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Articolo di: lunedì, 12 marzo 2012, 2:36 p.

Libro sui medici del Cuamm: "con 40 euro salviamo le vite di una mamma e di un bimbo"

La loro storia nel volume "Il bene ostinato"

NOVARA - Storie uniche e forti che legano il Nord e il Sud del mondo. Racconti di vita che parlano di volontari, medici italiani ma non solo (anche intere famiglie), che hanno deciso di lasciare le proprie case per vivere e lavorare dove ci sono vere situazioni di emergenza e di povertà, spesso in contesti disagiati e alcune volte anche pericolosi.

Uomini e donne che si staccano dalle proprie realtà per essere d'aiuto al prossimo e agire nelle città dove opera “Medici con l'Africa Cuamm”, prima organizzazione non governativa in campo sanitario riconosciuta in Italia e di cui si parla ancora poco.

A presentare la sua attività, a Novara, e, soprattutto, le storie di questi emigranti del bene, di un 'bene ostinato', portato avanti in mezzo a mille difficoltà, Paolo Rumiz, giornalista de La Repubblica e autore del volume “Il bene ostinato”. Il libro è stato presentato a Novara, alla parrocchia di San Francesco, in un evento promosso dal Comune e da una serie di associazioni cittadine.

A delinearne i contenuti, l'autore, ma anche Franco Ratti, a lungo volontario per il Cuamm e don Luigi Mazzucato, fondatore e storico direttore della realtà nata nel 1950 per formare medici per i Paesi in via di sviluppo e che opera per il rispetto del diritto umano fondamentale alla salute e per rendere l'accesso ai servizi sanitari disponibile a tutti. A moderare l'incontro, la direttrice del Corriere di Novara, Serena Fiocchi.

«Un mondo – ha evidenziato Rumiz – dal quale sono stato subito catturato. Chi entra nel Cuamm e negli ospedali e nelle realtà dove è attivo non ne esce più, talmente si trova coinvolto. A catturarmi poi un sacerdote smilzo e con il cappellino a forma di melanzana (don Mazzucato, ndr), dal quale emanava una grande forza. Ho poi incontrato le figure chiave dell'attività del Cuamm e ho potuto così tracciare questo momento collettivo di chi opera e s'impegna per i più poveri, anche se sono convinto che non è stata la mia mano a scrivere, ma qualcosa di più grande di me. La mia penna era al servizio di eventi e persone che agivano. Un mondo in cui a prevalere è l'etica del fare, che vince su quella dell'essere e del possedere».

Ad aiutarlo in questo percorso anche Ratti, per 30 anni medico nei Paesi del Cuamm. «Lì eravamo poveri ma seri, si viveva dello scambio e tutto con una grande leggerezza d'animo».

Nella serata anche un ritratto di don Luigi, presente nel libro. «Stentavo a credere che da quell'omino – ha letto Rumiz – uscisse una tale forza. E' stato al timone del Cuamm sino al 2008. Una realtà che è sempre andata avanti anche nei momenti più critici». «Abbiamo iniziato nel dicembre 1950 – ha spiegato don Mazzucato – Io avevo 28 anni. Era il compito assegnato dal mio vescovo, un compito che è diventato un'esperienza straordinaria e la mia stessa vita. Ho imparato ad amare il mondo, a non escludere nessuno. Abbiamo svolto complessivamente, tra tutti i volontari, 4.350 anni di servizio volontario gratuito. Con 40 euro salviamo le vite di una mamma e di un bimbo. C'è anche chi parte due o tre volte l'anno, anche a rischio di perdere il proprio posto di lavoro. Questo è un miracolo». Tra il pubblico anche un medico novarese, Flavio Bobbio, che ha operato in Tanzania con il Cuamm e che ha raccontato brevemente la sua esperienza.

Monica Curino

Articolo di: lunedì, 12 marzo 2012, 2:36 p.
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Tags: cuamm, san francesco, rumiz, serena fiocchi, medici, africa, mazzucato, ratti

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