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sabato, 03 dicembre 2016
 
 
Articolo di: giovedì, 13 gennaio 2011, 9:24 m.

Lettere al Giornale

Riportiamo le lettere dei nostri lettori

Lettere al 23 maggio 2016

Ai candidati sindaco: più qualità per disabiliGentile candidati alla carica di Sindaco della città di Novara, la Fand (federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità) - Comitato Provinciale di Novara - che raggruppa 5 associazioni storiche della città (Anmic, Anmil, Ens, Uici e Unms), ha come obiettivo il miglioramento della qualità della vita dei propri iscritti (circa 1200 solo nella città di Novara).Pertanto chiede ai candidati, di favorire progetti volti all’inclusione sociale alle persone affette da disabilità e nello specifico: mobilità e accessibilità ai servizi pubblici, nonchè l’integrazione nel tessuto produttivo, dedicando iniziative, quali borse lavoro con stage retribuito.Nel dettaglio si richiede di valutare l’adeguamento dei mezzi pubblici per una maggior fruizione del servizio.Si rende noto altresì una richiesta di maggiore sorveglianza e vigilanza da parte della Polizia Locale di Novara, sull’utilizzo abusivo degli stalli dedicati ai portatori di handicap, oltre a garantire maggiore pulizie e ordine su tutti i marciapiedi cittadini.Nella speranza di poter trovare sensibilità e attenzione nei confronti dei cittadini con disabilità e con l’auspicio di poter aver con l’Amministrazione comunale un canale di dialogo diretto e costruttivo atto a migliorare la vivibilità di Novara.Biagio Fallico Segretario Unms di Novara e referente
Bene sentenza Tar sugli orari delle slotLa Federconsumatori novarese esprime viva soddisfazione per la  recente sentenza del Tar del Piemonte che ha ribadito la validità dell'ordinanza dell'Amministrazione Comunale di Novara sugli orari e  le modalità di funzionamento delle sale slot machines in città. Appare evidente, cosi come per altre sentenze favorevoli alle posizioni assunte dalle Amministrazioni comunali per contrastare le patologie e le problematiche sociali ed economiche che  il gioco d'azzardo comporta, che nei giudizi del Tar prevalga  la necessità di tutelare  fasce sociali deboli o a rischio e di difesa della salute pubblica, per evitare degenerazioni sociali che - anche in base ai dati forniti dai Servizi Socio Sanitari  competenti - sono in costante aumento.Nell'auspicare la prosecuzione dei controlli circa il rispetto dell'ordinanza del Comune di Novara e  di una inflessibile azione sanzionatoria Federconsumatori invita altri importanti Comuni della Provincia ad adottare ordinanze analoghe, considerando altresì che tra breve entrerà in vigore la legge regionale che indubbiamente favorirà l'azione dei Comuni  e di quanti si adoperano per contrastare il gioco d'azzardo e le sue negative conseguenze.

Federconsumatori NovaraGrazie al Coub per l’aiuto nello stage Vorrei ringraziare positivamente tutti i dipendenti e il Presidente del Consorzio  Unico Obbligatorio di Bacino della provincia di Verbania, per la loro umanità nel seguirmi durante il periodo di stage formativo che sto effettuando sino a giugno. Ringrazio anche l'avvocato Paolo Pinzone per la sua magnanimità nel seguirmi durante il mio percorso lavorativo.

Marco Vivarelli 


Corso Risorgimento in completo degradoSpettabile Corriere di Novara segnalo il degrado di corso Risorgimento dal n. 280 in poi (ex via Stazione). Mai possibile, che una strada comunale non  è controllata da nessuno. Non viene neanche tagliata l’erba. Ho visto la pubblicità del sindaco: è una vergogna Novara che avanza, avanza nelle voragini (come Roma). Portate il sindaco a vedere, l’uomo delle strisce blu e rosa l’unica cosa che ha fatto nel quinquennio. 

Giorgio Ferri 


La vera festa della liberazione sarà...Penso a tutte quelle tantissime persone, militari, partigiani e civili che, durante l’ultimo conflitto mondiale, combatterono dando la loro vita per la libertà e la democrazia in Italia. Che io onoro sempre con grande rispetto e riconoscenza. Ma penso anche che la vera festa della liberazione sarà quando non sarò più governato da politici spesso corrotti e disonesti, quando potremo vivere tranquilli nelle nostre case, quando figli e nipoti troveranno un lavoro dignitoso, quando il mio Paese potrà decidere le proprie politiche sociali ed economiche e scegliere chi avrà diritto di risiedere entro i confini, allora e solo allora mi sentirò completamente libero e sarò il primo a festeggiare non solo il 25 aprile ma ogni giorno della mia vita.

Franco Orgiazzi

 

Lettere al 4 aprile 2016

 

Gas e luce: prezzi giù ma solo dopo 1 anno...

Siamo alle solite. Arriva la bella stagione e con grande sbandieramento della Tv pubblica si annuncia la diminuzione del costo del gas e dell’energia elettrica. Peccato che il petrolio sia diminuito da un anno e che ora si consumi il gas solo per far da mangiare e che la luce rimanga meno accesa perchè il sole la sostituisce. 

Gianfranco Venturi

 

Ci risiamo! Navetta  e centro precluso 

Il 2 febbraio del 2015 i cittadini novaresi hanno ricevuto una lettera firmata dal sindaco Ballarè e dall’Assessore alla mobilità per annunciare che la città avrebbe vissuto un momento di cambiamento. Finalmente si favoriva l’accesso e la valorizzazione del centro cittadino e storico. Al punto 5° che segnalava i vantaggi c’era la magnifica notizia che ritornava la navetta che ci portava comodamente in centro gratis. Questo e altro era stato studiato, secondo Musa, dai migliori esperti italiani in materia, prevedendo una serie di importanti vantaggi. Ad un anno di distanza, esattamente dal 22 febbraio 2016, la navetta cambia percorso, ma questa volta è davvero gratis. Anche un anno fa avrebbe dovuto essere gratis ma – quando gli autisti ne erano forniti – costava 1 euro per corsa. Poi, per fortuna, ogni tanto gli autisti erano privi di biglietti o la macchinetta per obliterare era rotta (vi ricordate l’armata Brancaleone?) sempre si viaggiava sulla vecchia navetta turca (proprio fabbricata in Turchia) con le sospensioni da sostituire e non elettrica come era stato previsto per non inquinare il centro, ma funzionante a gasolio e chi passava accanto a questo vecchiume capiva che l’inquinamento peggiorava. Questa volta, senza lettera, la novità è che in centro non ci porta proprio più. Gli importanti vantaggi studiati un anno fa dai migliori esperti italiani (sicuramente pagati dai cittadini novaresi come gli enormi cartelloni sparsi in città che inneggiano al verde dei giardini, al turismo ecc.) non esistono più. Forse era meglio rivolgersi ai nostri architetti e ingegneri residenti a Novara che di circolazione ne sanno più di loro perché la vivono in prima persona tutti i giorni. La popolazione sta invecchiando (grazie al cielo) ma gli acciacchi vanno di pari passo con il passare degli anni e non tutti possono permettersi il taxi quando hanno bisogno di recarsi in municipio, al catasto, alla Camera di Commercio ecc. o ai negozi ai quali sono affezionati, a loro il centro è precluso. I negozianti hanno già a lungo reclamato per questo isolamento e, complice anche la crisi, molti hanno chiuso. Ma per fortuna il verde cresce, il turismo è in aumento e in aumento è anche la costernazione dei novaresi che si vedono preclusi i musei, le passeggiate sull’allea e le spese in centro. Il cittadino novarese è di carattere mite, forse un po’ chiuso, educato; non ama le piazzate ma prende nota con molta educazione dei cambiamenti che gli vengono imposti, dell’isolamento del centro, dei posteggi quasi tutti a pagamento e, ne sono certa, saprà ribellarsi al chiuso di una cabina elettorale a maggio o giugno.

Gianna Danelli Turchelli

 

Se la sanità pubblica diventa un lusso

Egregio Direttore, la prevenzione è sempre stata la linea guida suggerita dall’O.M.S. per la lotta contro le malattie e, in particolare, di quelle a più alto rischio di cronicizzazione o di morte. Prevenire le malattie rappresenta anche una forma importante di risparmio per la spesa sanitaria pubblica. Sono tutti concordi: medici, ricercatori politici e cittadini. Questa è la teoria ormai consolidata. Peccato che, come al solito, dal dire al fare, come si dice, c’è di mezzo il mare. Il mare è la recente riforma sanitaria che, oltre giustamente razionalizzare la spesa, taglia in profondità la spesa stessa. Diminuiscono i posti letto, le liste di attesa si fanno infinite, il personale medico ed infermieristico diminuisce, i tickets per le visite e gli esami clinici salgono sino ad eguagliare, o quasi, (pochissimi euro di differenza) il conto che il cittadino dovrebbe sostenere rivolgendosi alla sanità privata, (non ci sarà, per caso, un preciso disegno?). Non solo ma recentemente sono state messe a pagamento oltre 350 prestazioni che vanno dalla odontoiatria alla radiologia diagnostica, alla genetica agli esami clinici alla dermatologia alla medicina nucleare e a altre prestazioni che sarebbe lungo elencare. Se il Ministero ha fatto la sua parte gli ospedali, per contro, non si fanno mancare nulla: per esempio le infinite liste di attesa. Penso sia capitato a tutti di presentarsi il giorno per all’ora y per sottoporsi ad un esame e di constatare di essere in tre o quattro pazienti (non a caso si chiamano pazienti) quando potevamo benissimo essere il doppio o il triplo considerato che alla fine, dopo circa 15 minuti, tutti avevano finito (gli altri prenotati avranno dato forfait). La sanità privata esulta e stenta a credere a tanta “fortuna”. Per concludere prevenire è certo meglio che curare ma con l’aria che tira oggi è sempre più un lusso riservato a pochi che possono.

Aldo Gioberge

 

www.winthebank.com spiega la banca alle Pmi

Siamo un gruppo di ragazzi e su Novara, abbiamo aperto un canale disponibile per le imprese che vogliono migliorare il proprio rapporto con le banche. Il tema è certamente caldo e lo si nota quotidianamente su tutti i media. Possibile andare ancora in banca con il capello in mano a chiedere credito? Cosa devono cambiare in termini di approccio le Pmi italiane per farsi finanziare e avere credito? Siamo certi che con quello che succede nei bilanci delle banche il consiglio del Direttore sia ancora valido? (Vedi caso Etruria?!). Di fatto spieghiamo alle imprese una nuova materia.... l’arte della negoziazione in banca. Lo facciamo attraverso un Blog a tiratura nazionale www.winthebank.com che ha oltre 10.000 visualizzazioni al mese ed è tenuto da Massimo Bolla di Cameri e Fabio Loglischi di Novara con interventi del professore universitario che insegna a Novara, tra le tante cose anche economia, Valerio Malvezzi. Inoltre, integra l’attività il Blog www.bilancioutile.com tenuto da me,  Alessandro Tescari, dove video e contenuti gratuiti rendono la materia aperta alla conoscenza. Abbiamo un ufficio a Novara in via Biandrate. A presto. 

Alessandro Tescari

 

 

Il “piro” è... saltato, restano le domande

Egregio direttore,         con un sospiro di sollievo abbiamo appreso che il progetto del pirogassificatore di San Pietro Mosezzo è stato bocciato  giovedì 25 febbraio all’unanimità alla prima riunione della Conferenza  dei Servizi della Provincia di Novara.  Di ciò ci rallegriamo insieme ai cittadini di San Pietro Mosezzo e dei comuni limitrofi, Novara compresa, per lo scampato pericolo. Vorremmo tuttavia esprimere alcune perplessità. Primo: la trasparenza. Come mai i cittadini di San Pietro nulla hanno saputo circa il progetto del pirogassificatore fino all' 8 febbraio 2016? Perché il Comune di San Pietro non ha organizzato per tempo un incontro pubblico,  spiegando alla gente di che cosa si trattava e chiedendo ai cittadini che  cosa pensassero in proposito? I cittadini di S.Pietro hanno dovuto auto- organizzarsi in Comitato per venire a conoscenza di quale tempesta  si stesse approssimando. Secondo: la tecnologia della pirogassificazione  dei rifiuti plasticii. Questa tecnologia non ha finora fornito grandi prove  di sé, infatti ad oggi in Italia, a quanto ci risulta, non esistono impianti funzionanti di questo tipo. Ben venga la sperimentazione su questa tecnologia,  ma in questo caso si dovrebbe costruire un piccolo impianto lontano dall’abitato,  dove fare le prove necessarie, e non, come in questo caso, realizzare un  impianto monstre di 50.000 tonnellate all' anno per trattare i rifiuti plastici di tutto il Piemonte. Terzo: la localizzazione del pirogassificatore. Credo che l’area  industriale di San Pietro Mosezzo sia il posto più infelice per pensare di collocarci un pirogassicatore, a causa della densità abitativa del luogo, della  gran quantità di inquinanti immessi nell’ambiente, dell’elevato rischio  d’incendio, dell’economia agricola della zona circostante l’area industriale.

Fabio Tomei

Per Carp Novara Onlus, membro di  Coordinamento Difesa Territorio

 

La settimana del glaucoma

Come ogni anno l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (Iapb) promuove nel mese di marzo una campagna dedicata alla prevenzione delle malattie oculari, in particolare del glaucoma. Il glaucoma è una malattia che colpisce il nervo ottico. Nella maggior parte dei casi è dovuta ad un aumento della pressione interna dell’occhio che causa, nel tempo, danni permanenti. Sarà possibile dunque effettuare il controllo gratuito della pressione oculare a Novara, in Piazza Puccini, nei giorni di martedì 8 e mercoledì 9 marzo dalle ore 10 alle ore 12.30 e dalle 15 alle 17.30. Saremo presenti con un gazebo  presso il quale sarà possibile, oltre effettuare lo screening, ritirare il materiale informativo. I controlli avverranno anche grazie alla collaborazione con il reparto di Oculistica dell’Ospedale Maggiore di Novara, il quale mostra sempre grande sensibilità verso queste iniziative benefiche. Speriamo quindi di  incontrarvi numerosi! 

Unione Italiana Ciechi Novara

 

Bandiera a mezz’asta ma poi rialziamola

Gentile Direttore,   per la drammatica scomparsa della dottoressa  Rita Fossaceca, avvenuta il 28 novembre ultimo scorso, il sindaco di Novara, Andrea Ballare, ha proclamato il lutto cittadino per la giornata delle esequie: il 3 dicembre. Per la giornata, tutte le bandiere degli edifici pubblici sono state previste fissate a mezz’asta per onorare la memoria della sfortunata novarese e per esprimere il sincero cordoglio della comunità cittadina alla famiglia. Ho personalmente verificato che la bandiera italiana, al pennone del castello sforzesco di Piazza Martiri, è rimasta dimenticata a mezz’asta per ulteriori due settimane…  Per la tragica scomparsa della vigilessa Sara Gambaro, avvenuta il 19 febbraio ultimo scorso, il sindaco di Novara, Andrea Ballare, ha proclamato il lutto cittadino per la giornata delle esequie: il 25 febbraio. Per la giornata, tutte le bandiere degli edifici pubblici sono state previste fissate a mezz’asta per onorare la memoria della sfortunata novarese e per esprimere il sincero cordoglio della comunità cittadina alla famiglia. Oggi, 4 marzo, verifico – come da fotografia - che la bandiera italiana, al pennone del castello sforzesco di Piazza Martiri, è tuttora a mezz’asta…. Nuovamente dimenticata dalla “Autorità costituita”, nell’indifferenza constatata di un significato che dovrebbe invece essere di reale e profondo rispetto, umana solidarietà e sincero cordoglio.   A quando un utilizzo cittadino meno farisaico del più alto simbolo nazionale?

Bruno Guasco 

 

Multato con la Euro1 per 1,5km e con febbre

Caro Sindaco di Novara, nel percorrere il baluardo Quintino Sella, mi veniva intimato l’alt da una pattuglia con tre agenti della polizia municipale. Dal controllo dei documenti risultava tutto regolare, ma improvvisamente mi contestavano “la circolazione con  veicolo inquinante Euro l”, comminandomi una multa di euro 164. Il fatto era seguente alla giornata di pioggia del 7 febbraio; al che facevo notare ai vigili che il blocco del traffico era stato rimosso a seguito delle ripristinate condizioni atmosferiche favorevoli ed il vigile mi rispondeva che si trattava di altro e di andarmi a leggere le direttive del Sindaco, in merito alla circolazione dei veicoli nel comune di Novara. La pattuglia, insieme a tanta arroganza, mostrava difficoltà nell’affrontare l’argomento: mi sono sentito un pollo  nelle loro mani giusto per  fare cassa senza se e senza  ma. Percorrevo un tragitto, ritorno da lavoro, dalla stazione Rfi di Novara a casa, per la via più breve che dista meno di 1,5 Km; tutto ciò, solo per evidenziare l’enorme potere inquinante che ho prodotto. Ho usato l’auto per motivi di salute in quanto affetto da influenza, febbricitante, per cui era impensabile che alle ore 6 andassi a lavorare in bici, aggravando così l’influenza, ma questo caro Sindaco a lei non  non importa, conta probabilmente solo fare cassa. Tale comportamento mortifica i cittadini onesti. Tutto ciò mentre la polizia municipale di Novara, corpo composto da decine di agenti, alla sera garantisce l’ordine con una  sola pattuglia e non oltre le 23 (giustificando tale carenza dovuta alla mancanza di personale) e viene utilizzato spesso in mansioni di solo ufficio.  Caro Sindaco questi sono privilegi e vanno tolti; invece si  manda in giro una pattuglia per recuperare i soldi per gli stipendi cavillando forse con ragione contro gli onesti cittadini febbricitanti e reduci da una giornata di lavoro. Non è  contro il buon senso quest’azione?

