le cui sponde verranno divisi in piccoli gruppi. Riabbracciata la terraferma, a piedi o in jeep si raggiungono i villaggi indigeni dove vi è la possibilità di conoscere la popolazione locale in tutte le sue sfaccettature. Come è emerso durante l’incontro il viaggio in realtà è iniziato proprio quel giorno prendendo coscienza di quale esperienza si accingevano a vivere e di come questa avrebbe potuto marcare con un segno profondo la loro esperienza di fede e la loro crescita umana. L'incontro si è svolto con le coordinate di una chiacchierata, volta a capire perché sia nato il desiderio di viaggiare e cosa significhi compiere un viaggio di questo genere. Per aiutare i giovani a capire come affrontare tale esperienza, sono state poste loro alcune domande chiedendo, tra le altre cose, cosa volesse dire viaggiare; le risposte sono state scritte su un foglio, ma non tutti hanno scritto: un ragazzo ha bucato il foglio dicendo che questo lo si conosce, ciò che sta al di là del foglio no e viaggiare è attraversare quel buco per scoprire cosa la vita ha da offrire ad ognuno di noi. L’incontro è proseguito con domande più personali e meno, imparando a conoscersi in modo simpatico e interessante.  Il gruppo è consapevole di essere in procinto di vivere un'esperienza particolare, estrema, irripetibile e che segnerà la loro crescita personale. Il gruppo è formato da undici giovani della parrocchia, di età compresa tra i 20 e i 27 anni, e dal coadiutore don Lorenzo Rosa; l'obiettivo per tutti non è solo quello di fare una vacanza intercontinentale, ma di voler conoscere realtà diverse sia da un punto di vista sociale sia religioso. La comunità cristiana colombiana, oltre ad essere più giovane della nostra, ha affrontato una storia completamente differente dovendo far fronte a problemi diversi e vivendo in un contesto più povero da un punto di vista economico, perché, spiritualmente parlando, avremmo molto da imparare su come affrontare la vita fondandola su priorità solide e profonde. Spesso a farci crescere sono le difficoltà che si presentano sul nostro cammino e la comunità colombiana è messa a dura prova dai Narcos, intesi a prendere il controllo dell’intero territorio. Inoltre anche il clima non è dei più favorevoli, l’umidità raggiunge costantemente il 90%, caldo torrido e una vegetazione a cui non siamo abituati. Molte sono le aspettative, molte anche le paure, ma a prevalere è l'eccitazione, che fornisce quell'energia che non credi di avere e che ti dà motivazioni uniche per vivere e non vivacchiare, come ci ha insegnato Pier Giorgio Frassati. Nell’incontro Alex e Anita hanno condiviso la loro esperienza missionaria fatta di molti anni, persone, luoghi e incontri che li hanno portati a dare una svolta alla loro vita. La gioia vera non è data da emozioni isolate ed estreme, ma dal vivere dedicando la propria vita a qualcosa, o meglio a qualcuno: c'è chi ha bisogno dell'Africa e chi è missionario tutti i giorni della sua vita nella sua comunità. Un viaggio come questo dona emozioni uniche ed irripetibili che possono far capire chi si è e dove si vuole dirigere la propria vita. Quel foglio è ancora bianco, vuoto, ma al di là vi è tutto il mondo, un mondo fatto di tante altre pagine che aspettano di essere scritte. Stefano Grazioli
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