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Articolo di: martedì, 03 gennaio 2017, 3:28 p.

Sclerosi multipla, l'Upo nel gruppo di ricerca internazionale per nuove terapie individualizzate

Con l'Irccs Ospedale San Raffaele coordinerà la fase di traduzione dei risultati in ambito clinico

NOVARA -  ‘MultipleMS’ è la nuova partnership internazionale e multidisciplinare coordinata dal Karolinska Institute (Svezia) e finanziata con 15 milioni di euro dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon2020. Il suo obiettivo primario sarà identificare trattamenti nuovi e più efficaci per la sclerosi multipla (SM) grazie allo sforzo di ricerca di università e industrie private operanti in dodici Paesi tra Europa e Stati Uniti. ‘MultipleMS’ cercherà di sviluppare e applicare terapie individualizzate a pazienti con Sclerosi Multipla (SM). Il progetto è stato sviluppato sulla base di collaborazioni internazionali tra fondazioni e network di ricerca, come per esempio il Nordic MS genetics network, l’International MS Genetics Consortium (IMSGC) e l’International Human Epigenome Consortium (IHEC). Il nome del consorzio ‘MultipleMS’ (www.multiplems.eu) si riferisce alla malattia e alle sue multiple manifestazioni, oltre alla dimensione multidisciplinare del partenariato che lo compone, sotto la guida della professoressa Ingrid Kockum che, insieme a Maja Jagodic, è capofila del gruppo svedese. Della partnership scientifica fanno parte il gruppo di ricerca diretto dal dottor Filippo Martinelli Boneschi dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano – una delle 18 strutture di eccellenza del Gruppo Ospedaliero San Donato – e i laboratori dell’Università del Piemonte Orientale, guidati dalla professoressa Sandra D’Alfonso. I due centri Italiani coordineranno la fase di traduzione in ambito clinico dei risultati sperimentali di questo importante progetto con l’obiettivo di sviluppare nuove linee guida terapeutiche. 
La Sclerosi Multipla è una delle più frequenti malattie neurologiche fra i giovani adulti e colpisce circa 2.5 milioni di individui nel mondo. È causata da un danno alle fibre nervose e al loro rivestimento protettivo, la guaina mielinica, a livello dell’encefalo e del midollo spinale. Le vie coinvolte – responsabili del corretto svolgimento di attività quotidiane quali il vedere, il camminare, la sensibilità, il pensiero e il controllo delle funzioni sfinteriche – non sono più in grado di trasmettere correttamente gli impulsi e alla fine vengono distrutte. Oggi non esiste ancora una cura per questa malattia e l’efficacia dei trattamenti attualmente disponibili varia in maniera considerevole da paziente a paziente. Con questo studio, in parallelo con l’integrazione dei dati sulla SM attualmente disponibili, sarà reclutato un campione di pazienti di nuova diagnosi che costituirà una coorte omogenea per verificare i risultati principali evidenziati dai dati già raccolti. Sulla base dell’integrazione di queste informazioni, lo scopo finale della ricerca sarà quello di personalizzare sia i nuovi che gli esistenti trattamenti sulla base delle caratteristiche e dei biomarcatori individuali di ciascun paziente. «Ciò che rende veramente unico questo progetto — afferma la coordinatore del progetto Ingrid Kockum — è la dimensione della collaborazione sviluppata insieme alla enorme quantità di dati e la grande variabilità dei dati dei pazienti che saranno insieme analizzati nel progetto. Il nostro approccio innovativo è quello di partire dalla natura multiforme della SM come punto di partenza per identificare trattamenti personalizzati nella SM.» «Il progetto — prosegue la studiosa del Karolinska Institute — unirà diversi dati clinici, genetici, epigenetici, molecolari, di risonanza magnetica e relativi allo stile di vita di oltre 50 mila pazienti con e SM e 30 mila controlli sani allo scopo di mettere in evidenza le diverse caratteristiche della malattia nei pazienti.» 

Valentina Sarmenghi 

Articolo di: martedì, 03 gennaio 2017, 3:28 p.

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