 E non mi fermo qui, quando vado in bici per la città sono costretto per le enormi buche aperte nel manto stradale ad una maggiore attenzione con costante pericolo di incidenti con altri veicoli o rovinose cadute; senza contare che in centro al sabato e alla  domenica, in presenza di divieto di parcheggio c'è una marea di macchine parcheggiate anche in doppia fila, che generano ingorghi al traffico ostacolando anche la circolazione pedonale. Mentre coloro che dovrebbero  far rispettare le regole, sono assenti.

Alla luce di tutto questo è più facile predisporre delle task - force mirate, incassare più soldi con poche multe ma elevate. A mio avviso invece ci vorrebbe maggiore educazione da parte degli operatori comunali e maggiore informazione ai cittadini sulle normative introdotte dalla giunta comunale altrimenti tutto ciò diventa accanimento verso i cittadini onesti. 

 Con tutto ciò non voglio fare di tutta l’erba un fascio: dopo un incidente in bici da corsa, sono stato seguito da due vigili in ospedale e poi, dopo le dimissioni, espletando così un servizio eccellente, non sapevo come ringraziarli. Questo per dire che in seno alla struttura c’è gente valida. 

Voglio aggiungere per ultimo: a cosa serve il controllo dei gas di scarico durante la revisione periodica, se l’auto, risultata idonea, poi viene multata? Dico anche che i vigili dovrebbero dare il loro contributo: siano muniti di bici anziché viaggiare in auto, affidando loro le due ruote con la responsabilità del buon utilizzo. Non  sarebbe, questo, un grosso contributo sia per mantenere l’aria pulita, sia  nel dare esempio educativo alla cittadinanza, con un grosso risparmio economico? Con  questi accorgimenti non sarebbe più necessario fare cassa per pagare gli stipendi: no? 

Per tutte queste ragioni sono obbligato a gridare la mia vergogna, Un onesto cottadino.

Antonio Cosentino



Mercatone Pombia mai stato ceduto

Gentile direttore, in relazione all’articolo dal titolo “Mercatone: e Romagnano?”, pubblicato il 26 novembre 2015 a pagina 27, precisiamo che i punti vendita di Pombia e Biella (che, in realtà, non ha mai chiuso) non sono stati acquisiti da altre società, come erroneamente riportato nell’articolo, ma sono stati riaperti, per il caso di Pombia, dalla stessa società che li ha sempre gestiti.  

Silvestro Ramunno

Ufficio Stampa Mercatone Uno

 

Troppi errori aiutano l’estremismo islamico

Gentile direttore,  rifletto alla luce degli  attentati terroristici di Parigi. Come si apprende dai media, questi assassini circolano liberamente per l’Europa, magari con l’etichetta di profughi  che invocano il nostro aiuto. Questo è il loro grazie. Non tutti sono così, ma stabilire quali siano le mele marce è impossibile  perché tutti agitano la bandiera della fede nell’Islam. Ma chi avesse letto e ragionato sul Corano trarrebbe conclusioni tutt’altro che piacevoli: è un inno alla supremazia, alla sopraffazione, alla violenza ad ogni costo. E non ci raccontino balle con l’islam moderato: l’islam è l’islam e basta. Mai ho visto bruciare moschee in Europa in nome di Dio; loro sì che bruciano le nostre chiese colme di fedeli nei loro Paesi in nome di Allah. E fino a quando non cancelleranno questi passi violenti dal loro libro sacro, non modificheranno i loro insegnamenti nelle scuole, non cambierà nulla. E l’Occidente che fa? I nostri governanti che fanno? Oltre a leccarsi le ferite, predicano l’integrazione. Ma se i figli di Allah ci vogliono tutti morti! Ormai ognuno di noi può avere come vicino di casa un potenziale terrorista. 

E i finanziamenti? In nome di una Santa accoglienza si permette a chiunque di varcare i nostri confini; migliaia di barconi stracarichi di clandestini arrivano ogni giorno sulle nostre coste e dopo ridicoli controlli s’insediano in ogni parte d’Italia e  d’Europa. E’ appurato che dopo ogni strage, dopo ogni arresto, si apprende che alcuni di loro sono entrati in Occidente in questo modo. La percentuale è molto alta, al contrario di quanto riferito dai nostri governanti. E gli organizzatori di questi viaggi ne traggono enormi profitti: ecco una parte dei loro finanziamenti. Un’altra parte cospicua deriva dalla vendita del petrolio,  perché parecchi stati occidentali hanno relazioni commerciali con paesi finanziatori del terrore. E i nostri governanti che fanno? Foraggiano cooperative ed enti vari con migliaia di milioni di euro,  prelevati dalle tasche dei cittadini, per un loro confortevole soggiorno mentre parecchi nostri connazionali vivono in condizioni disumane: cornuti e mazziati.

Ormai l’Occidente si avvia ad essere ostaggio di questa gente, di questa fede. In questi giorni sulla prima pagina di un quotidiano nazionale ho letto il titolo: “Dichiarazione di guerra all’Occidente. Meglio tardi che mai”. Una quindicina di anni fa Oriana Fallaci all’indomani della carneficina dell’11 settembre aveva messo in guardia su quello cui si sarebbe andati incontro se non si fossero prese adeguate misure. Chi stava seduto comodamente dietro una scrivania l’ha tacciata di xenofobia. Grazie governanti, grazie intellettuali: questa situazione la dobbiamo anche a voi. 

Quali sono le misure da mettere in atto? La tanto decantata Unione Europea non riesce a trovare un accordo su come fronteggiare un’emergenza di queste proporzioni, scaricandone su alcuni Paesi responsabilità e gestione, al massimo elargendo una manciata di euro. Alcuni stati membri si chiudono a riccio difendendo il proprio orticello. E l’Italia, che a parer mio è insieme alla Grecia l’anello debole di questa Unione, ne subisce le conseguenze anche grazie alla incapacità di chi ci governa.

Ma non sarebbe più opportuno chiudere le nostre coste ed evitare la partenza dei barconi, andando ad aiutarli a casa loro? Non si potrebbe iniziare a riportare nel proprio Paese d’origine tutti coloro che non hanno titolo per restare in Italia (la stragrande maggioranza)? Non si potrebbe aprire una campagna a difesa delle nostre radici, delle nostre tradizioni, dei nostri simboli?

Solo così si darebbe inizio a una seria lotta al terrorismo islamista, solo così si darebbe sicurezza ai propri cittadini. Il futuro dei nostri figli, dei nostri nipoti è nelle nostre mani: armiamoci di rabbia e di orgoglio e facciamo sentire la nostra voce.

Piero Saini

 

 

Ricordando il grande Brugo

Il nostro messaggio congiunto è per rappresentare il grande cordoglio per la scomparsa dell'amico Carlo Brugo. Abbiamo infatti appreso con grande dolore, nel pomeriggio dello scorso sabato, della scomparsa del presidente del Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia di Romagnano Sesia. La presidenza e tutto lo staff museale di Casalbeltrame, così come l'Associazione Arpitesca, non possono che ricordare la comunanza di intenti e la sempre cordiale collaborazione avuta con Romagnano, anche e soprattutto grazie all'entusiasmo e alla passione di Carlo nello studio delle tradizioni del suo territorio e nella conduzione e promozione del suo amato museo.  Perr questo ci  uniamo alle condoglianze di tutta la comunità culturale del territorio alla famiglia e ai suoi collaboratori.

Museo 'L Civel,  Fondazione Artis Pagus, Associazione Arpitesca Onlus  Casalbeltrame

 

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Cittadini coinvolti su scelte per rifiuti
Giovedì scorso si è riunito, dopo oltre due anni dall’ultima convocazione, l’Osservatorio Provinciale Rifiuti. Pur consapevoli della natura del medesimo e della struttura informale che da sempre contraddistingue il nostro gruppo di cittadini,  avevamo a più riprese fatto richiesta agli organi competenti di poter partecipare “honoris causa”  alla luce dei recenti progetti,  che indicano nell’ennesimo sopralzo della discarica di Barengo la via per evitare l’ emergenza rifiuti alla fine delle attuali volumetrie prevista nel 2017. Le nostre richieste sono rimaste inevase e così la discussione circa il futuro dei rifiuti in Provincia di Novara si è avviata senza che chi subisce da 25 anni la discarica provinciale  potesse intervenire per dare voce al territorio. Un territorio  gravato non solo dal sito di Barengo, ma anche dalla vicinanza con la discarica di Ghemme con la sua ingombrante eredità  ancora in attesa di bonifica. Un territorio i cui cittadini sono stati oggetto di studi epidemiologici, nel 2011 Barengo e nel 2013 Ghemme-Cavaglio, proprio in seguito alla presenza dei due impianti di smaltimento. Un territorio che con frequenza sempre maggiore si trovano a convivere con fastidiose molestie olfattive. Esprimiamo tutto il nostro rammarico auspicando per il futuro una maggior partecipazione dei cittadini nei processi  decisionali a forte valenza ambientale, così come sancito dalle norme europee e dalla Convenzione di Aahrus.
Il Comitato No Amianto a Barengo

No vivisezione: Sos all’Università
Come da precedente lettera a firma dalle Associazioni e Comitati civici si interrogava il comune di Novara sul fatto che si sospettasse di voler praticare nel Pisu di Sant’Agabio (Centro Ricerca Malattie Traslazionali) l’abominevole pratica della vivisezione (sperimentazione su animali vivi).  Si è stabilito quindi di interpellare l’Università del Piemonte Orientale , responsabile dei protocolli di ricerca. Spero vivamente che il nuovo centro non preveda l’utilizzo di animali viventi, essendo Novara una delle città che maggiormente ha raccolto firme per l’iniziativa Europea “stopvivisection”, esprimendo in modo evidente e chiare la sua intenzione di bandire a livello internazionale la crudele pratica della vivisezione (così come furono bandite le mine anti-uomo). Siamo certi che l’università del Piemonte Orientale, che secondo noi rappresenta un punto di riguardo e di eccellenza nel panorama dell’istruzione nazionale voglia avvalersi per la ricerca esclusivamente di metodi sostitutivi, peraltro più affidabili e meno soggetti ai grandi errori comparativi tipici del modello animale. In caso differente ci si vedrebbe costretti ad appellarci all’Assemblea delle Nazioni Unite, con un appello firmato da numerose Associazioni e centinaia di cittadini e promosso al riguardo per suscitare clamore e risonanza generale su tale desueta ed erronea pratica. Si confida quindi che l’Università del Piemonte Orientale voglia optare per una soluzione non violenta e più vicina al rispetto della vita.
Alessandro Manini 
Direttore Stopvivisection Comitato provinciale Novara

 

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Lettere al giornale 29 ottobre 2015

Grazie tante ai fisioterapisti
Gentile direttore, approfittiamo di questo spazio per ringraziare di vero cuore i medici, i fisioterapisti e tutto il personale infermieristico dell’ospedale S. Rocco di Galliate del reparto di terapia fisiatrica e rieducazione motoria per la loro professionalità e umana comprensione verso i pazienti. Però dobbiamo constatare che, un’ottima struttura come questa scarseggiano strumenti necessari per la riabilitazione dei pazienti; un punto di ritrovo dotato di app. televisivo, per poter socializzare. E soprattutto una più adeguata mensa. Un gruppo di pazienti dimessi con successo.
Luigi Martinenghi

Macchè di serie B, sport d’eccellenza
Egregio direttore, le chiedo ospitalità al fine di poter esporre il mio punto di vista prendendo spunto dalla lettera “Troppo appagati e siamo da serie ‘B’” apparsa sul Corriere di Novara il 17 settembre, il cui contenuto non mi trova d’accordo. Vorrei innanzi tutto affermare che lo sport novarese non è in stato comatoso, come invece viene affermato, anzi è particolarmente attivo e fiorente in molte discipline. E’ sufficiente andare sui campi o nelle palestre per vedere una turnazione importante di giovanissimi che si dedicano all’attività agonistica. Per farsi un’idea precisa di ciò bisogna visitare le Società sportive e toccare con mano questo fenomeno che evidenzia il significativo aumento dei praticanti, non stare in casa ad immaginarsi scenari inesistenti. Ed ho parlato di attività agonistica, ma se esaminiamo anche l’attività amatoriale o della terza età e persino dei disabili, dobbiamo prendere atto del buon movimento tuttora esistente. La mentalità sedentaria della persona sta velocemente cambiando, basta osservare il numero sempre crescente di coloro che fanno jogging o che si dedicano al fitness. E per attivare sia l’attività agonistica sia quella amatoriale o della disabilità occorrono dirigenti preparati ed accorti, dirigenti ed allenatori che sono anche “corresponsabili” della corretta educazione psico-fisica dei/delle giovani che le famiglie affidano a loro. Quindi le società sportive si configurano altresì come delle agenzie educative per detti giovani che saranno poi dei buoni cittadini domani. 
Giudicare il movimento sportivo novarese dal numero degli atleti presenti ai Giochi Olimpici ed ai Campionati del mondo - come viene fatto - mi sembra riduttivo; i campioni non si possono produrre in serie, anche disponendo di buone risorse tecniche e finanziarie. Mi risulta Riccardo Peretti di Pettenasco l’ultimo novarese che ha preso parte ad una rassegna a cinque cerchi: ha infatti gareggiato ai Giochi Olimpici della Gioventù di Nanchino 2014 nel canottaggio, quindi neanche tanto tempo fa. Prima di lui, nel 2010 ci sono stati Livio Molinari e Laura Curione: Livio gareggiò nel Triathlon ai Giochi Olimpici della Gioventù di Singapore, mentre Laura era la frenatrice del Bob a Due di Italia 1 femminile ai Giochi Invernali di Vancouver. A meno che si voglia considerare novarese Enrico Pozzo, ormai da diversi anni residente nella nostra città pur se biellese di origine, che gareggiò ai Giochi Olimpici di Londra 2012 nella Ginnastica Artistica. Non dimentichiamo però i diversi dirigenti ed i tecnici che hanno partecipato e talvolta in più edizioni, come Donatella Sacchi (Ginnastica Artistica Femminile) e suo fratello Andrea (Ginnastica Artistica Maschile), il dottor Sergio Migliorini (Triathlon), quest’ultimo dai Giochi di Sydney 2000 a quelli di Londra 2012, il Prof. Mario Miglio (Triathlon). Paola Bongelli invece ha preso parte ai Giochi di Londra 2012 in qualità di Giudice di Gara, dirigendo la finalissima femminile del Tennis tavolo.Costoro non fanno parte della nobiltà sportiva novarese? Quante città provinciali italiane possono vantare un numero così elevato di dirigenti/tecnici/medici alle olimpiadi?Le Società di Novara e provincia, di giovani talenti ne allevano diversi ogni anno. I Panathlon Club (Novara e Mottarone) annualmente premiano - insieme, in una suggestiva cerimonia - circa 15/20 atleti delle province di Novara e di Verbania che nell’ultima stagione agonistica hanno avuto il merito di vestire, per la prima volta, la Maglia della Nazionale Italiana in competizioni ufficiali di qualsiasi disciplina e categoria. Questo significa che c’è qualità fin dai livelli giovanili, qualità che emerge non per caso. Poi diversi di questi giovani si confermano nel tempo, come Giulio Molinari che ha vinto il titolo Europeo nel Triathlon medio 2014, le ragazze del Twirling che oltre al titolo Europeo 2013 hanno ottenuto una eccellente classifica a livello mondiale, Brando Caruso: Campione Europeo Under 23 di Sci Nautico 2014, Carlotta Adorno: Campionessa Europea giovanile di Softball 2015, Francesca Gallina: vice Campionessa Mondiale di Snow Board Cross 2015, Michele Botezatu: Campione Mondiale di Arti Marziali 2015, Luisa Milanoli: Campionessa Europea Master 2014 di Scherma, Riccardo Peretti: Vice Campione Europeo di Canottaggio 2014, solo per citarne alcuni. Molto significativo l’esempio di Antonio Nacca: nel corso dei Campionati Italiani Master 2014 ha stabilito ad Ancona tre record del mondo nell’Atletica Leggera-mezzofondo (mt. 800-mt.1500-mt. 3000 piani).Ma tutte queste affermazioni non rivelano forse la grande ricchezza di contenuti del movimento sportivo novarese? E se aggiungiamo la capacità di attuare concretamente la citata promozione sportiva, cosa vogliamo di più? Se ogni anno vi sono così tanti giovani che vestono la Maglia Azzurra della Nazionale italiana non è forse anche per la dedizione dei Dirigenti/Allenatori/Presidenti di Società/Federazioni Sportive Provinciali e Regionali/CONI? Perché allora si ricorre alle solite frasi fatte apostrofando la classe dirigente come non all’altezza dei tempi e che dovrebbe dare le dimissioni? Non è giustificato mortificare gratuitamente chi si attiva in modo volontaristico nel mondo dello sport, rischiando in proprio, ed oltretutto ottenendo ottimi risultati!! Novara e provincia sono senz’altro una realtà piena di fermento, di entusiasmo, di voglia di fare nonostante le ben note difficoltà finanziarie, realtà che ha lavorato per organizzare altresì eventi di altissimo livello, compresi i Campionati Mondiali di Pattinaggio Artistico del 2016; è quindi una città/provincia viva, ricca di passione sportiva che molto farà ancora parlare di sé negli anni a venire.  
Mario Armano 
Delegato provinciale Coni di Novara

