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Articolo di: giovedì, 26 marzo 2015, 12:09 m.

Speciale "Pasqua in tavola"

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GIOVEDI' 26 MARZO - SPECIALE PASQUA IN TAVOLA - Le tradizioni gastronomiche pasquali del territorio dell’Alto Piemonte, della Lombardia e parte della Svizzera italiana sono abbastanza omogenee essendo tutte parte dell’area insubrica. Una breve panoramica su i piatti della tradizione inizia oltre confine nel Ticinese dove sulla tavola della domenica di Pasqua non mancano l'agnello o il capretto. In passato ma l’usanza è rimasta vi era abbondanza di uova, dato che durante i quaranta giorni di Quaresima era proibito mangiarne quindi come anche oltre confine, si facevano perciò grandi frittate. A Caneggio (val di Muggio) c'era la tradizione della "frittata alla disperata", cotta sulle fiamme dell'ulivo vecchio. Tra le tradizioni dolciarie del canton Ticino, la preparazione della “schissàda” come torta pasquale. In Valle di Muggio in quanto regione di confine con l'Italia come accennato, si tratta in buona parte di ricette insubriche, cioè diffuse in tutta la regione lombardo-piemontese e ticinese. Interessanti comunque le varianti per pietanze "povere" come la polenta di castagne, la minestra di ortiche, la gelatina di dente di leone.
La colomba è il dolce pasquale per eccellenza nasce in realtà all’inizio del secolo XX a Milano grazie all’intraprendenza commerciale di alcuni pasticceri. Di tradizione più antica rispetto alla colomba, sembra essere la “resta”, dolce pasquale diffuso nel Mendrisiotto e in tutto il Comasco dalla fine del secolo XIX. L’impasto di base è quello della colomba e del panettone. La resta originariamente si consumava la domenica delle Palme (domenica precedente alla Pasqua). Si tratta di una grossa pagnotta di forma ovale al cui interno veniva infilato un bastoncino di ulivo, che ricorda la domenica delle Palme. Il bastoncino è chiamato anche resca (da cui resta), termine del dialetto comasco che significa lisca. L’immagine del pesce nella tradizione cristiana rappresenta un’allusione a Cristo e alla sua dottrina. Per quanto riguarda la cucina delle province di Novara e Verbano Cusio Ossola il piatto più celebre tra quelli pasquali, molto diffuso in tutto il territorio delle due province, come in gran parte del Nord Italia è la frittata con i luartis o uartis, che si mangia il Lunedì dell’Angelo ovvero a Pasquetta. I luartis denominati in italiano “bruscandoli” sono noti in tutt’Italia e sono i germogli del Luppolo selvatico (Humulus lupulus). In Lombardia si chiamano “asparagina”, “luvertìn” nel Piemonte occidentale, “lavertìn” in Monferrato, “luperi” in Umbria, “vartìs” in Emilia-Romagna,“urtizon” in Friuli, “viticedda”nel Cilento. A tal proposito nel Novarese a Landiona, ogni anno a Pasquetta, all’Oratorio di Santa Maria dei Campi, una chiesa del XII secolo, situata fuori dell’abitato sulla strada per Vicolungo e Recetto, si svolge una festa popolare con la distribuzione della tradizionale frittata con i “vartisi”, ossia appunto i germogli di luppolo selvatico. In Ossola e in Valsesia non manca il tradizionale capretto cucinato con anche erbe tipiche.

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Articolo di: giovedì, 26 marzo 2015, 12:09 m.

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