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mercoledì, 25 gennaio 2017
 
 
Articolo di: venerdì, 10 ottobre 2014, 11:07 m.

Una Violetta “su misura” per la regia di Abbado

Su il sipario al Coccia con “La Traviata”. Nel cast la trecatese Marta Calcaterra

NOVARA - Terza apertura con il botto per la stagione del Teatro Coccia. Dopo Morgan e Dario Argento la firma di un altro grande nome, quello del regista Daniele Abbado, per la prima di oggi. Con “La Traviata” di Verdi sale il sipario: in scena alle 20.30 (con replica domenica 12 ottobre alle 16). Dirige uno dei giovani emergenti del panorama musicale internazionale, classe 1987, già nel palmarès esperienze prestigiose: Andrea Battistoni. La regia di questa produzione che nasce sotto la stella della Fondazione Teatro Coccia è di Daniele Abbado, figlio del grande direttore Claudio, voluto dalla direttrice Renata Rapetti per una prima di qualità. E a dare valore aggiunto all’opera ci sarà anche l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Non mancano le forze novaresi in questo nuovo allestimento: c’è il soprano Marta Calcaterra di Trecate. Ci sono poi il tenore Paolo Toscani (Giuseppe, servo di Violetta) e il basso Mauro Porzio (il Commissario), entrambi trecatesi, con un coro di casa nostra, la “Schola Cantorum San Gregorio Magno” di Trecate, diretto dal maestro Mauro Rolfi. Novarese d’azione, avendo abitato in città, Aurelia Florian, soprano nata in Romania, sul palco è Violetta. «Tante volte sono stata Violetta. Ho debuttato con Renato Bonajuto in teatri piccoli cambiando il mio consueto repertorio per questa scelta. Così è iniziata una bella avventura, piena di Violetta in tutte le regie possibili e impossibili. All’inizio non capivo bene il personaggio, ma poi ho compreso che il carattere rimane lo stesso. La stessa Violetta, come l’ha voluta Verdi e come la troviamo in Dumas. Ognuno ha qualcosa da dire in “Traviata”. Non ho punti di riferimento per questa opera ma mi piace Virginia Zeani. Mi ha fatto crescere nel personaggio. Sono stata fortunata a trovare il maestro Daniele, ci siamo capiti fin dal primo giorno. La regia si indirizza sui pensieri, sulla psicologia. Se riesci a creare l’atmosfera intorno a te riesci a conquistare anche il pubblico. Sono felice di cantare a Novara, quando abitavo non era stato possibile. Poi sono tornata in Romania perché si lavorava di più. Per me è stato un anno pieno di “Traviata”, da Tel Aviv alla Spagna alla Germania. In ogni regia la mia Violetta cambia. Mi sto creando un personaggio valido solo per questa regia, rispettando lo spartito e il dramma. Non ci sono tanti oggetti sul palco, questa è una regia che lavora molto sulla parola, mi piace la sua semplicità, basata sui caratteri, ma arriva con qualcosa di nuovo, è bella. Una regia con marchio Abbado, non vedevo l’ora di incontrare il maestro».

È raggiante Marta Calcaterra: «Sono felice di poter tornare nel teatro della mia città dove sono cresciuta. Cantavo nel Coro San Gregorio Magno che partecipava alle opere liriche al Coccia dopo la riapertura: esordì giovanissima nel “Macbeth”. Ho studiato, mi sono laureata, ho girato tanti teatri d’Italia: dall’Opera di Roma al San Carlo al Maggio Fiorentino. Un piacere immenso a livello sentimentale potermi esibire al Coccia. Ringrazio il direttore Renata Rapetti e il segretario Renato Bonajuto per questa possibilità che mi ha regalato tanta gioia. Una produzione eccezionale, un cast straordinario, una regia e un direttore importanti: con Abbado ho già lavorato al Petruzzelli di Bari con “Madama Butterfly” e con Battistoni al Maggio Fiorentino. Una scelta intelligente e che gratifica chi è già in carriera ma viene dal territorio».

Eleonora Groppetti

Articolo di: venerdì, 10 ottobre 2014, 11:07 m.

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