Dov’è la cura del marciapiede?
Abito in via Monte San Gabriele al civico 25/C,  nei giorni scorsi gli operai del Comune hanno iniziato a sollevare parte del tappetino di asfalto che copriva il marciapiede ed hanno lasciato quello compreso tra il civico 25/B ed il 25/C. Ho provato a chiedere il motivo per il quale quello citato non fosse stato rimosso. Mi è stato detto che quelle erano le direttive impartite. Il giorno successivo ho provato a chiedere spiegazioni al Comune e mi è stato comunicato che quel tratto non competeva loro, ma che avrebbe dovuto essere ripristinato dalla Telecom. C’è da rimanere basiti! Quindi la Telecom chiamerà probabilmente un’altra impresa, che userà probabilmente una composizione di asfalto diversa, saranno sicuramente evidenti le giunzioni tra uno strato e l’altro ed i lavori saranno certamente eseguiti in tempi diversi. La domanda, allora, nasce spontanea e ti chiedi: non sarebbe stato molto più logico che il Comune eseguisse il lavoro per l’intero tratto di marciapiede e che poi dalla Telecom si facesse saldare l’importo per la porzione di propria competenza? Sarebbe opportuno avere una risposta, ma credo che non arriverà mai.
Francesco Iovino

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Lettere al giornale 8 ottobre 2015

Contro la violenza  
“Giù le mani”Violenza sulle donne, un argomento che ci inquieta, ci turba o ci angoscia, un tema che tutti noi vorremmo rimuovere, ma con il quale la cronaca ci costringe quotidianamente a  confrontarci. Il blog “La 27ª ora”, nel post del 22 settembre scorso, ci dice che in Italia, da gennaio e a settembre 2015, già 88 donne sono state uccise, con un incremento dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati diffusi dall’associazione Sos Stalking. E non si tratta di femminicidio soltanto, ma di femminicidio annunciato, perché il 25% delle vittime aveva denunciato l’uomo che le perseguitava, ottenendo spesso per lui, dalla magistratura,  misure restrittive  che poi sono state disattese. Se a fronte di una denuncia il magistrato non dispone il carcere - sottolinea ancora Sos Stalking - né gli arresti domiciliari, né altre misure come il braccialetto elettronico, la tutela per le vittime è totalmente azzerata. E la diretta conseguenza è il calo della fiducia nella giustizia. Il braccialetto elettronico è una misura scarsamente utilizzata in Italia nei casi di violenza contro le donne, perché il dispositivo rappresenta un onere troppo elevato per lo Stato; tuttavia, è giusto osservare che tale strumento appartiene alla sfera punitiva, mentre un’azione davvero completa a tutela delle donne dovrebbe comportare un percorso integrato, dove coesistano terapia psicologica e riabilitativa del maltrattante, oltre che un’efficace prevenzione. Tutte azioni nei confronti degli uomini che noi  proponiamo, unitamente all’ascolto,  all’accoglienza e alla consulenza psicologica come supporto alle vittime di violenza.  Per questi motivi  continuiamo a promuovere il servizio “Giù le mani” anche attraverso i distretti sanitari di Domodossola, Omegna e Verbania, per raggiungere capillarmente i medici di base e i pediatri del territorio, affinché gli stessi diffondano, negli ambulatori e presso i pazienti, l’informazione rispetto ai  servizi antiviolenza. Sono state così consegnate locandine e brochure di “Giù le mani”, con l’obiettivo di migliorare l'accesso al servizio, di  rispondere alle  richieste di aiuto, di diminuire il sommerso. Una maggiore visibilità consentirà infatti ad ogni vittima di violenza di trovare, anche presso il proprio medico di famiglia, il contatto necessario per avere ascolto e accoglienza. “Giù le mani” è tra l’altro patrocinato dalla Provincia del Verbano Cusio Ossola e membro della Rete nazionale “Tiziana vive” (http://www.tizianavive.org/).
Cooperativa La Bitta
Domodossola

Quella multa... per i parenti in vigna
Sia chiaro, metto sempre al primo posto la difesa della legalità. Nel caso però della multa choc comminata ad un agricoltore di Castellinaldo D'Alba ha invitato alcuni amici a dargli una mano mentre vendemmiava mi pare si sia veramente passato il segno. Ora pare che il Ministero abbia fatto revocare la multa, resta però il fatto di una modalità d'azione che non ha senso, che mortifica gli operatori del settore e che prima di elevare multe dovrebbe confrontarsi per evitare non solo polemiche ma anche perdite di tempo ai cittadini onesti.  Esistono delle prassi di buon vicinato che dovrebbero prevalere sulla volontà di fare cassa sempre e comunque. Perché francamente nel provvedimento preso non vedo altro che questo: la volontà di applicare una sanzione a prescindere. Mentre proliferano spesso indisturbati i casi di caporalato, questi sì da debellare, qui si colpisce un normale cittadino con pochi filari facendolo passare come un evasore. Ma ci si rende conto cosa vuol dire una multa di 19.500 euro per un normale cittadino? 
Franco Graglia
Vicecapogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte

 
Il gatto “adottato” e il gattile... ostile
Scrivo questa lettera con la speranza di stimolare l’intervento di altri lettori che si fossero trovati coinvolti in una vicenda analoga e, magari,  chiarirmi i dubbi su quanto accaduto.  Lo scorso mese di giugno ho trovato nel cortile di casa una gattina smarrita, in buone condizioni, con un collarino antipulci, molto affettuosa,  ed ho telefonato al gattile comunale di Borgomanero per la custodia temporanea. Il giorno successivo ho  scoperto che  la proprietaria era una mia vicina, la quale si è recata subito al rifugio per la restituzione dell’animale. Di fatto tale  procedura è stata ostacolata in tutti i modi.  L’atteggiamento che mi è stato riferito come particolarmente irritante,  al punto da far desistere dall’adozione dopo circa una settimana di “trattative”, è stato un sopralluogo in abitazione da parte di volontari, con richiesta di chiusura del balcone e minaccia  di sanzioni in caso di nuove fughe del gatto,  e l’accusa di dichiarazioni non veritiere da parte della proprietaria, che riferiva di aver raccolto il gattino per strada qualche tempo prima con una zampa rotta o comunque zoppicante. Pare addirittura che il gatto sia stato sottoposto a visita veterinaria al fine per accertare se fossero presenti segni di pregressa frattura e verificare quanto dichiarato.  Mi  chiedo, perplessa,  quali interessi tutelino gli operatori del gattile comunale. Non certo quelli  del gatto, che ha perso una proprietaria che se ne prendeva evidentemente cura,  e si è ritrovato a vivere in gabbia. Neppure quelli  dei contribuenti, considerato che il gatto è stato sottoposto ad una  visita veterinaria inutile e che, molto probabilmente,  non è stato più adottato. Non si è fatta prevenzione, perché nessuno si è premurato di indagare chi avesse originariamente abbandonato un cucciolo zoppicante per strada. Considerato che la struttura usufruisce di fondi comunali, sarebbe opportuna una risposta dal responsabile  della struttura  alle mie domande.  In ogni caso, qualora mi capitasse nuovamente di soccorrere un randagio,  mi  rivolgerò certamente a rifugi  privati, gestiti anch’essi da volontari e che non usufruiscono di aiuti economici comunali. 
Maria Vittoria Franco
Borgomanero

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Lettere al giornale 3 ottobre 2015


L’odissea dei trasporti Trecate-Novara
Volevo lamentare un disservizio che ormai si ripete ormai da anni. Ci sono parecchi studenti che da Trecate vanno a scuola a Novara e in special modo quelli che dovrebbero salire alle ultime fermate (quelle di Via Novara), spesso e volentieri vengono lasciati a terra perché gli autobus sono sovraccarichi (ma a volte gli autisti non si fermano anche se ci sono ancora posti). Questa settimana è già accaduto tre volte. È assurdo pagare un abbonamento per usufruire del trasporto quando poi da parte della società eei trasporti non si riceve un servizio. Facendo l’abbonamento noi abbiamo stipulato un contratto con Sun che  impegna a fornirci un servizio e questo non viene rispettato. Non è possibile dover portare i figli a scuola in auto perché il servizio non è adeguato. Avevo già scritto l’anno scorso e la risposta era stata: «Le possiamo comunicare che, allo scopo di garantire il trasporto a Novara di tutta l’utenza presente, si è provveduto ad assegnare mezzi aziendali con maggiore capienza sulle corse del mattino della tratta considerata». Cosa non fatta. «Siamo consapevoli che il livello di comfort offerto da tali corse, nelle ore di punta, risulti essere inferiore rispetto alle ore di minor utilizzo». Tenendo conto che le scuole cominciano tutte alle ore 8,00 e’ normale che ci siano piu’ persone che prendono l’autobus alle 7 del mattino piuttosto che alle 11 (!) quindi o si aumentano i mezzi oppure si convincono le scuole a scaglionare le entrate. «Evidenziamo altresì che le corse scolastiche, essendo destinate per lo più al trasposto di studenti, registrano la presenza a bordo non solo di utenti fisici, ma anche di zaini e cartelle, talvolta mal collocati, che danno la percezione all’utenza di un sovraccarico del mezzo». Da che esiste la scuola gli studenti ci vanno con la cartella! è normale che una persona con uno zaino in spalla o ai piedi occupi più  spazio di una senza nulla. Non è percezione di sovraccarico ma evidente spazio in piu’ occupato! Sperando che la situazione venga risolta il prima possibile, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.
Maurizio Maltagliati

«Vivisezione al Pisu Sant’Agabio?» 
Le sottoscritte Associazioni di società civile, comitati di cittadinanza e cittadini, firmatari della presente, desiderano chiedere con forza all'amministrazione comunale di Novara se fra le metodologie di ricerca da applicarsi all’interno del Centro per la ricerca traslazionale sulle malattie autoimmuni istituito nel complesso Pisu di Via Bovio, Sant’Agabio, Novara sia previsto o meno l' utilizzo della pratica della vivisezione, cioè della sperimentazione su animali viventi. Le Associazioni ed i cittadini firmatari sono preoccupati dalle voci che circolano a riguardo della possibilità dell'utilizzo dell'obsoleta e crudele pratica della sperimentazione sugli animali (vivisezione) a Novara, città che nella sua qualità di centro d'eccellenza e di sviluppo ha totalizzato uno dei record, a livello nazionale, di raccolta di firme dell’iniziative europea “Stop Vivisection” (per abolire la sperimentazione sugli animali così come furono messe al bando le mine anti-uomo) e non può di certo macchiarsi di tale abominevole pratica. Le Associazioni firmatarie chiedono dunque, con forza, che venga chiarito se si farà o meno utilizzo di vivisezione all'interno del Centro per la ricerca traslazionale sulle malattie autoimmuni a Sant’ Agabio, perché non vogliamo che questa riprovevole pratica di tortura su animali venga praticata con i soldi pubblici proprio nel nostro Comune. 
Carp Novara-onlus, Idee di futuro, Iemo, Vivinovara, Anag (Associazione Novaraese amici del Gatto), Oipa Novara (Organizzazione Internazionale per la Protezione degli Animali) Enpa Novara (Ente Nazionale Protezione Animali) 

Il contributo a scuola se  l’offerta è valida
Alle elementari porti la carta per fotocopie e il sapone... Non siamo ancora arrivati alla carta igienica. Le Lim sono comprate con donazioni o iniziative scolastiche e raccolta fondi. Alle superiori non puoi certo portare il pc da casa. Queste cose si pagano. 105 euro mon mi sembra poi questa gran cifra, tutto sommato, purchè l'offerta formativa sia valida. 25 anni fa al corso programmatori avevamo un pc in 2/3 persone. Gli altri nulla.
Paola Calcaterra

Novara così brutta E’ noi? “Buongiorno”
Il titolo sul Corriere di giovedì 1° ottobre dice che “servono altri posti urgentemente per nuovi arrivi di migranti”... Benissimo direi. Non ho mai visto Novara così brutta... e nessuno fa nulla se non fotografare la cupola e scrivere “buongiorno”.
Paola Federici
da Facebook Corriere di Novara

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Lettere 1 ottobre 2015  

 

Licenziato a 60 anni
Storia di una lettera persa
Mi chiamo Alessandro Uglietti, sono nato a Novara il 25 dicembre 1953, risiedo a Novara in via san Giovanni  6, e ho la tessera sindacale n. 4404468 rilasciata da Filcams - Cgil di Novara. Sono stato assunto presso i supermercati Uni in data 5 aprile 1997 e sono passato attraverso i passaggi di proprietà a Billa e Conad, per arrivare al 6 febbraio 2015, data in cui, senza preavviso, sono stato licenziato, unitamente ad altri due colleghi, per esubero di personale e per andamento passivo dell’esercizio commerciale sito in Vicolo Palazzo Civico a Novara. Di per sè, con l'aria che tira, la notizia non desterebbe alcuno scalpore, licenziato più, licenziato meno, è la realtà dei nostri giorni. Ma di fronte a tale inattesa e scioccante situazione (dal punto di vista psicologico devastante!, da quello economico molto preoccupante ed umiliante), mi sono subito rivolto al mio rappresentante sindacale, che mi ha indicato il percorso da seguire per ottenere la disoccupazione ed impugnare lettera di licenziamento, affidando la mia vertenza a un dirigente sindacale della Camera del lavoro di Novara. Sono passati un po di mesi, non tanti, solo 8,  e nel frattempo la collega licenziata con me, stesso giorno, stessa ora, stessa lettera, stesse motivazioni, tramite il sindacato Uil,  riusciva ad ottenere, dall'ex datore di lavoro, 4 mensilità di buona uscita, mentre io, tra un rinvio e l'altro, tra una telefonata ed un sms,  di mezzo c'erano giustamente ed inevitabilmente le  vacanze estive, diritto sacrosanto di tutti i lavoratori, sindacalisti compresi, riuscivo solo ad avere udienza il giorno mercoledì 16 settembre alle ore 15, presso l'ufficio del sindacalista di riferimento, quasi si trattasse di un favore.
In pratica mi è stato detto e confermato che la mia lettera raccomandata di licenziamento era andata persa e che, senza la stessa, l'ex datore di lavoro, non si sarebbe reso disponibile per alcuna mediazione, che, i termini di legge per esercitare i miei diritti, erano scaduti, e gli avvocati dei sindacati non ravvedevano alcun motivo di contestazione, essendo il licenziamento a norma di legge e sindacale! Quindi in tal senso non c'era più nulla da fare.
Al che, uno come me  si chiede:  “Ma allora perchè in tutti questi anni ho pagato la tessera sindacale? A cosa servono i sindacati? Da che parte stanno i sindacati? Perché alle parole non seguono mai i fatti? Perché un sindacato si comporta in modo diverso dall'altro?” Un lavoratore, per anni, autorizza il prelievo dalla sua busta paga, per anni foraggia chi dovrebbe tutelare i suoi interessi, non chiede mai nulla, vive nella sua nicchia, e poi, quando arriva il momento... nulla, non ottiene nulla, perchè viene persa una lettera di licenziamento, e sfiga vuole che sia la prima volta, e doppia sfiga vuole che sia proprio la mia.  E' toccato a me, sessantenne, che, rispetto alla collega quarantenne, ho decisamente meno possibilità di un reinserimento nel mondo del lavoro, con la pensione, grazie alla Fornero,  ancora lontana, e che tra l'altro vivo in una situazione famigliare particolare.
Mi è stato detto, a parole, e promesso  che la cifra di 4 mensilità, concordata senza autorizzazione dall'alto e a parole, mi verrebbe corrisposta dallo stesso sindacato per coprire l'errore (il minimo che possano fare!), ma  la fiducia si è affievolita, vorrei evitare altre spiacevoli sorprese, un’altra azione legale e lo sbandieramento di una realtà da farsa, quindi mi rivolgo a voi speranzoso e fiducioso in un lieto fine. 
Mi hanno insegnato che gli errori si pagano, io i miei li sto pagando, vorrei che anche gli altri lo facessero, ma i tempi cambiano, cambia il modo di vivere,  e mentre i rappresentanti sindacali, come i politici, vanno in pensione con una liquidazione e mensilità con tanti zeri, alla faccia del lavoratore, per lo stesso la pensione rimane un miraggio, licenziamenti e sacrifici a parte.  
Alessandro Uglietti

 

“Perdiamo una grande famiglia: grazie!”
Gentile direttore, desideriamo ringraziare tutto il personale per le cure e le attenzioni prestate quotidianamente alla nostra cara mamma Marina Moro in questi anni passati alla Casa di riposo “Opera Pia Curti” di Borgomanero.  Perdiamo una grande famiglia, che abbiamo acquisito, apprezzato  e imparato a conoscere in questi anni; tutti noi sentiremo la mancanza di quelle cortesie e di quella gentilezza. Ringraziamo di cuore in particolare il dottor Giovanni Tinivella, direttore della struttura; la segretaria signora Flavia; i medici e gli infermieri, il personale tutto, i volontari Avo, il signor Gianfranco Alluvion e un particolare ringraziamento alle suore. Grazie per lo spazio dedicato, cordiali saluti.
I figli Liliana, Giovanni, Claudio e Remo Cominoli

Non insozzate il bel lago d’Orta
A causa delle condizioni pessime del tempo il giorno 13 settembre la regata contro l’inquinamento è stata rinviata alla domenica 20 settembre. Purtroppo non abbiamo avuto una numerosa partecipazione in quanto non molti sono riusciti ad essere stati avvertiti dello spostamento, anche se il  giornale lo aveva annunciato. Come al solito veniva portato su ogni imbarcazione un “motto” di avvertimento a non inzozzare le acque e quello più significativo è sembrato quello di Sergio Avondo di Gozno, che noi vi facciamo leggere: “Al bel lago d’Orta: chi al lago vuol venire non deve inquinare così che può nuotare, remare o veleggiare beato e felice”; Memorie: qualcuno ancor ricorda il vecchio detto (al serf piü bütal an tal lag) qualcuno ancor lo pratica ignorando la discarica (magari differenziata) proprio sotto casa a qualcuno va detto godetivi il nostro lago e i rifiuti portateli a casa”. Arrivederci all’8 dicembre per il meeting di Natale alle 11 al lido di Gozzano sempre.
Guido Maino

