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mercoledì, 24 gennaio 2018
 
 
Articolo di: lunedì, 27 marzo 2017, 10:40 m.

Successo di visitatori per le Giornate di Primavera del Fai

Quasi 17.400 tra Novara, provincia e Valsesia

NOVARA - Ci mettono passione ed entusiasmo. E anche professionalità. Sono il valore aggiunto delle Giornate di Primavera: gli Apprendisti Ciceroni. Studenti di ogni ordine e grado che hanno accompagnato in visita per la due giorni di arte e cultura proposta sul territorio della delegazione Fai di Novara. Sabato 25 e domenica 26 marzo apertura di 29 beni tra la città (cinque nel capoluogo), il Novarese, il Cusio e la Valsesia. Filo rosso della 25ª edizione la parola innovazione declinata tra futuro sostenibile, formazione e ricerca. In campo la delegazione di Novara guidata da Giuseppina De Vito per un percorso sviluppato tra architettura industriale e monumenti storici. A Novara, nel quartiere di Sant’Agabio, porte aperte alla Fondazione Novara Sviluppo – Polo Scientifico e Tecnologico, al Centro di Ricerca Applicata Ipazia (P.I.S.U.), al Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente, alla Società Isagro – Centro di Ricerca per l’Agricoltura Sostenibile e all’Università del Piemonte Orientale – Dipartimento di Scienze del Farmaco. Sul territorio visite da San Nazzaro a San Pietro Mosezzo, da Soriso alla Valsesia. In campo sempre gli Apprendisti Ciceroni: nella sede di Isagro gli studenti conducono i visitatori tra laboratori, uffici e serre per carpire i “segreti” di un’eccellenza del territorio che opera nel settore della ricerca, della produzione e dello sviluppo di agrofarmaci per la protezione delle colture agricole, investendo nell’innovazione e nello sviluppo di nuove molecole agrochimiche e di principi attivi con basso impatto ambientale: «Una bellissima esperienza – ci dicono Gianluca, Elisa e Matteo, alunni della III F dell’Istituto Agrario “Bonfantini”, al lavoro con i colleghi dell’Itis “Omar” -, alcuni nomi sono un po’ difficili da ricordare, ma quello che facciamo è interessante e ha un aggancio con il nostro corso di studi. E poi impariamo anche cose nuove. La gente è molto interessata e fa domande per sapere di più». Altro fiore dell’occhiello il Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente: oltre 170 invenzioni coperte da più di 500 brevetti in Italia e nel mondo, a scrivere pagine importanti nel campo della ricerca. I visitatori fanno subito la conoscenza dei Pannelli Fotovoltaici Organici e dei Concentratori Solari Luminescenti: sono informatissimi gli studenti che illustrano le tecnologie innovative per lo sfruttamento dell’energia solare e degli scarti urbani, agricoli e forestali. «Impariamo un sacco con questa esperienza – commentano Maria e Fatine della III CCM dell’Istituto Fauser – per niente impegnativa, anzi. Un’attività extrascolastica che ci aiuta a relazionarci con altre persone e a sviluppare un linguaggio tecnico che non usiamo». Anche Kevin è di terza, sezione CI (al lavoro nel Centro Eni ci sono anche i colleghi del “Bonfantini”): «Avevo fatto una esperienza più “storica” a Casalino, ma anche questa mi piace molto. Non è pesante per niente». Qui pulsa il cuore delle ricerche compiute da Giacomo Fauser. Del grande ingegnere e chimico novarese e dell’Istituto Donegani si sono occupati gli alunni della III C della media San Rocco Pajetta (Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini”): «Hanno lavorato in una settimana – commentano le insegnanti, Monica Mariniello e Cristina Ranza, fiere dell’impegno della classe – creando un percorso ricco di tante slide e mappe schematizzate, che punta sulla grafica». Le studentesse sono entusiaste: «Un bel lavoro di squadra, che ci ha fatto conoscere Giacomo Fauser e imparare cose nuove. Non è il primo anno che facciamo i ciceroni e ci piace sempre di più». I visitatori (che hanno potuto utilizzare una navetta Sun per spostarsi) promuovono a pieni voti il percorso. Qualche commento al volo: «Ero un po’ scettico, niente chiese o i soliti edifici. E invece mi sono ricreduto: un’ottima proposta di visita che mette in luce l’eccellenza della città, non conosciuta come dovrebbe».

Eleonora Groppetti

Articolo di: lunedì, 27 marzo 2017, 10:40 m.

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