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Articolo di: giovedì, 27 ottobre 2011, 3:16 p.

Piccolo Coccia gremito per il primo appuntamento della scuola politica di Sermais

Prossimo appuntamento il 23 novembre

NOVARA - Piccolo Coccia gremito, mercoledì sera, 26 ottobre, per il primo incontro della scuola di politica “Imparare Democrazia”, promossa da “Sermais. Società Civile Responsabile” (www.sermais.it ) e dai presidi giovanili di “Libera: associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.

Più di cento persone presenti per l’incontro dal titolo L’ABC DELLA CRISI, che ha visto come ospite Andrea Di Stefano, direttore della rivista Valori (www.valori.it). La serata aveva l'obiettivo di porre le basi “alfabetiche”, come ha sottolineato il presidente di Sermais Domenico Rossi, della conoscenza in materia economica: «Perché quest'anno, allora, ci occupiamo di economia? Perché abbiamo capito che viviamo in un'epoca in cui il rapporto tra politica ed economia è ormai capovolto. Se nel modello classico è la politica a indicare la strada e l'economia si fa strumento, oggi tutti ci dicono che non è più così  e che la situazione è capovolta: è la politica a farsi strumento di dinamiche economiche e finanziarie. E allora, ci siamo detti, non è più possibile occuparsi di politica senza passare dall'economia. Non possiamo permetterci di trattare i temi economici come "questioni tecniche", da delegare agli esperti. Rischiamo una deriva tecnocratica».

Il relatore si è prestato ad un'analisi sul senso di ciò che sta dietro alle relazioni tra crisi economica, decisioni politiche e società civile. Fermamente convinto che «questa crisi è economica, nella sua profonda struttura, e non finanziaria», si è detto preoccupato per l'assenza di limiti, regole e vincoli che dovrebbero evitare che in futuro si verifichino eventi che generano sfiducia. «La finanza – ha continuato il relatore - è necessaria all’economia, soprattutto se legata agli investimenti, ma oggi ci troviamo di fronte a un Frankenstein, un ambito fuori controllo che ha bisogno di essere regolata».

“Se oggi limiti non ci sono - ha proseguito Di Stefano - è perché chi ci rappresenta nelle istituzioni non è all'altezza del compito. Cambiare questa situazione è una corresponsabilità della democrazia”.

Il modello economico attuale è insostenibile per tre ragioni fondamentali: è sperequativo in maniera eccessiva, non tiene conto dei limiti delle risorse e non investe abbastanza nella conoscenza. Sono tre aspetti su cui dobbiamo chiedere che venga invertita la rotta.
La società civile che controlla la politica; la politica che vincola l'economia. Come ha sottolineato in fase di chiusura Domenico Rossi, referente provinciale di Libera e responsabile di Sermais, “questa serata è stata la prima tappa di un percorso”, così il primo appuntamento della scuola di politica si chiude invitando i numerosi presenti al prossimo appuntamento, fissato per mercoledì 23 novembre (alle 21, al Piccolo Coccia) con l'economista Alberto Berrini.

Monica Curino

Articolo di: giovedì, 27 ottobre 2011, 3:16 p.
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Tags: sermais, domenico rossi, politica

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