Grazie Novara per i referendum
Il Comitato pro-referendum di Novara vuole ringraziare i cittadini novaresi e quelli di tutta la Provincia che si sono mobilitati per firmare gli otto referendum promossi da “Possibile” e altre associazioni. Nonostante il fatto che i banchetti si siano potuti svolgere solo nel capoluogo, accanto a molti novaresi,  si sono presentati al tavolo delle firme anche cittadini provenienti da altre località della Provincia, mentre molti altri ancora hanno firmato presso i loro Comuni di residenza. In attesa di conoscere l’esito della più importante e partecipata iniziativa politica di quest’anno, il Comitato rinnova i suoi ringraziamenti a tutte le cittadine e a tutti i cittadini che hanno creduto nella necessità di restituire la parola agli elettori sulle questioni più importanti: Democrazia, Lavoro, Ambiente e Scuola.
Il Comitato Pro-Referendum di Novara

Grazie a chi ci è stato  vicino per Claudia
Gentile direttore, le chiediamo cortesemente di poter approfittare delle colonne del “Corriere di Novara” per ringraziare sentitamente tutte le persone che con gesti, fiori, parole hanno manifestato la loro vicinanza nei nostri confronti in questo difficile momento.  L’affettuosa presenza di quanti hanno conosciuto e amato la nostra cara Claudia, scomparsa troppo prematuramente, ci ha aiutato e ci aiuta ad alleviare il nostro dolore.
Le famiglie Milanesi e Marangoni
Cerano

 

Che fa Novara contro l’infestante Ailanto?
Quest’estate abbiamo avuto modo di constatare la impressionante proliferazione su tutto il territorio italiano di una pianta infestante di grandi dimensioni: l’Ailanto. E’ una pianta di origine Sudamerica, importata in Europa nel secolo scorso per sopperire alla carenza di gelso necessario per il baco da seta.  Ha invaso i terreni ai bordi di strade, autostrade, ferrovie e tutte le aree abbandonate. Cresce a una velocità sorprendente minacciando le specie autoctone. Anche il territorio di Novara ha subito questa invasione, probabilmente dovuta alla stagione particolarmente calda.  Il pericolo maggiore si evidenzia intorno al Castello dove la pianta ha invaso gli spalti del fossato intaccando profondamente la muratura. Restiamo in attesa di conoscere le considerazioni del Servizio Giardini assieme alle determinazioni che verranno assunte in proposito da questa Amministrazione comunale per arginare il fenomeno.
Roberto de Rosa
Vivinovara
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Lettere 19 settembre 2015  

 

Ugl, non Padalino ma Militi segretario 

Con la presente vi comunico che il segretario provinciale dell’Ugl (Unione generale del lavoro) di Novara non è il signore che avete scritto nell’articolo, Padalino, bensì il sottoscritto. L’articolo riguarda l’aggressione che hanno avuta i dipendenti dell’Assa. Cortesemente potete correggere.

Giovanni Militi

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Prendiamo atto, ma così si è qualificato il signor Padalino 

 

Solidarietà ai due operatori 

Nella giornata di mercoledì alle 7 di mattina, durante lo svolgimento dell’attività lavorativa di recupero materiale ingombrante in Via Sesalli a Novara, due colleghi, dipendenti dell’Assa di Novara, venivano aggrediti e malmenati da alcune persone e hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche. Purtroppo siamo ancora una volta ad esprimere la nostra solidarietà ai colleghi Mauro e Pasquale, dipendenti della Società Assa di Novara, vittime di aggressione frutto di un clima di intolleranza sempre più esasperato, nei confronti di chi ogni giorno opera sulle strade per dare un servizio ai cittadini. Le interferenze con il traffico veicolare e con gli utenti costituiscono spesso fattori amplificanti dei rischi e al contempo mancanza di consapevolezza, da parte di aziende, istituzioni e degli stessi cittadini, dell’importanza dell’attività di igiene ambientale. Il mantenimento dell’igiene urbana costituisce una attività di pubblico interesse da svolgersi senza pericoli per i cittadini ma anche per gli operatori.

 Antonio Santoro 

Fit Cisl  

 

Tangenziale: 4 punti “stretti”, è pericoloso 

La mia vuole essere solo una considerazione e segnalazione dettata da quanto notato. Utilizzo giornalmente almeno 4 volte la tangenziale di Novara e da ormai da parecchio tempo sono in corso lavori che portano al restringimento della carreggiata in ben 4 punti. Pur non conoscendo a fondo le scelte e condizioni, le mie considerazioni e domande del tutto personali da utente sono: 1) era proprio necessario la contemporaneità degli interventi in considerazione anche del fatto che su 4 normalmente solo su un punto vedo personale all’opera e in modo molto ridotto? (sugli altri 3 vedo solo macerie!); 2) non è proprio possibile eseguire interventi a ciclo continuo al fine di accelerarne la fine lavori?; 3) su un’arteria così trafficata non erano possibili segnalazioni più evidenti ed appropriate (le attuali sono visivamente scarse e banali di giorno figuriamoci di notte); 4) il restringimento prolungato in prossimità delle intersezioni è evidentemente molto pericoloso.

Tutto questo porta ad alto rischio di incidenti (in una settimana ne ho assistito a 2, l’ultimo domenica piuttosto grave). Non voglio discutere le scelte di chi è esperto e responsabile dei lavori, ma questa situazione molto grave avrà ulteriori ripercussioni con le prossime nebbie. Ho sentito diverse persone parlare di questa situazione, personalmente ho ritenuto doveroso riportarla.

 Claudio Concina 

Quel 1-3 mal digerito in casa a Sizzano 

Mi chiamo Andrea Marangon e sono un giocatore del Sizzano calcio da quest’anno! Ho appena letto sul giornale il vostro articolo sulla partita Sizzano-Arona e la mia impressione, io che la partita l’ho giocata, è totalmente opposta al vostro articolo! Credo che si tenda troppo a “privilegiare” le nobili decadute del nostro calcio e a snobbare le “piccole.” Vorrei capire chi guarda le partite perché l’impressione mia e di tanta altra gente anche presente sugli spalti è totalmente opposta! Loro 3 tiri 3 gol di cui uno palesemente in fuorigioco (almeno 2 metri) e non sospetto come è stato scritto! E il primo con un assist scaturito da una rovesciata sbagliata. E almeno 2/3 occasioni nostre che nemmeno vengono citate. Inoltre il pallino del gioco l’abbiamo avuto noi per almeno 70/80 minuti essendo, come giustamente scritto, stati messi in difficoltà dalla velocità del loro numero 10 in contropiede. So che in questi momenti una partita di prima categoria non è di vitale importanza ma capitemi! Uno ci fa delle brutte figure e il lunedì piacerebbe vedere una cronaca della partita per come realmente è andata. E le parla uno che il corriere di Novara lo compra sempre da tanto tempo.

Andrea Marangon 

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Caro Marangon, non è che chi vince ha sempre ragione, ma è pur vero che 1 a 3 in casa non è un granché. Ed è pur vero che lei, proprio perchè gioca in una delle due squadre interessate, il Sizzano, è per antonomasia - e giustamente - di parte. Il nostro Tornaco ci vede bene ed ha raccontato una partita per come è sicuramente stata. Non se la prenda a male, il calcio è un bello sport soprattutto nelle categorie dove un po’ di soldi girano, ma ben pochi, e dove prevale il gesto e la passione. Continui a giocare sereno, il diritto al mugugno dalle nostre parti le sarà sempre consentito. 

 

Brava infermiera a Diabetologia 

Un encomio all’Ospedale Maggiore di Novara per avere alle proprie dipendenze Reparto di Diabetologia una eccezionale e infaticabile infermiera di nome Cinzia persona affabile professionale e soprattutto umana sempre pronta coi pazienti.

Bruno Bertola

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Immigrazione fenomeno epocale 

Egregio direttore, l’immigrazione secondo il mio punto di vista non è un fatto d’ordine pubblico nè l’occasione di manifestare uno spirito caritatevole. Piuttosto sta assumendo le forme di un fenomeno epocale, un sussulto disperato degli abitanti di una parte del pianeta che vogliono far vivere i loro figli e per questo vogliono fuggono dalla miseria e dalla guerra, pronti ad affrontare qualsiasi ostacolo pur di raggiungere l’obbiettivo.

Noi europei nel passato abbiamo sottratto ricchezze e impoverito interi paesi, finanziando guerre abbiamo umiliato credi e religioni, poi quando questi disgraziati hanno cominciato a raggiungere le nostre coste, abbiamo cercato di porvi rimedio con più sorveglianza e qualche aiuto, sfruttandoli nei lavori dell’agricoltura, sottopagandoli e sottoponendoli al caporalato.

Al nostro governo con l’ausilio della marina va il merito di avere salvato e continuato a salvare molte vite umane, tuttavia ha gravi colpe e responsabilità nella gestione di questi centri di accoglienza, per i lunghi tempi di riconoscimento di queste persone e a chi spetta il diritto di rifugiato politico, poi la mala gestione di questi centri di assistenza, alcuni andrebbero chiusi, soprattutto per gli alti costi di gestione. Perché non lo si fa? Perché si impedisce a questa gente di raggiungere la Germania e il nord Europa? 

C’è sicuramente un interesse economico e a molti sta bene che la situazione rimanga così; l’economia italiana non può reggere quella tedesca, oltre tutto mettendo anche in difficoltà enti locali che si trovano a fare fronte dall’oggi al domani per trovare una collocazione a queste persone. L’Europa per affrontare questo fenomeno ha fatto fino ad ora ben poco, i vari governi discutono e si dividono, promettendo e rinviando senza avere nemmeno loro le idee ben chiare. Poi c’è chi di questa rottura fa il suo cavallo di battaglia per fare crescere la paura e vincere le elezioni.

Franco Orgiazzi 

 

Risarcimento danni da selvaggina: si cambi! 

I finanziamenti che la Regione eroga alle aziende agricole a copertura dei danni arrecati dalla fauna selvatica alle coltivazioni sono, a tutti gli effetti, un risarcimento del danno e non un contributo. E’ questa la nostra opinione e infatti contestiamo la deliberazione della Giunta regionale del 31 luglio scorso, con cui sono stati definiti nuovi criteri per l’erogazione dei fondi a titolo di risarcimento dei danni da fauna selvatica alle colture agrarie, collocando la concessione dei finanziamenti nell’ambito del regime cosiddetto “de minimis”, che fissa un plafond massimo di 15 mila euro nell’arco di un triennio per tutti gli aiuti concessi ad ogni singola azienda. Il problema delle coltivazioni distrutte dai selvatici, che proliferano sempre più numerosi, già grave di per sé, con le nuove disposizioni regionali che regolano la liquidazione dei danni rischia di aggravarsi ulteriormente.

Il risarcimento dei danni avviene sempre in modo parziale e costantemente in ritardo. Ora, con l’ultima deliberazione della Giunta regionale, che sarebbe stata adottata in ossequio a normative comunitarie poco chiare e tra l’altro in aperto contrasto con il nostro ordinamento giuridico, si cambiano le regole del gioco: in questo modo gli agricoltori che vedono i selvatici far scempio del loro lavoro, per importi che annualmente in Piemonte sfiorano i 3 milioni di euro, ai danni rischiano di aggiungere anche le beffe. È una situazione che non possiamo accettare e per questo chiediamo alla Giunta regionale di revocare la deliberazione adottata, che è profondamente ingiusta e lesiva dei diritti degli agricoltori. Diversamente, saremo costretti a impugnare il provvedimento dinnanzi al Tar.

Gian Paolo Coscia 

Presidente Confagricoltura Piemonte 

 

Quella giacca a vento con l’antitaccheggio 

Caro direttore, le scriviamo questa lettera, per raccontarle il disagio che spesso noi, poveri clienti, dobbiamo subire… Quest’estate abbiamo deciso di andare in montagna con il nostro 4 zampe, per le nostre sospirate vacanze. Precisiamo che non siamo amanti della montagna, ma per un po’ di fresco ben venga montagna… Ci siamo attrezzati e, messo mani al portafogli, che in questi tempi non è che sia facile, abbiamo acquistato idonei capi di abbigliamento, quali, scarponi, calze, zaino e giacche a vento, in un noto negozio di abbigliamento di articoli sportivi appena fuori Novara e che recentemente ha rinnovato i locali… 

Proprio bello, ci siamo detti ed anche soddisfatti per la disponibilità e la competenza del personale.

Paghiamo, prendiamo il nostro voluminoso sacchetto ed usciamo dal negozio.

Dopo cena, ci siamo messi a fare le borse, e in quel momento, ahinoi, ci siamo accorti che in una giacca a vento, nella tasca, vi era rimasto agganciato il famoso anti-taccheggio. Quale sorpresa! Ci siamo guardati e ci siamo chiesti: ma come, quando siamo usciti non ha suonato nulla... ora cosa facciamo? Invano abbiamo tentato di togliere questo aggeggio, chiaramente senza successo… Nel mentre ci siamo chiesti: però alla faccia dell’anti–taccheggio… se fossimo in loro ci preoccuperemmo del fatto che non abbia funzionato. Certamente, non potevano tenerlo attaccato, andando in ferie, ogni qualvolta che saremmo entrati e/o usciti dai negozi, avrebbe suonato… oppure no… Che fare? Con pazienza, abbiamo deciso di rimuovere con precisione quasi chirurgica e tagliare il bordo della tasca. Chiaro, che questo ha causato il fatto che la cerniera non sarebbe più stata utilizzabile; ma cos’altro potevamo fare? La mattina si partiva, non potevamo rimandare per una distrazione della commessa e/o di un difetto dell’anti-taccheggio. Al nostro ritorno dalle vacanze, ritorniamo al negozio, e con grande stupore appena aperte le porte l’anti-taccheggio inizia a funzionare. Spieghiamo cosa ci era capitato prima di partire al responsabile del negozio, esibendo anche lo scontrino dell’acquisto, questi ci ha aggrediti dicendo che non era più possibile fare nulla, perché l’avevamo tagliato, sbuffando, dicasi sbuffando, girando e rigirando la giacca a vento e l’espressione del suo volto era quella di disgusto. Incredibile… Sbalorditi, gli abbiamo spiegato ancora una volta cosa era successo e che noi eravamo i “danneggiati” non lui.

Poco convinto, ci fa lasciare la giacca a vento dicendoci che sentiva la sarta cosa poteva fare, lasciandoci una ricevuta e saluti... ma ci siamo persi qualche cosa nel mentre delle nostre vacanze? Pochi giorni or sono, ha chiamato un ragazza del negozio, dicendo che non si poteva fare nulla e di andare a ritirare la giacca. Ora, caro direttore, il danno per il difetto del mancato funzionamento dell’anti-taccheggio l’abbiamo subito noi, e l’abbiamo anche pagato (prezzo della giacca a vento ormai rovinata).

Nel mondo del lavoro, quale possa essere questo, mi hanno insegnato che la mediazione, in caso di difetto sia un’arma indispensabile, soprattutto di questi tempi e che il cliente, non sempre vuole avere ragione, ma davanti all’evidenza. Chiaro che non metteremo mai più piedi in questo negozio e di certo non lo consiglieremo a nessuno, fatto salvo il nostro diritto di agire nelle opportune sedi a tutela di ogni nostra buona ragione.

Daniele e Manuela Signorelli 

 

Rifiuti dalla Lombardia a Momo e Barengo? 

Apprendiamo con preoccupazione la notizia della realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti a Momo. In un’area già gravata dall’enorme discarica di Barengo, che si spera sia giunta alla fine della sua vita operativa, ci si prepara ad aprire un nuovo impianto. Ma quali rifiuti verranno trattati? Saranno processati rifiuti speciali o pericolosi? Quali trattamenti verranno messi in atto? Quale sarà la provenienza dei rifiuti da trattare? Ci sarà un incremento dell’importazione di rifiuti all’interno dei confini provinciali? Dove finiranno i risultati delle lavorazioni? La società promotrice dell’iniziativa ha la forza economica e l’esperienza industriale per prevenire ed eventualmente affrontare eventuali disastri ambientali? Puo’ esibire le garanzie antimafia necessarie ad assicurare che la filiera del trasporto sia esente da infiltrazioni? E’ vero che questa operazione prelude al prolungamento della vita operativa della discarica di Barengo? Chiediamo alle autorità competenti che siano chiariti questi punti prima di esprimersi sul progetto.

Roberto Leggero 

Presidente associazione La Torre-Mattarella

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Precari a vita a scuola, quale verità oggi?

Ho letto con attenzione l’articolo di Paolo Usellini pubblicato a pagina 14 del Corriere di Novara del 9 luglio scorso e mi permetto di porre alcune considerazioni. Usellini sostiene che saranno 100.700 i precari assunti dal primo di settembre, di cui 99.000 provenienti dalle graduatorie di prima fascia (Gae) e 1.700 dai vincitori residui del concorso 2012. E fin qui tutto mi è chiaro. Poi, nell’articolo, si dice che sarà la volta dei 45 mila che otterranno la cattedra subito (entro il 5 settembre) e di altri 55 mila che saranno chiamati nel corso dell’anno scolastico. Ma questi 100.000 vanno ad aggiungersi ai 99.000 di cui sopra? Io penso di no, poichè altrimenti il governo avrebbe strombazzato la “stabilizzazione” di circa 200.000 precari. Sarei grato se, in un prossimo articolo, voleste cortesemente dissipare le mie perplessità. Al di là di questi numeri, resta purtroppo la triste, tristissima realtà che ben 475.300 precari dal prossimo primo settembre resteranno a spasso per sempre (8.300 + 130.000 + 337.458). Un governo che, a parole, combatte la disoccupazione, di colpo crea 475.300 disoccupati, fra i quali mia figlia, che non potranno più contare su modeste entrate che le supplenze garantivano loro per qualche mese all’anno. Mi sembra una cosa paradossale. Assistiamo, nel 2015, ad un licenziamento di massa mai visto prima. Mi piacerebbe conoscere il punto di vista di Usellini al riguardo, in quanto conosco la sua sensibilità e la sua competenza sulle problematiche della scuola.

