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Articolo di: mercoledì, 10 agosto 2011, 8:25 p.

Ricerca internazionale sulla sclerosi multipla con l'apporto di ricercatori novaresi

Pubblicata oggi sulla rivista

NOVARA - Fondamentale e importante ricerca sulla sclerosi multipla con il coinvolgimento di studiosi novaresi e milanesi. Uno studio multicentrico internazionale ha individuato, infatti, 29 nuove varianti genetiche associate alla sclerosi multipla, fornendo un contributo chiave alla conoscenza dei meccanismi biologici di questa invalidante malattia neurologica. La maggior parte dei geni individuati ha un ruolo nel sistema immunitario, confermando così la natura disimmune della malattia e chiarendo i meccanismi patogenetici implicati nello sviluppo della Sclerosi Multipla. La ricerca, che ha coinvolto scienziati guidati dalle Università di Cambridge e Oxford e finanziata dalla "Wellcome trust", viene pubblicata oggi sulla rivista Nature.

Si tratta del più grande studio di genetica della sclerosi multipla mai condotto, che include il contributo di centinaia di ricercatori membri dell’“International Multiple Sclerosis Genetics Consortium” (IMSGC) e del “Wellcome Trust Case Control Consortium” . In Italia la ricerca è stata coordinata dal dottor Filippo Martinelli Boneschi (Istituto di Neurologia Sperimentale, Divisione di Neuroscienze, Istituto Scientifico San Raffaele, Milano) e dalla professoressa Sandra D’Alfonso (Dipartimento di Scienze Mediche e IRCAD Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, Novara), entrambi membri del consorzio strategico dell’IMSGC, che si sono avvalsi della collaborazione di diversi centri Sclerosi Multipla Italiani, coordinati dal professor Giancarlo Comi (Istituto di Neurologia Sperimentale, Divisione di Neuroscienze, Istituto Scientifico San Raffaele, Milano) e dal dottor Maurizio Leone (Clinica Neurologica Ospedale Maggiore della Carità e IRCAD, Novara).

La sclerosi multipla è una delle più frequenti malattie neurologiche fra i giovani adulti e colpisce circa 2,5 milioni di individui nel mondo. È causata da un danno alle fibre nervose e al loro rivestimento protettivo, la guaina mielinica, a livello dell’encefalo e del midollo spinale. Le vie coinvolte – responsabili del corretto svolgimento di attività quotidiane quali il vedere, il camminare, la sensibilità, il pensiero e il controllo delle funzioni sfinteriche – non sono più in grado di trasmettere correttamente gli impulsi e alla fine vengono distrutte. Le scoperte annunciate oggi mettono in luce il ruolo fondamentale del sistema immunitario nel causare il danno e aiutano a comprendere la natura dell’attacco immunologico all’encefalo e al midollo spinale, aprendo la possibilità di nuovi target terapeutici.

I ricercatori hanno studiato il DNA di 9.772 individui affetti da Sclerosi Multipla e di 17.376 individui sani, provenienti da diverse popolazioni. Sono stati in grado di confermare 23 associazioni già note e di identificare 29 nuove varianti genetiche (e altre 5 probabilmente coinvolte) che determinano una suscettibilità alla malattia. Un grande numero dei geni scoperti in questo studio gioca un ruolo fondamentale nel funzionamento del sistema immunitario, specificatamente nella funzione delle cellule T (una sotto-categoria di globuli bianchi responsabili della risposta immunitaria contro agenti esterni nel corpo, anche coinvolta nel meccanismo dell’autoimmunità), così come nell’attivazione delle “interleuchine” (sostanze chimiche che permettono l’interazione fra diversi tipi di cellule del sistema immunitario). È interessante che un terzo dei geni identificati da questo studio siano stati precedentemente implicati in altre malattie autoimmuni (quali la malattia di Crohn e il diabete di tipo I), sottolineando che gli stessi meccanismi eziopatogenetici sono coinvolti in più di una malattia autoimmune.

Precedenti studi hanno suggerito un collegamento fra un deficit di vitamina D e un aumento del rischio di sviluppare la Sclerosi Multipla. Insieme ai molti geni che giocano un ruolo diretto nel sistema immunitario, i ricercatori ne hanno individuati due coinvolti nel metabolismo della vitamina D, fornendo elementi aggiuntivi per un possibile collegamento tra fattori di rischio genetici e ambientali. Il professor Alastair Compston dell’Università di Cambridge che, a nome dell’“International Multiple Sclerosis Genetics Consortium”, ha guidato il progetto insieme con Peter Donnelly della “Wellcome Trust Centre for Human Genetics” dell’Università di Oxford, afferma: “Identificare le basi della suscettibilità genetica di qualsiasi malattia fornisce importanti conoscenze sui suoi meccanismi. La nostra ricerca chiude un dibattito di vecchia data su cosa avvenga prima della complessa catena di eventi che portano alla disabilità nella Sclerosi Multipla. È adesso chiaro che la Sclerosi Multipla è primariamente una malattia immunologica”.

Peter Donnelly, che guida il “Wellcome Trust Case Control Consortium”, aggiunge: “Le nostre scoperte sottolineano il valore dei grandi studi genetici nella scoperta dei meccanismi biologici chiave responsabili delle comuni patologie umane. Queste scoperte non sarebbero state possibili senza un ampio network di collaboratori internazionali e senza la partecipazione di numerose migliaia di pazienti che soffrono di questa patologia”. Sandra D’Alfonso, responsabile del laboratorio di Genetica presso il Dipartimento di Scienze Mediche di Novara, sostiene che “l’attuale scoperta è il frutto della collaborazione internazionale di gruppi di ricerca e di clinici che si occupano di genetica di sclerosi multipla. Inoltre, grazie all’avanzamento della tecnologia, è stato possibile arrivare all’identificazione di oltre 50 geni coinvolti nella suscettibilità alla malattia, mentre fino al 2006 era stato identificato soltanto un gene”.

Monica Curino

Articolo di: mercoledì, 10 agosto 2011, 8:25 p.
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Tags: ricerca, sclerosi multipla, Irca, Ospedale Maggiore

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