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lunedì, 25 settembre 2017
 
 
Articolo di: giovedì, 30 marzo 2017, 5:08 p.

Orlando: «Lavoro per un Pd che accolga tutti»

Il ministro a Novara per presentare la sua mozione congressuale

NOVARA - E’ entrata nel vivo anche a Novara la campagna elettorale per la segreteria del Pd: ieri, infatti, Andrea Orlando, il candidato che sfiderà Matteo Renzi e Michele Emiliano per la segreteria Dem, era a Novara per presentare la sua proposta. 
L’incontro si è tenuto  all’auditorium del Conservatorio, dove ha incontrato il suo comitato novarese, guidato dal consigliere novarese Domenico Rossi «E’ evidente dal manifesto di Orlando – ha spiegato Rossi – che vogliamo costruire un centrosinistra che sia aperto a tutte le componenti di quest’area. E’ per questo che è importante che sia Orlando a diventare segretario del Pd: lui è in grado di dialogare con tutti, con Renzi si resta soli».
Il ministro della Giustizia, però, deve fare i conti con la base. Se, infatti, la sua mozione sembra aver convinto un buon numero di dirigenti di partito, non è ancora riuscita a coinvolgere la base, almeno dai sondaggi che danno in vantaggio nella corsa alla segreteria Matteo Renzi.
«La partita è apertissima – ha detto il ministro della Giustizia – grazie ad uno statuto come quello del Partito democratico molto particolare. Una volta che si chiude il congresso nell’ultimo circolo – ha spiegato – si riparte da zero. Sono come le prove di Formula 1, solo che non valgono neanche per la griglia. Aspettiamo le primarie aperte».
Finora, però, Renzi sembra non avere rivali: «Quello che mi sta preoccupando è che il voto dei circoli è in netto calo, quindi la partecipazione è scesa. Se questo andamento si ripeterà il 30 aprile, girono delle primarie, il Pd potrebbe andare in difficoltà. Il turno scorso andarono a votare in 3 milioni e tutti ci ricordiamo i problemi in campagna elettorale che ne seguirono. Se la partecipazione calerà ancora saranno guai».
In caso di successo di Renzi potrebbe sentirsi emarginato o meglio esserci rischio di venire emarginato? «Non credo – ha risposto – sto lavorando per un Pd diverso, in cui tutti possano trovare spazio indipendentemente da come la pensano. Al di là di quelli che hanno compiuto altre scelte, che non discuto, la mia attenzione è rivolta a quelli che sono rimasti nel Pd, ma non possono esprimersi come vorrebbero. A quegli iscritti che non hanno più trovato rappresentatività ed hanno deciso di farsi da parte. Sono loro che voglio recuperare e rimotivare».
Una provocazione è giunta ieri da Roberto Giachetti riguardo la legge elettorale. Perchè non  vota il Mattarellum? «Non ho mai detto che non lo voto – ha sostenuto – solo ho chiesto di riflettere se sia la soluzione migliore per il Pd. Il rischio reale, perseguendo questa strada, è che si vada a votare con la legge attuale che ha solo due strade: approdare alle larghe intese o un ritorno alle urne dopo sei mesi». E allora che fare: «Non si può far passare una legge elettorale a colpi di maggioranza, ammesso di averla ancora, bisogna confrontarsi e trovare un punto d’incontro con le altre forze politiche, condiverla il più posibile. In questo senso mi sembra che il messaggio sia stato recepito e che la discussione sia stata calendarizzata a maggio».
Insomma si voterà nel 2018? «Si voterà quando si prenderà seriamente in considerazione l’ipotesi di cambiare la legge elettorale. Prima si farà e prima si andrà a votare»,
I risultati
La Commissione Congresso del Pd ha comunicato che alle 12.30 di ieri, erano pervenuti all’organizzazione nazionale gli scrutini ufficiosi di 1.271 congressi di circolo, pari a 69.738 iscritti. 
Hanno votato 41.229 iscritti, pari al 59,12% degli aventi diritto. Le schede bianche e nulle sono state 78 e i voti validi 41.151, così suddivisi: Andrea Orlando: 11.108 voti, pari al 26,99%; Michele Emiliano: 1.638, pari al 3,98%; Matteo Renzi: 28.405 voti, pari al 69,03%.

Sandro Devecchi

Articolo di: giovedì, 30 marzo 2017, 5:08 p.

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