Edoardo Zvanut

Cameri

 

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Gentile Lettore, anzitutto qualche numero per chiarire e... aggiornare la situazione allo stato dell’ultima circolare - definitiva - che porta la data del 28 luglio. La procedura nazionale di assunzioni prevista dalla legge “Buona Scuola” riguarda la copertura di 55.258 nuovi posti del potenziamento, di cui 6.446 destinati al rafforzamento del sostegno. A questi si sommeranno i posti non assegnati eventualmente vacanti a seguito delle assunzioni sul turn over e sui restanti posti disponibili. Nell’anno scolastico 2015/2016, il Ministero dell’Istruzione (dati provenienti da fonte Miur stessa) assumerà a tempo indeterminato 102.734 docenti, 60mila in più di quelli che sarebbero stati assunti senza la legge n. 107/2015 (riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti). In estrema sintesi, quindi, siamo a poco più di 102 mila assunzioni. Sul fronte del precariato non posso far altro che condividere la sua preoccupazione. L’Europa spesso ci bacchetta, e lo ha fatto anche su questo fronte. Ma, mi domando, può reggere ancora un sistema attraverso il quale gli insegnanti salgono in cattedra “stabilmente” solo dopo anni di precariato? Che senso ha questo continuo turnover nelle scuole, con insegnanti che vanno e vengono anche a lezioni in corso? E’ giusto che i ragazzi subiscano una “discontinuità didattica” solo perchè non si è ancora riusciti a trovare (o non si è ancora voluto trovare...) un modo per stabilizzare il personale, non dico tanto, almeno quinquennalmente? E, infine, perchè non si sottopongono i docenti - prima dell’assunzione - a test psicologici per capire se davvero sono idonei (oltre al bagaglio delle conoscenze) a trasmettere competenze, capacità relazionale, affetto ecc... ? Mentre si parla di precariato si tenga conto anche di questo...

Paolo Usellini

 

Novara virtuosa  nella gestione rifiuti

Egregio Direttore, la recente lettera ai giornali di Fabrizio Barini di Eco-dem sulla gestione rifiuti ci stimola ad intervenire. L’occasione del dibattito è costituito dalla presentazione da parte della Regione Pie- monte della bozza di Piano Regionale Rifiuti. Poiché da anni sulla gestione rifiuti assistiamo ad una grande girandola di discorsi a vuoto, tentiamo di fare chiarezza su questo tema, vitale per la salute umana, per l’ ambiente e per le tasche dei cittadini.

Ebbene, è necessario tenere presente che il dato fondamentale della gestione rifiuti è la quantità di rifiuto indifferenziato che ogni cittadino produce, e che va a finire in discarica oppure bruciato negli inceneritori e nei cementifici. Questo dato costituisce l’ indice della qualità della gestione rifiuti, nel senso che più basso è questo numero e migliore è la gestione rifiuti e più bassa è la relativa tassa pagata dai cittadini. Va notato che il dato del rifiuto indifferenziato congloba altri dati, pure importanti, cioè la quantità di rifiuto totale prodotto da ogni cittadino in un anno e la percentuale di raccolta differenziata.

Ciò posto, consideriamo le quantità di rifiuto indifferenziato prodotte nel 2013 in alcune situazioni: Novara città (123 kg/abitante per anno), Novara provincia (156), Piemonte( 225), Italia (300). A questi dati aggiungiamo il dato del Consorzio Priula-Contarina, che gestisce 550.000 abitanti in provincia di Treviso, ossia 53 kg/abitante per anno (si noti bene! ). Infine aggiungiamo come altri esempi i dati virtuosi di un Comune dell’Alto Novarese, cioè Invorio (96 kg/abitante per anno) e di un Comune del Basso Novarese, cioè Mezzomerico (99 kg/abitante per anno). Semplicemente confrontando tra loro questi pochi ma significativi dati, si possono ricavare alcune importanti considerazioni, ad esempio che il resto del Piemonte, con Torino in testa, ha molta strada da percorrere per raggiungere Novara, e di questo fatto il Piano Regionale dovrà necessariamente tenere conto. Ma rileviamo anche, che, complessivamente, l’Italia è molto, molto indietro rispetto agli obiettivi raggiunti in alcune zone, tra cui Novara. E infine notiamo che tutti abbiamo ancora parecchio da correre per raggiungere i risultati eccellenti ottenuti dal suddetto Consorzio Priula-Contarina, dove tra l’altro ogni cittadino paga per la gestione rifiuti circa 110 € all’anno contro i circa 160 € di Novara città. Senza dimenticare che questo Consorzio trevigiano impiega 600 lavoratori e svolge un’attività di ricerca sui nuovi materiali riciclabili.

Fabio Tomei

per conto di Carp Novara Onlus - Coordinamento ambientalista rifiuti del Piemonte

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Buona sanità in Traumatologia
Gentile Direttore, sono una “sua” abbonata, che recentemente ha fatto l’esperienza della buona sanità. Sono   stata  ricoverata  nel reparto di Traumatologia dell’ospedale di Novara, poiché mi ero rotta un femore cadendo. Operata dall’ottimo prof. Grassi Federico, ho trovato  un’assistenza premurosa oltre che professionale di tutto il personale; i medici venivano spesso, compreso il primario prof. Grassi, a vedere il procedimento ed il corretto decorso dell’operazione. Insomma, in una parola, la cura e l’attenzione per il malato sono significative in questo reparto.
Raffaella Tartaglia 
Novara


I voli di Malpensa più piemontesi
Si è svolta nei giorni scorsi l’assemblea annuale di Covest onlus. Consultando le informazioni di stampa e le poche informazioni trapelate dalla commissione che gestisce le conseguenze dei passaggi aerei su Malpensa, lo stato di fatto dei piani aeroportuali e delle trattative sulla ripartizione dei sorvoli Lombardia/Piemonte è il seguente: 1) La Commissione aeroportuale rappresenta solamente comuni ed enti della Lombardia. Piemonte osservatore. 2) Le decisioni della commissione portano ad aumentare i voli sul Piemonte anzichè sulla Lombardia. Da fonti certe di stampa. 3) La presenza come osservatori dei comuni piemontesi e del Piemonte in generale nella commissione dove si decide il futuro è scarsissima.
Questi dati ci portano a pensare che la commissione, controllata solo da enti lombardi,  spinga  velocemente allo stato del 1998. In quella data i voli sul Piemonte insistevano per oltre il 90%. Non dimentichiamo che: A) Oltre il 90% dei vantaggi economici derivanti dall’ampliamento dell’aeroporto Malpensa sono ricavati dalle province Lombarde. B) E’  interesse nostro evitare che il traffico aereo aumenti sul Piemonte per evitare conseguenze su salute, salubrità dell’aria, modo di vivere. C) Il valore degli immobili sorvolati ha subìto un tracollo ben prima del 2010.
Si fa appello a tutti i cittadini interessati a difendere il Piemonte da rumore ed inquinamento ad accostarsi alla associazione Covest onlus.
La prima azione indicata per conseguire questi obiettivi: ciascuno chieda al proprio sindaco di partecipare ai lavori della commissione aeroportuale con cognizione di causa. Si rechi dal sindaco - e dai delegati del  sindaco per questo affare - quante volte serve: i rappresentanti del Piemonte durante gli ultimi anni  non hanno brillato affatto per la loro presenza. E neppure per disponibilità a fornire informazioni pubbliche su traffico aereo diffuse in commissione. Queste informazioni sono sparite da siti internet gestiti da enti lombardi. Si convochi spesso e con ragione la segretaria ed il Coordinamento dei sindaci dell’Ovest Ticino. Si dia necessario avviso con precedenza di giorni affinchè vi possa essere corretta partecipazione pubblica. Chiediamo per questo la giusta collaborazione della stampa. In tali occasioni si portino informazione e formazione su materia aeronautica ai nostri rappresentanti.
Covest è a disposizione per informare e formare questi nostri rappresentanti dei comuni Ovest Ticino della Provincia di Novara e della Regione Piemonte.
Giacomo Ardizio
Ingegnere, tecnico esperto in acustica ambientale, iscritto Covest onlus


Solo la Lega raddrizza Italia
Egregio Direttore, a mio avviso le due cose che funzionano in Italia sono: la corruzione e il far arrivare i clandestini senza documenti. Due cose volute dal Governo Renzi e dal suo partito, il Pd. Per corrotti e clandestini i soldi ci sono mentre per i pensionati ai quali il Governo Monti ha “rubato” i soldi, non ce ne sono da poter restituire. Questi sono i Governi che hanno ridotto l’Italia alla povertà, alla disoccupazione giovanile e alla criminalità. Ormai per rimettere in piedi questo Paese, ci vorrebbe il decisionismo di Salvini e della Lega Nord, uno dei pochissimi che ancora difende i cittadini italiani.
Guerrino Argentati

Quali proposte per i bambini?
Egregio Direttore, penso lei abbia già capito in base all’uso di foglio + biro + francobollo in quale fascia d’età inserirmi. Completo il quadro dicendo che sono milanese, approdata a Novara per matrimonio, ormai affettuosamente legata a Novara. Sono stata una pediatra, vedova di un pediatra molto più bravo di me (molto, molto più…) che Novara ha ormai dimenticato. Sono sempre molto interessata a tutto ciò che si progetta per i bambini, i nostri bambini. Su uno degli ultimi numeri del Corriere è stato ospitato un servizio sul verde di Novara per i bambini. Riferiva genericamente di proposte, di discussioni, ma non si entrava nel merito di nulla. Si riportava una mappa di: Castello, Allea, Parco dei bambini (che conosciamo bene) ma che cosa ci si propone di fare? Vorremmo sapere delle proposte, dei progetti, prima che vengano realizzati. A proposito del Castello: che cosa ospiterà? La raccolta civica a favore della Giannoni, con i quadri ammonticchiati? Bellissimo, penseremo noi, essendo il Castello una struttura nuova, studieranno l’incidenza della luce, il riscaldamento; la sistemazione dei quadri per località, per scuole, per influenze. Invece, poco dopo si viene a sapere che si pensa di sistemarvi la Negroni: da sola? No, con un ristorante di lusso che manca alla città e che può convivere. Nel vostro articolo, in coda, leggo che ci si può sistemare una biblioteca per bambini (da sola? In contemporanea? Con quale altra istituzione?) “Veramente Novara fa da sé”, ma in un altro senso! Tornando al verde per i bambini di Novara, perché lei non dà il suo valido appoggio affinchè ci sia una partecipazione di ascolto, per non dire di proposte, che venga dal basso? .
Wanda Fumagalli 
vedova Schiavini
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Pubblico volentieri la sua lettera con la speranza che possa aprire una discussione con altri interventi.
R.A.

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Lettere 28 maggio 2015 

Galliate: all’Aso meno strumenti per furto

In relazione alla lettera a firma di Wilma Montano, pubblicata sull’edizione di giovedì 21 maggio, in prima istanza esprimo tutta la mia soddisfazione per l’apprezzamento della signora per il trattamento avuto presso la nostra sede di Galliate e per il personale che vi opera. Per quanto relativo, invece,  alla ridotta (sottolineo ridotta e non “assente”) dotazione di strumentario idoneo, sono necessarie alcune precisazioni:

1) Il fatto è, ovviamente, noto allo scrivente. Risale a pochi giorni  fa ed è secondaria alla sottrazione di alcune attrezzature, da parte di ignoti, dai locali ove erano custodite 

-2) è stata tempestivamente inviata alla locale stazione dei Carabinieri una regolare denuncia da parte della capotecnica sig.ra Vizzi

3) contestualmente è stata avviata presso i nostri uffici preposti (economato, ufficio legale) la procedura per una rapida sostituzione

Spiace, ovviamente, per quanto avvenuto, ma resta inteso che i pazienti ricoverati non ne hanno subito e non subiscono alcun danno o limitazione dei risultati durante il trattamento, vista anche la tipologia e il numero delle attrezzature mancanti. Inoltre il personale del reparto era perfettamente a conoscenza delle procedure di sostituzione in corso, per cui la signora avrebbe potuto avere in loco ogni informazione relativa sia da parte del dr Rossi che della capotecnica. 

Carlo Cisari

Direttore della struttura complessa di medicina fisica e riabilitativa dell’azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” 

 

Centro prelievi: azioni dopo il nubifragio

In  relazione all’articolo pubblicato sull’edizione di giovedì 21 maggio, “Disagi al Centro Prelievi”, il direttore sanitario dell’azienda ospedaliero-universitaria precisa quanto segue. Il Centro Prelievi ha subito le conseguenze del nubifragio che nella notte tra martedì e mercoledì si era abbattuto sulla città, con allagamenti in diversi punti. Uno di questi è stato proprio il Centro Prelievi, ma l’intervento del personale è stato immediato, tanto che non si è registrato alcun disservizio, non c’è stato alcun rallentamento e i prelievi sono stati eseguiti tutti regolarmente.

L’ospedale non ha avuto alcun problema (tanto che in quella stessa mattinata è stato eseguito il primo intervento in Italia di cistectomia robotica, per opera del luminare svedese prof. Peter Wiklund, direttore del Dipartimento di Urologia del Karolinska Institutet di Stoccolma) e quindi non si capisce il senso dell’articolo.

Sarebbe stata sufficiente una telefonata alla direzione sanitaria o all’Ure per avere informazioni più precise e corrette, soprattutto per quel che riguarda l’affermazione “la problematica, a quanto riferito, sarebbe già stata segnalata in passato, ma non è ancora stata risolta”. Infatti, non c’è alcuna problematica da risolvere, nonostante quel che segnala la fonte anonima dell’articolista: di fronte a eventi atmosferici eccezionali, si può intervenire solo a posteriori, come è stato fatto mercoledì mattina».

 Gianenrico Guida

Direttore sanitario Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara              

 

Al canile occasioni splendide per anziani

All’inizio dell’estate, chi a Natale si è regalato o ha regalato ai figli o ai nipotini un gattino oppure un cagnolino, dovendo andare in vacanza e non sapendo a chi lasciare la bestiola, ed avendo  la sensibilità di un rinoceronte, l’abbandona lontano da casa o nei campi per il timore che ritorni. La fine di questi animali è quasi certa perché non sono abituati a procurarsi il cibo. Le notizie che ci arrivano dalla televisione su alcuni canili in Italia, mi fanno rabbrividire per le condizioni di spazio, di igiene e dicure dovuti ai piccoli ospiti. Per questo motivo, quando il marito di una mia amica mi disse di aver prenotato un cucciolo di cane (meticcio), mi sono uncuriosita e sono andata al canile municipale di via Gazurlo (la prima strada a destra dopo la Madonna del Bosco). Sono rimasta piacevolmente colpita dall’organizzazione, dalla pulizia, dal cibo, dall’ampiezza delle gabbie, dal cortile pulito dove possono girare i cani e dai volontari che si prestano con gioia a portare a passeggio i meno fortunati che nessuno ospita in casa. Oltre a tanti bellissimi cuccioli di cani, mi sono imbattuta in una gabbia con tre piccolissimi gatti e lì mi sono innamorata! Un gattino con due occhi azzurri come laghi di montagna, ha cominciato a leccarmi un dito che inavvertitamente avevo appoggiato alla gabbia e mi fissava. Ho tentato di dirgli che era bello bellissimo e lei (genere femminile) mi rispondeva con flebili miagolii; la voce era proporzionata alla sua dimensione. Ho chiesto ai volontari che tutti i giorni vanno ad accudire cani e gatti, se potevo avere il gattino con gli occhi azzurri. Purtroppo era già stato prenotato da una signora e mi risposero che su quello non potevo fare affidamento. Ma il mio carattere bergamasco mi ha aiutata ad insistere e la signora che aveva la priorità e che possedeva altri gatti, si commosse e lasciò a me quella bellezza. Siccome la gattina era stata abbandonata con una leggera congiuntivite, non potevano consegnarmela che a guarigione completa. Per vederla, andavo quasi tutti i giorni al canile e - come fanno le mamme con i bambini in incubatrice che si profumano i polsi per essere subito riconosciute - anch’io mi profumavo i polsi e la gattina correva subito da me. Venne finalmente il giorno della consegna e andai alla clinica della dott. Canepa (Veterinario ufficiale del canile) a ritirare il mio batuffolo che aveva subito un’accurata visita prima di essere rilasciato. Forse i novaresi non sano quante cure, premure e pulizia hanno tutti i trovatelli che si trovano nel canile e nessuno viene rilasciato se non è stato dichiarato sano, vaccinato e con il cip sottopelle per riconoscerne l’origine e la proprietà. Sono uscita con tanto di pedigree, anche se la gattina era di origine ignota, ma con annotate tutte le prestazioni fatte (vaccini, cure alla congiuntivite, sterilizzazione ecc.). Ho raccontato tutto questo solo per convincere le persone di una certa età, sole, ammalate di solitudine e senza hobby per riempire le giornate, a rivolgersi a questa meravigliosa istituzione. Questi animali si affezioneranno a voi e risponderanno alle vostre carezze con tutte le espressioni del loro affetto. Spero di avervi aiutati a non sentirvi più soli!

