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Articolo di: venerdì, 30 dicembre 2016, 2:58 p.

William Salice, papà dell’ovetto Kinder, scomparso giovedì, è stato spesso nelle scuole di Novara

Il ricordo di uno dei suoi ragazzi

NOVARA, E’ morto giovedì sera 29 dicembre in una clinica del Pavese, dove era ricoverato da qualche tempo, William Salice, 82 anni, papà e inventore del Kinder Sorpresa (l’ovetto Kinder), dolcetto al cioccolato che da molti anni delizia i palati di grandi e bambini; per molti anni uno dei più stretti collaboratori di Michele Ferrero, il papà della Nutella. Alla Ferrero era entrato nel 1960 e aveva dato una mano al lancio di molti prodotti, tra cui appunto l’ovetto Kinder.
Salice era stato spesso ospite, negli scorsi anni, delle scuole di Novara e del Novarese (nella fotografia un momento di un incontro del 2013 alla scuola elementare Rigutini di S. Agabio, a fianco alla professoressa Gabriella Colla, dell’Ufficio scolastico provinciale). Aveva infatti istituito, una volta andato in pensione, la Fondazione Color Your Life, il cui obiettivo era quello di far sviluppare il talento dei giovani nei diversi campi. Per l’occasione portava in giro nei suoi incontri moltissimi tutor di alto livello e di grande successo nel mondo.

Nativo di Torino, da anni viveva a Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona. La Fondazione aveva sede a Loano.

“Per esaudire i sogni occorre credere con forza in quello che si fa e poi lavorare e applicarsi ogni giorno. Bisogna crederci, aver coraggio, determinazione, umiltà e metodo”. Questo il percorso per acchiappare i propri sogni suggerito in quel 2013 ai bimbi delle seconde della scuola elementare Rigutini. La creazione di Salice, una delle tante, nacque nel 1974, all'industria dolciaria Ferrero, rinomata in tutto il mondo. Entusiasti i bambini che ebbero la fortuna di ascoltarlo. Obiettivo dell'incontro, in quell’occasione, sensibilizzare gli studenti al tema del cibo e del brand italiano in vista di Expo 2015.
A ricordare Salice, oggi sulla propria pagina Facebook, un giovane che lo conobbe proprio nelle sue visite a Novara, Federico Mazzaron, ora studente universitario. “"Alla sera della vita saremo giudicati sull'amore" è una frase che mi piace ripetere spesso e che sono sicuro ha affascinato anche te. Significa che un minuto prima di lasciare tutta questa bellezza che ci ha circondato per anni e che abbiamo visto fiorire intorno a noi saremo chiamati a rispondere su quanto amore abbiamo dato e quanto ne abbiamo ricevuto mentre cercavamo questa bellezza in vita. Credo di poter pensare che oggi per te è un grande giorno, perché il tuo giudizio è sicuramente positivo. L'amore che porti con te è talmente grande da vincere anche la morte. Non parlerò della tua carriera, ammirevole, ma della tua straordinaria capacità di saper guardare dentro i nostri occhi e vedere quello che noi non eravamo capaci a vedere. E' un dono miracoloso. Sei stato capace di far fiorire anche laddove c'era il deserto. Come la ginestra di Leopardi, che vive in mezzo alla morte. Ho sempre chiamato la tua casa "La fabbrica dei sogni", ed è stato un piacere essere tuo ospite. I ragazzi che per anni hanno animato le tue stanze, nel Campus di Loano, hanno dato a me il coraggio di credere nei miei sogni, di trasformarli in progetti. Mi hanno dato la forza di una passione profonda che oggi è il mio sogno di diventare insegnante. Tu mi hai insegnato a guardare i colori della vita e le sue sfumature, ma soprattutto ad essere bambino. C'è solo una parte del nostro corpo che non cambia con lo scorrere del tempo, che è immortale, nonostante tutto. Sono gli occhi. Gli occhi rimangono li stessi, per tutta una vita. Qualcuno ha detto che sono lo specchio dell'anima. E tu William, mi hai insegnato a ritornare a guardare il mondo con gli occhi dei bambini. Con lo stupore e la meraviglia. Il più grande insegnamento che in questi anni mi hai dato è proprio questo. Ed è proprio lì che nasce l'ovetto Kinder. Nasce dallo stupore di fronte a una sorpresa che è sempre lo stesso a qualsiasi età. Tu l'hai capito prima di tutti.  C'è un ultimo insegnamento che è stato e sarà fondamentale nella mia vita e che tu mi hai dato. Ed è quello di rimanere fedeli a stessi, alle proprio origini. "E' originale solo chi è fedele a se stesso". Un giorno mi sono presentato ai tuoi ragazzi dicendo che abitavo in provincia di Novara. Subito mi hai platealmente sgridato invitandomi a dire il nome della mia città, Bellinzago Novarese. Perché come dicevi tu "se non sai da dove vieni, come puoi convincere gli altri a seguirti?". Grazie William. Piccolo, grande, Principe del nostro tempo. Il tuo Color Federico”.

Monica Curino

 

Articolo di: venerdì, 30 dicembre 2016, 2:58 p.

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