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domenica, 28 maggio 2017
 
 
Articolo di: venerdì, 18 novembre 2016, 10:02 m.

Nasce il Centro interdiocesano di accompagnamento per i fedeli separati

I compiti e come funzionerà

NOVARA, I Vescovi del Piemonte Orientale delle Diocesi di Biella, Casale Monferrato, Novara e Vercelli hanno deciso di comune accordo di aprire un Centro interdiocesano di accompagnamento per i fedeli separati. Lo scopo è di fornire un percorso pastorale a tutti coloro che soffrono in diversi modi una condizione di separazione familiare e vogliono far chiarezza sulla situazione spirituale, ecclesiale e canonica del loro matrimonio.

Il Centro è un segno dell’Anno Santo e un frutto del cammino di riconciliazione. È un dono prezioso perché la misericordia di Dio rinasca nel cuore di molti. Aderendo all’invito dei due Sinodi della famiglia e all’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia di papa Francesco, i vescovi offrono ai fedeli la possibilità di un accompagnamento spirituale, per crescere in un cammino di integrazione. Il Centro sarà itinerante, in tempi e luoghi fissati presso le singole diocesi, per rendere accessibile più facilmente a tutti la possibilità di accompagnamento e discernimento.

I Vescovi intendono esprimere così la cura pastorale della Chiesa tutta verso le famiglie dei fedeli separati. Perché anche queste situazioni di sofferenza possano trovare nella Chiesa una casa accogliente, sapendo che «Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito» (Sal 34,19).

Il Centro vuole essere una presenza accanto alle famiglie che attraversano situazioni di difficoltà: coppie che si stanno separando, coppie separate e rimaste tali, coppie divorziate e risposate, che vogliono intraprendere un percorso di verifica della nullità del proprio matrimonio.

EREDITA’ DEL GIUBILEO

ISPIRATA ALL’AMORIS LAETITIA

Un seme piantato dal Giubileo e un impegno che deriva anche direttamente Esortazione apostolica Amoris Laetitia, nella quale, nell'ambito più ampio di “una pastorale della riconciliazione e della mediazione, da attuare anche attraverso centri di ascolto specializzati da stabilire nelle diocesi” (AL, 242), il Santo Padre ricorda inoltre che “un particolare discernimento è indispensabile per accompagnare pastoralmente i separati, divorziati, gli abbandonati”. Il Papa in concreto chiede alle comunità locali e ai loro Pastori di attuare per queste persone l'avvio a Centri di ascolto.

COME LAVORERA’ IL CENTRO

L’equipe che s’impegnerà nel progetto sarà composta da sacerdoti e coppie di sposi, cui si aggiungeranno psicologi e canonisti come consulenti. Il team di operatori manterrà una stretta collaborazione e confronto con Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano, con la Commissione Regionale per la Famiglia e con tutte le realtà diocesane che si occupano di famiglia (Uffici pastorali, Consultori, Movimenti e Associazioni ecclesiali di carattere familiare, ecc.).

Ad occuparsi della fase di avvio saranno padre Fabio De Lorenzo di Biella, con Donatella e Marco Carmine, di Novara. Nei primi mesi di attività focus del lavoro sarà quello di fare un’analisi di quanto già messo in campo sul fronte dell’accompagnamento e della cura pastorale delle famiglie in difficoltà nelle quattro diocesi promotrici dell’iniziativa. «Scopo di questa fase di conoscenza – spiegano i responsabili - non dovrà essere solo quello di presentare il Centro, ma soprattutto, avviare una sinergia tra le diverse realtà che operano in questo ambito».

Gli operatori del Centro saranno a disposizione in ciascuna diocesi con regolarità, con referenti per ogni diocesi e un luogo e un tempo certo per l’incontro (come dal dépliant allegato), con orari compatibili con le esigenze familiari dei potenziali destinatari.

A CHI È RIVOLTO?

Il servizio offerto sarà un primo orientamento di carattere pastorale a tutti i fedeli che sono separati o risposati – di fatto o anche legalmente – o che sono giunti alla scelta di separarsi, sebbene non l’abbiano ancora attuata. L’ascolto di coloro che si rivolgono al Centro è finalizzato a un’analisi delle singole situazioni sotto il profilo spirituale, morale e canonico. «L’intenzione – spiegano ancora i responsabili – non è quella di replicare il lavoro svolto da consultori o da altri soggetti impegnati nella pastorale familiare. Ma offrire nuovi percorsi, calibrati e costruiti sulle singole persone, di accoglienza per coloro che hanno vissuto o stanno ancora attraversando momenti di difficoltà nella relazione di coppia, che hanno portato al divorzio o alla separazione».

Compito del Centro sarà anche quello di organizzare annualmente percorsi o momenti formativi e di confronto tra le realtà (strutture o singoli sacerdoti) che nelle diocesi accompagnano le situazioni di crisi e le fragilità familiari. «In particolare – aggiungono i responsabili - dovrà diventare il luogo nel quale riflettere e approfondire le problematiche poste dal cap. VIII di Amoris Laetitia, favorendo l’incontro ed il confronto tra sacerdoti, canonisti e moralisti, per offrire motivi e strumenti di riflessione a coloro che seguono persone che hanno richiesto di compiere un percorso di discernimento e integrazione nella vita ecclesiale, cercando modo tale da convergere su una prassi comune».

mo.c.

Articolo di: venerdì, 18 novembre 2016, 10:02 m.

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