Gianna Danelli Turchelli

 

Musa, vanno riviste tutte le previsioni

Egregio Direttore,   dai dati del primo trimestre di applicazione del Musa  (febbraio-marzo-aprile 2015), diffusi dal Comune, sembra che il Musa rispetti le previsioni economiche iniziali. Infatti nel sito del Comune leggiamo che i ricavi assommano per il trimestre a circa 1.200.000 € a fronte di un budget annuale di circa 4.800.000 € e che quindi l’obiettivo è raggiunto. Purtroppo l’apparenza inganna per tre semplici motivi. Primo, gli abbonamenti annuali o semestrali, pagati all’inizio, ovviamente non verranno versati nei mesi successivi. Secondo, dal 1° giugno il Comune, dietro pressante richiesta dei lavoratori del centro, riconoscerà riduzioni di tariffe per questi cittadini. Terzo, nei mesi estivi (giugno, luglio e agosto) i ricavi del Musa si ridurranno per evidenti motivi: ferie estive, maggior uso della bici. Poiché non ci risulta che il Comune abbia valutato questi minori incassi per i prossimi mesi, sarà bene che i nostri amministratori provvedano per tempo ad aggiornare le previsioni economiche del Musa per evitare di ritrovarci in ritardo brutte sorprese. Ma i problemi non finiscono qui.  Il Comune aveva promesso che il Musa avrebbe favorito l’accesso al centro e migliorato la qualità dell’aria. Ebbene, i commercianti del centro sostengono in base a loro rilevazioni, che le presenze in centro sono diminuite in misura consistente dal febbraio scorso ad oggi. Per quanto riguarda la qualità dell' aria, il PM 10 nel periodo febbraio-aprile 2015 ha superato il limite per 13 volte, contro le 9 volte dello stesso periodo del 2014 e le 13 volte dello stesso periodo del 2013. Ricordiamo che nell’intero anno 2013 l’inquinamento dell’aria a  Novara superò ampiamente i limiti di legge. Serve dunque rivedere le previsioni per consegnare ai cittadini un quadro più realistico.

Fabio Tomei

Per Carp Novara Onlus

 

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LETTERE 21 MAGGIO 2015 

Medicina riabilitativa bene a Galliate, ma...

Dimessa nei giorni scorsi dal Servizio di Medicina fisica riabilitativa dell’Ospedale S. Rocco di Galliate, desidero rendere pubblico ringraziamento al personale medico e infermieristico del reparto. Un grazie particolare va al dott. Giovanni Rossi, responsabile del servizio, e all’équipe dei fisioterapisti per la professionalità, la sensibilità e la disponibilità dimostrata e per aver saputo, con la loro cordialità, rendere migliori i giorni di permanenza.

Tali encomiabili doti umane andrebbero però supportate da idonei strumenti di lavoro. Ed è proprio questa la criticità che ho avuto modo di rilevare. Il reparto è infatti carente di deambulatori, stampelle, carrozzine in buono stato, bastoni.

Avendo provveduto personalmente ad acquistare alcuni di questi ausili, ritengo che l’impegno di spesa per integrare l’esistente non sia particolarmente gravoso neppure in questo periodo di scarsità di risorse. 

La disponibilità di un idoneo numero di ausili permetterebbe agli operatori di svolgere al meglio la loro attività e ai pazienti di acquisire un minimo di autonomia evitando di “contendersi” l’esistente. 

Con l’auspicio che l’Aou Maggiore della Carità - di cui il S. Rocco è parte - possa al più presto provvedere al superamento di tale criticità, ringrazio per lo spazio accordatomi.

Wilma Montano - Gal

 

Fabbrica D’Arte: attacchi omofobi e menzogneri 

Con molto dolore siamo venute a conoscenza di voci denigratorie riguardanti i Centri estivi  gestiti da “La Fabbrica D’Arte” e della diffusione di false informazioni riguardanti il programma estivo. La Fabbrica D’Arte propone i suoi Centri estivi da 5 anni con l’unico obiettivo di rendere piacevole la vacanza ai suoi iscritti,  programmando attività  al fine di stimolare la solidarietà, la comunicazione, l’amicizia ed il gioco collettivo nel massimo rispetto delle caratteristiche personali di ognuno. Tutte le stagioni  passate si sono chiuse con grande soddisfazione e divertimento da parte dei nostri piccoli soci e delle loro famiglie. Anche quest’anno  in questo periodo La Fabbrica d’Arte si sta preparando a presentare i propri centri estivi al territorio galliatese. Per prima cosa vogliamo rassicurare tutti i genitori che il nostro American Camp non viene fatto al chiuso in palestra ma all’aperto, garantendo un’interazione con la natura a 360° con le attività proposte (nuovo lago maggiore, robinia e parco avventura a Rescaldina saranno sempre presenti, con due giorni di piscina). La voce che indica il Palazzetto come sede del Centro estivo è del tutto infondata: il Palazzetto infatti durante il periodo estivo ospita i partecipanti al Raduno Folkloristico e non è pertanto fruibile da nessuno. Gli attacchi che riceviamo e che sono fatti  mettendo in bocca errate informazioni ai genitori vanno dalla cattiva professionalità e competenza delle nostre figure (?!?), ad un rapporto poco limpido con le istituzioni(?!?), fino a mirati attacchi omofobi(!!!) nei confronti di determinati soci dell’associazione. Usare menzogne, illazioni e attacchi omofobi non è certo un buon modo di insegnare ai bambini le regole della civile convivenza e del rispetto per il prossimo. La filosofia della nostra associazione è di promuovere l’integrazione, la solidarietà e la tolleranza contro ogni forma di discriminazione. Partecipiamo attivamente alle iniziative della Presidenza del consiglio dei ministri - Dipartimento per le Pari opportunità.  Proprio per questo motivo, per il rispetto che per noi de La Fabbrica D’Arte  è un valore assoluto,  siamo sconcertate  dalle frasi denigratorie, offensive e omofobe di cui siamo state bersaglio. A tale proposito invitiamo a leggere il comunicato del Presidente della Repubblica Mattarella in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia del 17 Maggio.  Ora noi rispondiamo a questi attacchi con una cosa molto concreta che va al di là di tutto:  con la fiducia di moltissimi genitori nel tempo e l’affetto dei loro figli che continuano a sceglierci. Ci piange il cuore ricevere queste continue insolenze che da tre anni vanno avanti ed ora abbiamo deciso di rendere pubbliche soprattutto quando vengono usati i bambini come portavoce.   Ci scusiamo per lo sfogo, continueremo il nostro lavoro con la passione di sempre. 

Laura Pigozzo e Milena Ferrari

per “La Fabbrica D’Arte” di Galliate 

 

Novara, rivissuta la gIoia del 1965

Caro Direttore, nel bellissimo inserto del Corriere di Novara di oggi, dedicato alla promozione in B del Novara, ho rilevato nell’articolo di Massimo Delzoppo una piccola inesattezza nel riquadro dedicato alla promozione del 1964/65. Lungi da me eccessi di protagonismo e compulsiva pignoleria, ma la promozione in B di quell’anno fu acquisita matematicamente il 9/5/1965 - Solbiatese - Novara 1-1 (penultima di campionato). La partita con il Marzotto Valdagno venne disputata il 7/2/1965 (1-1) alla 20ª giornata, quando mancavano ancora 14 giornate alla fine del campionato. Nel volume Bellissimo Novara (40 anni dopo un’altra promozione in Serie B) - Edizioni S.G.P. Corriere di Novara, a pag. 210 è importata la descrizione da me fatta della partita di Solbiate Arno del 9/5/1965, dalla quale risulta che la promozione matematica fu acquisita quel giorno. A distanza di 50 anni e 1 giorno, ho rivissuto, con la vittoria a Lumezzane, la stessa gioia di allora. Non ero a Lumezzane, ma da quello che ho letto e visto in tv, la vittoria del 1965 suscitò un impatto emotivo ben più grande. Allora non esisteva la tessera del tifoso, per cui l’esodo dei novaresi a Solbiate Arno (molto più vicina a Novara) assunse proporzioni “bibliche”, permettendo al Novara, sostenuto da un tifo incessante di conquistare l’agognata promozione. Ricordo ancora il serpentone azzurro di ritorno da Solbiate ed il delirio di almeno 2.000 tifosi che attendevano il ritorno dei tifosi e della squadra, da Solbiate presso il Comunale di via Alcarotti. Certamente ogni promozione ha la sua storia e merita di essere celebrata adeguamente. Cresciuto a pane e Novara, ho visto sicuramente quasi duemila partite del Novara (dalla serie A ai nefasti anni della C2 e C1), ma certamente la partita di Solbiate e quella dello spareggio di Ferrara dell’11/6/1961, sono quelle che ricordo con maggior nostalgia, sempre impresse nella mia memoria di “vecchio” tifoso novarese.

Edoardo Zvanut

 

Treni: qualcosa si muove

Martedì 19 maggio in  Regione Lombardia alle ore 16.30 è stata indetta una riunione per la presentazione del nuovo orario in vigore da giugno 2015 e per fare un riepilogo della situazione dell'intero quadrante ovest. Erano presenti  Regione Lombardia, Trenord, Rfi. Il nostro Comitato era rappresentato dal presidente Gianni Bertone, dal vice Lisa Tamaro e dal consigliere Silvano Iaconianni. La Regione ha esposto i nuovi orari che entreranno in vigore dal 15 giugno.  La nostra tratta non  sarà interessata dalle riduzioni del mese di agosto, che riguardano le altre direttrici del quadrante ovest.  Con sommo piacere abbiamo appreso che grazie al nostro interessamento Regione Piemonte e Regione Lombardia hanno incominciato  a dialogare per cercare di risolvere i problemi della nostra linea, sia a livello politico che a livello tecnico. Regione Lombardia ha dichiarato che il dialogo verte soprattutto sul reperimento di fondi da parte di Regione Piemonte per poter passare ad un gestore unico dell’intera tratta. Regione Lombardia ha esposto la situazione dei ritardi sulle varie tratte. La media regionale si attesta intorno al 83%. Questo significa che il 27% dei treni è in ritardo e che il 83% è in orario. La nostra tratta è fanalino di coda. La puntualità si attesa al 63% . Il Comitato ha esposto i propri dati, dai quali emerge che il 45% dei treni dal 1 maggio 2015 ad oggi ha subito un ritardo superiore ai 5 minuti. Il Comitato ha esposto sia a Trenord che ad Rfi le problematiche riguardanti la comunicazione in stazione, a bordo treno, la pulizia ma soprattutto il numero ridotto di carrozze per  i treni circolanti nelle ore di punta.  Il Comitato dà atto degli sforzi realizzati in questi mesi da Trenord, Regione Lombardia e Rfi, per cercare di risolvere  le problematiche della Domodossola-Arona-Milano, ma purtroppo la situazione continua ad essere molto critica. Cogliamo altresì l'occasione per comunicare che ad oggi i Comuni che hanno materialmente erogato il contributo al Comitato sono Vergiate, Ranco, Arona e Premosello Chiovenda.   Il comune di Verbania intanto martedì ha deliberato un contributo economico a nostro favore che sarà erogato nei prossimi mesi. Lo stesso hanno già fatto Lesa, Belgirate e Meina. 

Comitato Amici Pendolari Domodossola-Arona-Milano e Arona-Novara

 

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Lettere 17 maggio 2015

Visita per la patente? La risposta dell’Asl

Gentilissimo Direttore, a seguito della lettera pubblicata sabato 9 maggio sul Corriere dal titolo “La visita patente e tanta scortesia”, vogliamo dare  una risposta chiara e completa all’autrice della lettera e a tutti i lettori. Anzitutto corre l’obbligo esprimere alla sig.ra Marta Lazzari il rincrescimento da parte del Direttore della Struttura di Medicina Legale per la percezione negativa avuta nei confronti dei servizi erogati da questa Azienda Sanitaria. 

L’Asl No ha sempre cercato di garantire un adeguato supporto tecnico organizzativo alle prestazioni medico legali connesse all’espletamento delle procedure di rilascio/rinnovo patenti, pur con alcune difficoltà legate alla gestione degli  spazi riservati alle visite di chi si rivolge alla Commissione Speciale, che  risultano essere mai completamente sufficienti rispetto alla domanda di  numero elevatissimo e crescente di persone, anche oltre 70 per mattinata.

Si ritiene utile sottolineare che tale Commissione è composta sia da personale della Medicina legale, sia da personale di altri servizi Asl, sia da personale esterno e opera da sempre con elevata professionalità, pur avendo a disposizione un tempo necessariamente ridotto per lo svolgimento della visita. 

Per tentare di agevolare gli utenti, già all'atto della prenotazione, vengono fornite  indicazioni chiare, sia verbali, sia scritte, utili proprio all'efficace svolgimento della visita. 

Tali indicazioni sono, peraltro,  pubblicate sul sito web aziendale (http://www.asl13.novara.it/intranet/Territorio/Medicina-L/Moduli-Com/index.htm)  e costantemente aggiornate per rispondere in modo adeguato a eventuali dubbi o richieste specifiche dell’ utenza.  E’ possibile, infine, reperire ogni altra notizia utile al funzionamento della Commissione dai cartelli e fogli informativi a disposizione in vari punti del servizio. 

Pur comprendendo l’esigenza di una comunicazione più immediata e diretta, qualsiasi nostro impegno non può prescindere da una precedente attenzione da parte dell’utenza alle indicazioni che sono necessariamente complementari alla relazione con gli operatori, a rischio di deludere le aspettative e non soddisfare i bisogni informativi. 

L’Ufficio Relazioni con il Pubblico si pone come interlocutore con l’utente e ciò avviene telefonicamente, tramite posta elettronica, ma anche attraverso il rapporto diretto con la persona che presuppone  un ascolto attivo. Possiamo assicurare ai lettori che l’Urp fornisce supporto e accoglienza anche al di fuori dell’orario di apertura al pubblico stabilito (8.15 – 13), è evidente che la relazione interpersonale richieda in alcuni casi esclusività, nel pieno rispetto della riservatezza dovuta a ciascun individuo e, pertanto, non sempre è possibile dare contemporaneamente risposta alle diverse richieste. E’ attivo anche un servizio di segreteria telefonica che consente agli utenti di lasciare il proprio recapito telefonico, per un successivo contatto.    

Gianfranco Zulian

Direttore della S.C. Medicina Legale

 

Multe per la Tarsu, scuse ok: e il rimborso?

Breve cronaca: ho  ricevuto nei giorni scorsi,  come tanti cittadini, la multa per ritardo pagamento della tassa Tarsu 2013. Ho provveduto subito al pagamento (incauta solerzia!). Ho letto poi sui giornali che è stato un errore e le scuse di chi di dovere. Dovute e apprezzate, scuse  che facevano  presumere un efficiente e pronto rimborso delle somme versate dai cittadini più zelanti, o quanto meno indicazioni sul da farsi.

Pia illusione: due telefonate, un ora e mezza di coda: la documentazione prodotta è corretta, ma i gentili impiegati e i funzionari  imbarazzati non hanno  saputo dare indicazioni su come e quando potranno provvedere a sanare l’errore. Sono fiduciosa (!) che prima o poi recupererò la somma versata ma rimane l’amarezza constatare che ai proclami non sono mai seguiti i provvedimenti. Oltre alle scuse è bene provvedere al rimedio!  

Lettera firmata


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Agognate cuore verde economico novarese 

Sul futuro delle aree agricole di Agognate credo si debba pensare che le capsule compostabili del caffè Lavazza siano Made in Novara. E mi spiego. Cambiamo la logica dello sviluppo legato al consumo e trasformiamo la nostra campagna nel più grande progetto industriale della città. Attraverso la coltivazione di prodotti destinati alla produzione di bioplastiche sarà possibile creare lavoro di qualità e imprese competitive nel mondo. 

In Sardegna da circa 3 anni le associazioni agricole sono impegnate nella coltivazione di biomasse su terreni compromessi e marginali destinate alla produzione di bioplastiche per gli impianti di Matrica, la Joint venture tra Eni e la novarese Novamont, leader mondiale nel settore.

La nostra proposta è di siglare un protocollo di intesa tra le associazioni agricole e Matrica per sperimentare, sui terreni agricoli di Agognate, coltivazione di biomasse destinate a un impianto industriale sul territorio dal quale ricavare, per esempio, le capsule compostabili di caffè realizzate da Lavazza e Novamont che saranno in commercio dal 2016.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Ispra il consumo di suolo in Italia è arrivato a 21mila chilometri quadrati, ciò il 7% del territorio. Nel solo 2014 sono stati sottratti 200 chilometri quadrati di suolo agricolo per destinarli ad aree industriali o residenziali. Ogni giorno perdiamo 55 ettari, ogni secondo ci giochiamo tra 6 e 7 metri quadrati di futuro. Il progetto di Agognate, secondo la forma attuale, porterebbe all’impermeabilizzazione di ulteriori 500mila metri quadri nonostante il Piano Regolatore preveda un consumo del suolo rispetto alle aree attualmente urbanizzate di alcuni milioni di metri quadrati.

Cittadini, amministratori e imprese credano fino in fondo alle opportunità offerte dalla green economy e su questo terreno fertile si impegnino per fare nascere e crescere iniziative di successo.

