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giovedì, 23 novembre 2017
 
 
Articolo di: mercoledì, 03 maggio 2017, 8:32 m.

Libri, libri, libri… È la torre dei “segreti”

Il caveau della biblioteca Negroni

NOVARA - Libri, libri, libri… È la torre dei “segreti”. Se per segreti intendete la saggezza, la curiosità, il mondo che si svela a noi: chiavi di lettura della realtà (di ieri e di oggi) custodite nelle migliaia di pagine che quella costruzione conserva. È la torre libraria della Biblioteca Civica “Carlo Negroni” di Novara: non la si percepisce immediatamente dall’esterno (anche se l’occhio più attento, quello degli addetti ai lavori, sa cogliere la sua presenza anche da fuori). Perché è un enorme “buco” di cemento armato con una struttura multipiani, piena di scaffali e ripiani di metalli, “incapsulata” nell’edificio di corso Cavallotti. E su quegli scaffali, su quei ripiani è custodito il patrimonio librario della Biblioteca cittadina. Uno dei quei luoghi che affascinano solo a sentirli nominare. Per questo siamo andati a visitarlo, accompagnati dal dirigente del Settore Cultura del Comune di Novara, Paolo Cortese, e dal funzionario Mauro Ferrara, responsabile della Biblioteca Civica “Negroni”. Già arrivarci, senza guida, è impossibile. Giusto che sia così. Perché noi consideriamo la torre libraria il “caveau” di questa storica istituzione, alla luce dei tesori che protegge. Per questo non dovrebbe essere così facile raggiungerla. Con i nostri Dante e Virgilio arriviamo a destinazione. «Qui – ci dicono – sono conservati tutti i volume della vecchia Negroni e della vecchia Civica fino alle ultime cessioni. Ci sono anche i periodici che non sono stati stoccati nel deposito di Biandrate». I numeri? Eccoli. Stiamo parlando di qualcosa come 350.000 pezzi tra torre libraria e patrimonio librario custodito nelle varie sezioni: «Ci sono molti volumi a scaffale aperto, dalla narrativa italiana e anglo-americana nell’Ufficio Prestiti a dizionari ed enciclopedie immediatamente consultabili. Così anche per i libri dedicati al cinema, al teatro e alla musica oppure i volumi di natura giuridica». Varcata la soglia che ci conduce alla torre si apre un mondo meraviglioso. Fatto anche di profumi. È il profumo della carta, carta che “odora” di secoli. Nella sezione della vecchia Civica i volumi sono collocati sugli scaffali in base alla dimensione. «Istituita nel 1847, è aperta al pubblico cinque anni dopo. Alla sua morte, avvenuta nel 1896, Carlo Negroni dona alla città la sua casa e la sua biblioteca. Che, confluendo in quella Civica, dà vita alle Biblioteche Riunite Civiche Negroni. Vengono poi la denominazione attuale e l’acquisizione di Palazzo Vochieri che amplia gli spazi a disposizione». Bello curiosare tra gli scaffali: Accademia della Crusca, Polibio, Guicciardini… Negli anni le donazioni aumentano il patrimonio librario. Che cresce, cresce… Ci sono testi preziosi, anche cinquecentine, che ovviamente si possono solo consultare, con tutte le precauzioni del caso. La cultura “parla” da quegli scaffali, chiama a immergersi in un mondo che, pagina dopo pagina, riserva immense sorprese. Scaffali e scaffali, scale che salgono e scendono, ripiani stipati. «Tra un po’ inizieremo ad avere problemi di spazio. La torre è satura, sarà necessario trovare delle alternative». Che peccato, perché la torre, che sa di antico, ha un fascino incredibile. «Ma la conservazione del sapere richiede soluzioni diverse visto che la dotazione libraria è in continuo aumento. La biblioteca è un organismo vivo, i libri pubblicati ogni anno arrivano da noi. E servono così nuovi spazi». Curiosiamo ancora tra gli scaffali: Avifauna italiana, Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte, Codex Diplomaticus Langobardiae, Caporetto, le Lettere di Cicerone, Storia del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, Il Morgante maggiore di Luigi Pulci… Ci sono anche i periodici: non può mancare il Corriere di Novara, rilegato anno per anno. Leggere i titoli che occhieggiano dagli scaffali è come perdersi. Un libro tira l’altro e non si staccherebbero mai gli occhi da quei volumi, che si ha voglia di prendere in mano e aprire. Nell’epoca dell’e-book che decolla (anche se in Italia i numeri non sono poi così positivi) la carta mantiene inalterato il suo fascino. Anzi… «Dischetti e altri supporti non hanno vita eterna. Il libro sì, basta una candela e lo leggi. Sempre». Ma anche una istituzione storica come la biblioteca deve stare al passo con i tempi. «Piazza del sapere, questo sì, ma la biblioteca non è più il luogo classico dove ti rechi a prendere un libro per il prestito. Sta diventando qualcosa di più: corsi, presentazioni di libri e tante altre inziative hanno sempre più aperto questa realtà all’esterno, alla città. Si diffonde cultura, si promuove il sapere non solo con il prestito, che occupa ormai una parte marginale, e la consultazione. Grazie anche al lavoro dei volontari che prestano la loro opera presso di noi, animati da tanta passione, il modo di concepire e vivere la biblioteca è cambiato. Sono centinaia gli studenti della scuola dell’obbligo che “lavorano” sul nostro patrimonio grazie a progetti ad hoc costruiti per loro. Un’opportunità che hanno colto al volo anche gli studenti universitari che, sempre più numerosi, scelgono gli spazi della nostra biblioteca per studiare, non solo i ragazzi che frequentano le facoltà presenti in città. Tante sono le sale lettura a disposizione: anzi, tutti gli spazi possibili sono ora utilizzabili. Biblioteca come centro di aggregazione in cui i giovani hanno trovato e continuano a trovare un luogo idoneo dove preparsi per gli esami». Purché sappiano che, a pochi metri da loro, c’è una “misteriosa” torre che custodisce segreti preziosi…
Eleonora Groppetti

Articolo di: mercoledì, 03 maggio 2017, 8:32 m.

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