Fabrizio Barini 

Coordinatore provinciale degli Ecologisti Democratici 

 

La Carta di Milano, il Comune e Agognate 

Gentile Direttore, leggendo le proposte del project manager di Vailog, Giulio Della Torre, circa il futuro di Novara ci si chiede se ci sia ancora un’Amministrazione o se la gestione del territorio sia stata data in outsourcing a una ditta esterna. A Vailog, ma anche al Comune di Novara che ha sposato il progetto di cementificazione di Agognate e anzi se n’è fatto promotore, andrebbero rivolta una domanda. La Vailog e il Comune di Novara sottoscriveranno la Carta di Milano? L’Amministrazione novarese deve sapere che la sua firma sotto la Carta la impegnerà a rispettare alcune importanti dichiarazioni. Ad esempio quella che afferma come: “l’attività agricola sia fondamentale non solo per la produzione di beni alimentari ma anche per il suo contributo a disegnare il paesaggio, proteggere l’ambiente e il territorio e conservare la biodiversità” oppure quella che ricorda come “siamo tutti responsabili della custodia della terra, della tutela del territorio e del suo valore ambientale” o ancora quella in base alla quale è necessario “rappresentare le istanze della società civile nei dibattiti e nei processi di formazione delle politiche pubbliche”. Le migliaia di cittadini novaresi che hanno firmato contro il progetto di cementificazione di Agognate avranno finalmente soddisfazione? A Giulio della Torre manager di Vailog proponiamo di trasformare Agognate in un grande parco pubblico - intitolato al suo datore di lavoro - dove si coltivino canapa italiana e altre essenze utili alla produzione di materiali per edilizia di qualità e di biomassa. Questo business sarebbe davvero in linea con la Carta di Milano e le esigenze dei cittadini novaresi.

Roberto Leggero 

 

In dialisi ad Arona ma... senza parcheggio  

Vorrei pubblicare questo pensiero dedicato al corpo di polizia municipale e alla giunta comunale o a chi si occupa di parcheggi o abilitazioni al parcheggio nei pressi dell’ ospedale di Arona. Questa mattina, giovedì 30 aprile, ho ritirato una raccomandata nella quale c’era una bella multa di euro 72,30 (in forma ridotta) o 96,60 a pagamento 60 giorni per aver transitato nella zone traffico limitato in via San Carlo... sottolineo di averla pagata subito solo per il fatto che se anche avessi fatto ricorso per le mie motivazioni che andrò a spiegare, nulla mi sarebbe stato dato anzi... Ogni lunedì e venerdì dalle ore 7 alle ore11 mi  reco in ospedale per sottopormi a dialisi e come è noto nelle vicinanze non ci sono parcheggi disponibili se non a disco orario o quello a pagamento. Purtroppo l’ospedale non riconosce nessun diritto nel parcheggiare la macchina nel parcheggio privato e sopratutto alla richiesta che feci tempo fa mi è stato risposto che se volevo un parcheggio idoneo avrei dovuto fare domanda d’invalidità dove mi avrebbero dato il contrassegno invalidi. Ora, io dico... invalida ringraziando Dio non lo sono: ho questo problema di salute, ma ancora riesco a camminare con le mie gambe. Ma quanti soldi dovrò dare ancora al bel comune di Arona perché, ripetendomi, non ci sono parcheggi liberi? Non sarebbe il caso di adibire il parcheggio per i dipendenti anche per le persone che fanno dialisi o altre cure per le quali un parcheggio ad ore o a pagamento non è di sicuro favorevole?

Mattia Michela Portaluppi 

 

Migranti e Partigiani, la libertà si conquista

Gentile Direttore, nell’Orazione ufficiale del 25 aprile, tenuta a Novara dall’assessore regionale Augusto Ferrari per il 70mo della Liberazione, lo stesso oratore ha pronunciato la seguente frase, riportata virgolettata anche dal Corriere di Novara: «Resistenza e lotta di Liberazione, proprio come elementi generativi di una fase nuova, portano con loro interrogativi che appartengono a ogni epoca. Su quali frontiere si collocano oggi? E dove si manifestano? Il Mediterraneo è oggi il tragico palcoscenico in cui una umanità nuova manifesta il suo desiderio di libertà». Vorrei rispondere all’assessore Ferrari che è totalmente sbagliato paragonare i “disperati dei barconi” con i Partigiani. I Partigiani hanno combattuto a casa loro per cacciare gli invasori tedeschi e per abbatte la dittatura fascista; i disperati dei barconi, invece, “fuggono” dalla loro Patria, non si ribellano, non lottano e, quello che è peggio, non trovano la libertà, ma solo miseria e disperazione. È mia profonda convinzione che la libertà si conquista lottando e non fuggendo! 

Carlo Migliavacca

 

 

Lettere 05 marzo 2015

Castello sequestrato e 70 sposi  a pezzi

Vi scrivo per chiedervi di pubblicare un articolo sul sequestro del Castello di Miasino. L’intento non è di sindacare sulla giustizia dell'operazione, ma sulle modalità. Sin d’ora ci si è preoccupati dell’arricchimento di una famiglia mafiosa grazie alla gestione di un castello.  Nessuno però si è preoccupato degli impegni presi dalla persona che rappresentava la famiglia verso tutte le coppie  che avevano scelto castello come location dove festeggiare il loro matrimonio.  Così ben 70 matrimoni sono saltati.  70 matrimoni che la Regione avrebbe comunque potuto far celebrare incassando personalmente il ricavato.  70 matrimoni che coinvolgono 70 coppie che di colpo si trovano coinvolte in questo caso senza averne colpa e che molto probabilmente perderanno la caparra data per l'affitto del castello. I deputati del Pd hanno ottenuto la loro gloria, la Regione il suo maniero e le giovani coppie che dovevano sposarsi? A loro non resta che lo stress e lo sconforto di aver perso la caparra data e quindi una parte del budget per festeggiare il cosiddetto "giorno più bello". Spero che possiate farvi portavoce di questo pensiero.

Federica Di Mambro

 

Nuove norme rifiuti per noi è disastro

Se non si dimostra con analisi accurate e approfondite che i rifiuti speciali (cioè provenienti da attività economiche) sono innocui, diventano automaticamente pericolosi, quindi devono essere conferiti e trattati negli appositi impianti. Con pesanti riflessi anche sulla gestione della filiera dei rifiuti. E’ il risultato della riforma del sistema di classificazione dei rifiuti, contenuto nella legge Competitività in vigore da alcuni giorni. Significa che occorre indicare e garantire quali dei 300mila composti chimici, fra innocui e non innocui, si trovano all’interno dei rifiuti. Se non si fa, ecco che subito il rifiuto diventa ‘pericoloso’, con quello che ne segue per il suo trattamento. Non solo, si tratta di norme più gravose delle precedenti ma addirittura apparirebbero in contrasto con la nuova normativa europea che entrerà in vigore dal primo giugno. Ci si trova davanti ad una situazione assurda: norme più restrittive che dalla mezzanotte del 31 maggio non saranno più in vigore perché in contrasto con la normativa europea a venire.

Drammatica la situazione delle piccole demolizioni edili, che provocano uno scarto che, sino a ieri, era conferibile in discarica compilando la modulistica prevista e indicando il codice rifiuto corretto: oggi occorre fare analisi approfondite per dimostrare che non sono rifiuti pericolosi, in caso di assenza diventano comunque e automaticamente ‘rifiuti pericolosi’ a prescindere. E solo questa fetta di rifiuti rappresenta il 40% del mercato.

Ora si lancia anche l’allarme ambientale, insieme agli evidenti aumenti di costi e burocrazia per le imprese,  temendo che le nuove assurde norme facciano aumentare l’abbandono di rifiuti nell’ambiente. Occorre intervenire subito, reintroducendo le vecchie modalità, in attesa della nuova normativa europea.

Michele Giovanardi

Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale

 

Rifiuti: si cerchino soluzioni per imprese

Gli ultimi passi amministrativi di questo governo di non eletti in ambito ambientale ci lasciano molto perplessi. Comprendiamo le preoccupazioni delle imprese circa  il contenuto nella legge Competitività in vigore da alcuni giorni in materia di classificazione dei rifiuti. Ora, come se non bastasse la confusione delle proprie convinzioni nelle fila del Partito Democratico che, esemplificando, per il completamento del secondo lotto della variante di Romagnano Sesia aveva “chiamato alle armi” tutti quelli che hanno a cuore l’ambiente, si scontra con il percorso del decreto riguardante l’Ilva di Taranto, il quale sdoganerebbe molte tonnellate di scorie di fonderia. Ebbene come sopra citato  quando costoro si muovono sulle materie ambientali, si ha certezza del negativo decorso che ne conseguirà. Crediamo che alle affermazioni di circostanza che ciclicamente gli esponenti del Pd portano all’attenzione pubblica, debba conseguirne un’azione reale tradotta in decreti e disegni di legge che non lascino dubbi interpretativi. Vorrei inoltre rilevare che gli adempimenti che le piccole e medie aziende dovranno sopportare per essere in regola con il decreto competitività in merito ai rifiuti, anche se pro tempore,  porterà gioco forza a dei contraccolpi negativi per le imprese stesse. C’è da auspicare che tutti gli attori politici preposti in materia ambientale riescano a coordinarsi con chi in prima persona come gli imprenditori  devono porsi in relazione con delle regole che, oltre a salvaguardare l’ambiente,  hanno un impatto negativo.

Gian Carlo Locarni

Responsabile tematiche ambientali Lega Nord provincia di Novara

 

Funivia Mottarone quando riaprirà?

Ieri in aula abbiamo assistito ad un'imbarazzante apatia della giunta regionale verso la chiusura della funivia del Mottarone al termine della discussione di un'interrogazione finalizzata a  capire  come  la giunta intenda  garantire la riapertura dell'opera e, con essa, i posti di lavoro ancora attivi. La funivia Stresa-Mottarone, è ferma dal 30 ottobre in attesa della revisione generale, prevista dopo 40 anni di esercizio. Questa chiusura  ha causato, per ora, già otto licenziamenti. Se la Regione non interviene in modo concreto, aumentando, ad esempio, i fondi per rendere meno onerosa la gestione dell'impianto per i privati,  il rischio è la definitiva cessazione dell'opera con ulteriori e ben più gravi ripercussioni economiche e turistiche per il territorio,  soprattutto per le attività in vetta al Mottarone, che non  potranno più contare sugli 80 mila turisti che ogni anno salgono in quota. La situazione è grave per questo ci saremmo aspettati che  in Consiglio l'assessore Parigi più della cronistoria degli eventi passati presentasse proposte ed iniziative, tenendo conto che a breve inizierà la stagione estiva e aprirà l'Expo, evento che porterà sul territorio migliaia di turisti che non potranno salire in alta quota. Purtroppo, è oramai evidente che ancora una volta dovremo subire l'immobilismo del centro sinistra e che solo un miracolo potrà  garantire l'apertura dell'impianto in tempo per l'Expo.

Diego Sozzani

Consigliere regionale Forza Italia

 

Banche e Isee: «C’è ostruzionismo»

Il DPCM 5 dicembre 2013 n. 159 ha previsto una diversa disciplina in materia di Isee con decorrenza dal 1 gennaio 2015. In particolare la normativa prevede all’art. 5 che l’indicatore della situazione patrimoniale venga determinato tenendo conto, per depositi e conti correnti bancari, del valore del saldo contabile attivo al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della Dsu ovvero, se superiore, del valore della consistenza media annua riferita al medesimo anno.

Detto ciò è evidente come le banche debbano farsi parti attive nel fornire ai propri correntisti i dati richiesti per la compilazione del modello Isee senza peraltro far gravare alcun onere derivante dall’obbligatorietà della predetta richiesta.

Pertanto l’atteggiamento ostruzionistico messo in atto da alcuni Istituti bancari è assolutamente ingiustificato e lesivo del diritto di ogni cittadino ad ottenere agevolazioni o sussidi nei modi e nei termini previsti dalla normativa vigente al momento della richiesta. Oltretutto tali dati sono già presenti nei sistemi degli istituti di credito fatto questo che rende ancora più incredibile e inaccettabile tale atteggiamento.

Qualora tali comportamenti da parte degli istituti di credito fossero mantenuti  adiremo all l’Autorità bancaria competente per tutelare gli interessi ed i diritti di quanti interessati alla compilazione Isee mettendo a  disposizione i nostri addetti per tale problematica presso gli sportelli di Novara, Galliate, Arona e Borgomanero, o all’indirizzo mail:  novara@federconsumatoripiemonte.it.

Federconsumatori Novara

Prostituzione stradale

Ballarè la elimini

Attraverso queste fotografie scattate una  sera come tante, tutte le sere,  ci siamo permessi di proporre  la differenza tra quello che vorrebbe evitare  il sindaco Ballarè e la quotidiana realtà. Ancora l’altra sera, almeno dalle nostre parti, prostituzione in libertà,  minzioni  in libertà, musica in libertà, schiamazzi, ecc. ecc., sin quasi alle 2,  orario, del resto, permesso dall'ordinanza in essere. Ma chi al mattino dopo, lunedì, deve andare a lavorare od  a scuola come fa? Ormai noi siamo classificati solo come vacche da mungere.

Pietro Pesce

 

 

Lettere 26 febbraio 2015 

Locali da chiudere e locali da aprire
Intervengo sulla questione dei locali e della presunta concorrenza sleale che io vedrei in maniera diversa... Perchè - domando - i proprietari non chiudono il loro locale "Celebrità" e ne aprono uno nuovo per il quale - senza andare fuori legge -  non serve il rilascio di una licenza  o costanti investimenti per garantire la sicurezza all’interno (ad esempio le porte dotate di maniglioni antipanico, gli estintori, gli impianti di aerazione ece.) e un regolare servizio di security? Perchè non si adeguano al mondo che cambia? A quel mondo che non è più obbligato a pagare un ingresso salato per bere delle consumazioni "mini",  piene di ghiaccio e con prodotti discutibili? Dal 1991 ad oggi le mode, le regole, le leggi e i pensieri dei giovani sono cambiati. Fatevene una ragione, cari Luigi Colombo e Maurizio Lo Vecchio, e chiudete, come hanno fatto i titolari  del Maneggio e altri ancora  molto noti. Certo la mia è solo un’opinione e un consiglio da chi vede le cose al di fuori delle parti e con la sola semplice obiettività: però è opinione sincera. Tra l'altro evitereste anche il rischio a ragazzi e genitori di percorrere quella statale, brutta, che spesso è protagonista di brutti incidenti stradali. Per riassumere: chiudete “il celebrità” e anche voi aprite un locale in centro storico in modo da divertirvi insieme agli altri ed aiutare a rendere vivo il cuore di Novara che ne ha bisogno.
denisimax@gmail.com

Scuole (in)sicure e sanità penalizzata
19 febbraio2015, il distacco dell'intonaco in una scuola di Pescara ha causato il ferimento di tre studenti. Non è che l'ennesimo incidente provocato dalle condizioni spesso fatiscenti delle scuole italiane. Il mese scorso, l'8 gennaio, era crollato l'intonaco di un soffitto in un asilo in Lombardia ferendo sette bambini. Un incidente avvenuto a distanza esattamente di un anno dalla disgrazia accaduta in un liceo di Lecce, l’8 gennaio del 2014, quando uno studente morì a scuola per la caduta in un pozzo di luce causata dal cedimento di una grata. E' stato questo uno degli episodi più gravi degli ultimi anni, tra gli incidenti a scuola, come quello del liceo Darwin di Torino dove nel 2008, a seguito del crollo di un controsoffitto, rimase ucciso uno studente di 17 anni e altri 17 furono feriti. Proprio qualche giorno fa la Cassazione aveva confermato le sei condanne, tre a carico di funzionari della Provincia di Torino e tre per gli insegnanti, proprio per il crollo del soffitto al liceo Darwin di Rivoli.  Sempre nel mese di febbraio, in Sicilia, una neonata è morta durante il trasferimento a Ragusa, unico ospedale ad aver accettato il ricovero, gli ospedali piu' vicini non avevano posti per l'emergenza... La stessa cosa è successa a Domodossola un anno fa, quando un madre in attesa di due gemelli dovette percorrere 170 km per un parto prematuro in ambulanza... Scuola e sanità, due aspetti di una stessa politica... Purtroppo, poi, le inchieste coinvolgono i volontari del 118, i medici, ma non i politici del governo, ovvero i responsabili di questa situazione. Gli stessi politici, poi, ordinano le commissioni d'inchiesta che ovviamente indicano nelle ultime pedine della scala gerarchica come responsabili da dare in pasto all'opinione pubblica. Ma di fronte a questo quadro come si colloca Novara? Le scuole novaresi sono sicure? La sanità è sufficiente alle necessità territoriali? O alla prossima emergenza anche Novara si dimostrerà nelle stesse condizioni? Leggendo i giornali locali e ascoltando le voci delle proteste di novembre degli studenti, sembra che la situazione non sia delle più rosee. Intanto, sempre dal Governo, arrivano voci sempre più insistenti sui tagli agli "sprechi", sulle voglie di guerra in libia e che gli F35 che saranno acquistati saranno 90, non più 45. per la serie la crisi la patiscano i poveri, non i colonnelli.  
Daniele Cherubin
Per il  Partito della Rifondazione Comunista Novara
 
Nozze a Miasino no Ora dove mi sposo?
Mi permetto di scrivere e inoltrare a voi questa mail inviata alla Regione Piemonte e al consigliere Domenico Rossi, in quanto mi trovo in una situazione a dir poco paradossale. Visti gli ultimi avvenimenti che hanno interessato il Catello di Miasino, voglio chiedere che mi venga data almeno una risposta. Il castello è stato dichiarato bene confiscato alle mafie dal 2009 perchè appartenente ad esponente della camorra. Subito dopo però è stato lasciato in gestione ad una società SRL che si occupava dell'affitto della location. Così è stato per tutti questi anni e ciò è accaduto alla luce del sole, permesso dalla legge e dalla Regione stessa. Sottolineo che il castello di Miasino è sempre stato pubblicizzato in tutto questo periodo sul sito del turismo della regione Piemonte. Ad oggi il castello invece è stato sgomberato a seguito di un'operazione avvenuta in data 17 febbraio 2015. Io non voglio entrare minimamente nel merito della questione di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, nè tanto meno giudicare l'operato di nessuno, ma in tutta questa storia qualcuno si è posto lo scrupolo che in questo calderone ci sono delle persone come me che desideravano solo festeggiare il proprio matrimonio nel posto prescelto? Queste persone hanno agito nella legalità, firmando un regolare contratto, versando una caparra e hanno organizzato l'evento della loro vita in quel castello, confermando musica, fiori, catering e tutto il resto. Non si può semplicemente entrare e distruggere tutto quello che preventivamente esisteva e che lo Stato ha permesso finora. Io credo che si sarebbero dovuti tutelare anche tutti quei cittadini che avevano investito in ciò. Non credo di essere l'unica sposa che ad oggi si ritrova con un pugno di mosche in mano, ma soprattutto con un sogno infranto, costretta a non sapere ora dove andare, cosa fare e a chi rivolgersi per avere un aiuto a non far diventare tutto solo un incubo. Mi chiedo: non sarebbe stato più corretto ufficializzare una data a distanza di mesi in cui il Castello sarebbe stato preso definitivamente in mano dalla Regione, lasciando spazio a chi avesse già investito di non perdere tutto? Non si sarebbe potuto pensare di permettere lo svolgimento degli eventi organizzati e dare tutti i proventi alla Regione? Mi spiace, ma fare una simile mossa, ribadisco giusta o sbagliata, a metà febbraio, quando è ovvio che tutti i matrimoni della stagione 2015 siano già programmati e anche imminenti... mi sembra un accanimento nei confronti di chi non ha nessuna colpa. Io vorrei che qualcuno si degnasse di esprimersi in merito. 
Rossana De Vita 

Musa sta bene solo a chi può pagare
La giunta comunale di Novara non è credibile. Anche se le tariffe sono diminuite è innegabile che molti posti auto prima gratis ora sono a pagamento. Chi ne beneficia? Ovviamente solo chi non ha problemi a spendere 2-3 euro al giorno per parcheggiare.
Max di sinistra da 25 anni 
maxbel72@alice.it

«Musa e Movs sono identici»
Lo avevamo detto già tempo fa, alla nostra conferenza organizzata in concomitanza con l'avvio di Musa ad inizio febbraio, che “Musa e movs” ( di Faenza) sono due progetti similari. Avevamo raccolto le informazioni sul progetto di Faenza Movs che ci sembrava molto, troppo, similare a Musa, anche nel sito. I parcometri installati sono addirittura della stessa società, la “inputitalia”.  L’altro giorno però apriamo il sito di Musa, guardiamo le news e cosa troviamo? Le notizie di Movs!!! Incredibile, sul sito di Novara, ci sono le notizie del Piano della Sosta di Faenza (ecco il link:http://www.musanovara.it/news/423-a-natale-scatta-la-convenienza-di-essere-serviti-a-faenza.htm#.VOrjxEK9KnM). Strane coincidenze? Uno strano errore? Noi siamo sempre più preoccupati per un progetto nato male che prosegue peggio, con mille problematiche che hanno stravolto la quotidianità dei novaresi. Intanto sono stati resi noti da Confesercenti i primi dati che confermano, purtroppo, le nostre previsioni. Musa è un duro colpo all'economia del centro storico. L'Amministrazione faccia una seria riflessione.
Ivan De Grandis 
Portavoce “No Musa”

Benzinaio omicida: diritto di difesa
Gentile Direttore, nell’ultimo periodo mi è capitato di assistere ad un paio di dibattiti (o risse) televisive aventi per argomento il caso del benzinaio che aveva ucciso un rapinatore. Siccome fra i miei molti difetti non c’è l’ipocrisia, dico subito che non mi dispiace neanche un po’ che un furfante sia stato tolto dalla circolazione; ma quello che mi ha dato soprattutto fastidio era che alcuni dei partecipanti ripetevano come un disco rotto che “si era fatto giustizia da solo”. Io inviterei a distinguere prima di tutto due cose: la sicurezza e la difesa. Nessuno discute che la prima sia compito dello stato, ma relativamente alla seconda ci sono dei momenti in cui non si può aspettare; di solito, sono azioni molto veloci, e se si chiamano le Forze dell’Ordine, c’è il caso che, pur con il massimo impegno, arrivino a cose fatte. E poi, ricordiamo che era in pericolo la vita di un’altra persona, la commessa della gioielleria. Ora, non può benissimo decidere di lasciarsi ammazzare senza reagire, ma non può assolutamente prendere una decisione del genere per conto di un’altra persona. Oppure, doveva uscire fuori e dire ai malandrini “guardate che ho chiamato la Polizia?”. Nel migliore dei casi gli avrebbero riso in faccia, nel peggiore (e notoriamente i bricconi sono sprovvisti di senso dell’umorismo) non oso pensare come sarebbe finita! Qualcuno si è lamentato perché troppa gente, vedendo qualcuno in pericolo, invece di intervenire, “guarda e passa”. Non mi stupirei (anche se spero di sbagliarmi) se in futuro saranno ancora di meno; chi si arrischierà ad aiutare il prossimo, se poi qualche Solone lo accuserà di “essersi fatto giustizia da sé”, o di chissà che altro? Sarà colpa del mio limitato comprendonio, ma tutto questo buonismo e pietismo nei confronti dei malavitosi faccio sempre più fatica a capirlo. Mi può anche andar bene “nessuno tocchi Caino”, ma vorrei proprio sapere perché Abele deve uscire sempre cornuto e mazziato… 
Giovanni Ibertis

 

Lettere 19 febbraio 2015

 

Ricordando Elena Schirò
Si è spenta a 104 anni, il giorno 10 febbraio, dopo sei anni di ricovero presso la Casa Divina Provvidenza di Novara (dove è stata amorevolmente assistita), la nostra cara amica e socia co-fondatrice Elena Schiro. Le esequie si sono svolte presso la Parrocchia di S. Giuseppe, con la partecipazione di molte amiche e di soci del Novara Center, il giorno 12 febbraio. Ella ha irradiato attorno a sé una luce intensa: una lunga vita tutta dedicata al lavoro, alle missioni, alla famiglia, alla Parrocchia, ai bambini del Terzo Mondo. La sua attività professionale si era svolta nell’ambito dell’Amministrazione provinciale. Grazie all’esperienza ivi accumulata, Elena è divenuta subito un elemento prezioso per il Novara Center sul piano della grafica e della comunicazione. La sua ‘Lettera 22’ volava a velocità supersonica! La sua militanza in Novara Center è stata particolarmente intensa e costruttiva, tra l’altro per oltre 12 anni Elena ha ricoperto incarichi di responsabilità nell’Associazione: membro del Collegio dei Probiviri e Consigliere. La sua presenza mite, serena e propositiva, è stata per tutti noi veramente un dono importante che non dimenticheremo mai. Elena ha fatto esperienze dirette e diverse nelle realtà del Terzo Mondo: ad esempio ha conosciuto molto bene il Bangladesh durante il lungo viaggio del febbraio 1976, quando si era recata al Novara Center di Dinajpur con Mariano Viasco ed altri 9 novaresi., per l’inaugurazione di quel grandioso complesso scolastico, tutt’ora funzionante. Un viaggio faticoso, da Dacca verso il Nord, su una camionetta, tra guadi e traghetti continui, che le ha fatto conoscere la realtà di quel Paese e la presenza delle Missioni, che incontrava ad ogni tappa. La sua conoscenza del Terzo Mondo e della Missione è stata completata da soggiorni in Africa a fianco dei missionari novaresi operanti laggiù. Tra l’altro ha avuto un esempio in famiglia: il fratello Mario è stato un valido missionario in Guatemala. Elena ebbe in dono una spiccata sensibilità artistica: pittrice su ceramica e tavola, assai apprezzata; appassionata di musica e collezionista di strumenti musicali bengalesi. Noi tutti che l’abbiamo conosciuta e apprezzata la ricorderemo con affetto.
Angela Beani e Federico Rizzi 
Novara Center Onlus

Isee disabili, bene il Tar Lazio
È con soddisfazione che apprendiamo la notizia dell’accoglimento da parte del Tar del Lazio del ricorso presentato dai familiari dei disabili contro la riforma dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) entrata in vigore a inizio 2015, che ha introdotto un nuovo meccanismo di calcolo del reddito per l’accesso ad aiuti e a prestazioni sociali agevolate, sfavorevole per le persone con disabilità più gravi. I legali dei ricorrenti hanno ricevuto dal tribunale il dispositivo che, come divulgato tramite Facebook, dichiara l'Art. 4 del DPCM 159/2013 illegittimo nella parte in cui include nel computo Isee le provvidenze economiche erogate dallo Stato a sostegno della disabilità. Secondo i giudici amministrativi non è dato comprendere per quale ragione, nella nozione di reddito che dovrebbe riferirsi a incrementi di ricchezza idonei alla partecipazione alla componente fiscale di ogni ordinamento, sono stati compresi anche gli emolumenti riconosciuti a titolo meramente compensativo e/o risarcitorio a favore delle situazioni di disabilità, quali le indennità di accompagnamento, le pensioni Inps alle persone che versano in stato di disabilità e bisogno economico, gli indennizzi Inail. Una pronuncia, quella del Tar, pienamente in linea con quanto denunciato dall’Anmil già nelle prime fasi di elaborazione del regolamento. Auspichiamo che ora il Governo prenda atto al più presto di questa importante pronuncia, risolvendo una questione che tutto il mondo della disabilità sta vivendo come una inaccettabile e ingiusta aggressione dei propri diritti.
Sergio Delgrossi
Presidente Anmil Novara

Il Piano Musa, meriti e problemi
Il tanto contestato e discusso Piano Musa non è del tutto sbagliato, direi che è un primo passo che l’Amministrazione comunale di Novara mette in atto finalizzato a un cambiamento di abitudine nel modo di utilizzare l’auto in città e in particolare modo in centro città. 
Ci vorrà un po’ di tempo per capire che l’auto in centro città non avrà più futuro, poi tutto rientrerà nella normalità. Se ci fosse però stato un altro stile nel presentare questo piano rivolgendosi con più chiarezza al cittadino spiegando la finalità e lo scopo di questo piano, deciso anche secondo me per la necessità di rimpinguare le ristrette finanze comunali, forse si sarebbe evitato tutte queste sollevazioni e proteste.
Però ora bisogna che la giunta programmi e metta in atto un piano che possa sopperire ai disagi di molte persone che si recano al lavoro, i parcheggi di interscambio nei punti di ingresso alla città collegati con navetta verso il centro con corse intensificate a inizio giornata lavorativa e alla sera e dare agevolazioni per gli ospiti che alloggiano nelle strutture alberghiere del centro di parcheggiare nelle vicinanze sarebbe molto utile per favorire il turismo.
Creare nuove piste ciclabili sicure per invogliare l’uso della bicicletta da un numero sempre più alto di persone, come usano fare i cittadini di tutte le città Emiliane e Venete e del Nord Europa.
Se ne parla poco ma a Novara si continua a respirare aria avvelenata, un grave problema questo creato principalmente dalle troppe auto in circolazione da canne fumarie vetuste e discariche abusive a cielo aperto, Novara è una del città più inquinate del Piemonte e del nord Italia. Particolato e polveri sottili (PM10) pericolosissime con parametri sempre più fuori norma sono le cause principali dell’aumento di patologie polmonari, cardiache e tumorali. C’è poi lo smaltimento dei rifiuti pericolosi a determinare questa situazione; aumentare la raccolta differenziata sarebbe utile e necessaria, presto la discarica sarà a regime. La giunta Ballare cosa intenderà programmare in futuro per risolvere il problema dei rifiuti, creare un sistema per produrre energia come già esiste in diverse città, potrebbe essere un’idea da approfondire mettere a dimora tante piante utili per contribuire a ripulire l’aria da tanti veleni.intervenire sul rifacimento di numerosissimi marciapiedi ridotti a uno stato pietoso deve essere un lavoro di assoluta priorità, non più posticipabili perché pericolosi, allo stato attuale danno l’impressione di una città dimessa e poi applicare la legge senza pietà per chi imbratta i muri e lascia mozziconi di sigaretta e qualsiasi altro oggetto segno di una grande e vergognosa inciviltà.
Franco Orgiazzi

Ulula l’allarme E il Comune non fa...
Vorrei segnalare che, da almeno una decina di giorni, il sistema di allarme del Museo Civico Faraggiana, in via Gaudenzio Ferrari, saltuariamente si avvia senza alcun motivo, recando disturbo ai residenti in zona a causa della relativa sirena che suona per un paio di minuti circa. Al terzo o quarto episodio, ho telefonato alla Polizia Municipale per informarli, invitandoli ad effettuare i relativi controlli. La cosa, tuttavia, si è ripetuta anche nei giorni successivi, in genere verso sera ma, una volta, anche verso le 5 di mattino, finché, venerdì 13, ad un ulteriore episodio verificatosi verso le 20, ho richiamato la Polizia Municipale. 
Alle mie lamentele, mi è stato riferito che: 1) anche parecchi altri residenti si erano lamentati;
2) causa della cosa era un guasto dell’allarme, precisamente una batteria da sostituire, che non si riusciva a reperire;
3) era prevedibile che si verificassero ulteriori attivazioni accidentali dell’allarme.
Feci presente che mi sembrava logico che il Comune decidesse di disattivare l’allarme sino a che non fosse stato riparato, vista anche l’evidente inutilità di mantenerlo attivo, venendo informato che – ovviamente – una tale decisione non era di competenza della Polizia Municipale, ma che si sarebbe riferito a chi di dovere.
Infatti puntualmente, nella notte fra sabato 14 e domenica, verso le 2, l’allarme è nuovamente scattato (un paio di minuti) ma, quel che è peggio, verso le 6 di mattino ha ripreso ad ululare senza praticamente interrompersi sino alle 8, malgrado le telefonate da me fatte al Pronto Intervento della Polizia Municipale.
Bene, mi auguro che dopo questo ulteriore, spiacevole episodio (due ore di rumore nelle ore di teorico riposo delle persone), chi di dovere abbia finalmente disposto di disattivare l’allarme, cosa che si sarebbe dovuta decidere già da parecchio tempo. Vedremo, comunque, nei prossimi giorni (e notti…).
L’episodio, a mio avviso, è un chiaro segnale di scarsa efficienza, nonché del disinteresse verso le esigenze dei cittadini evidenziato da chi dovrebbe amministrarci.
E in questo caso non servono fondi, ma solo un po’ di buonsenso e di attenzione.
Spiace anche dover interessare gli organi di informazione per tentare di ottenere risultati che nei Paesi civili i cittadini non hanno nemmeno bisogno di sollecitare.
Alberto Bocca

 

Lettere 12 / 02 /2015

Odissea di una nonna
Ho 65 anni, mi ritrovo a fare la pendolare tra Arona e Borgomanero, per motivi che riguarda la maggior parte delle persone come me, mi sposto per fare la nonna, ma per mancanza di mezzi propri sono obbligata ad usufruire dei mezzi pubblici, e, guarda caso, visto che hanno soppresso la linea ferroviaria Arona/Borgomanero, l'unica soluzione è la sostituzione dei pullman, e fin qui è ok, ma, alla soppressione della linea ferroviaria hanno pensato bene di chiudere anche la stazione di Borgomanero, purtroppo i pullman non sono mai in orario, il ritardo è abbastanza notevole tutte le sere, che, povera me e per le persone come me, alle volte anche molto anziane, siamo obbligati a stare in mezzo alla strada, al freddo, sotto l'acqua e alle intemperie, e, quando finalmente arriva il sospirato pullman, che vediamo come un miraggio, siamo quasi assiderati. A questo punto vorrei fare un ringraziamento alla Regione Piemonte, o chi per esso, a chi ha chiuso la stazione e a chi, ha chiuso anche i bagni pubblici, dove l'unico servizio igienico è chiuso è, se devi andare in bagno sei obbligato ad andare nell'unico bar, consumare e chiedere la chiave, altrimenti se non consumi non ti fanno neanche accedere al servizio. Grazie a tutti per questi disservizi, ma chi ne fa le spese, siamo sempre noi comuni cittadini. 
Lettera firmata

Odissea in radiologia
Forse questo non è il luogo più idoneo per questo tipo di reclami, ma non ho più tempo da perdere per cercare questo luogo, invisibile sia fisicamente in ospedale che virtualmente sul web. Il nocciolo della questione è che stamane, 4 febbraio, dopo un anno credo, mi sono recata in radiologia per effettuare una normalissima lastra torace per la quale, telefonando al cup, mi era stato comunicato che non necessitava di alcuna prenotazione, sarebbe bastato presentarsi in radiologia dalle 8 alle 13 con accesso diretto dopo il pagamento del ticket. Ebbene, stamane mi organizzo, la lastra era per mia figlia, quindi la faccio stare a casa da scuola pensando di portarcela non appena terminato l'esame, presumibilmente attorno le 10, avrebbe così perso solo 2 ore di lezione. Io mi organizzo con la chiusura dell'attività che gestisco, arrecando disagio ai clienti e perdendo lavoro, ma consapevolmente, per la salute , soprattutto dei figli, si fa questo e altro. Mi reco quindi in ospedale, parcheggio, pagamento zona 1. Arrivo in reparto, chiedo allo sportello (sono in tre che attendono la mia domanda), e... sorpresa delle sorprese, il servizio è attivo dalle 11 alle 14 o 14 e30 non ricordo nemmeno più, perchè immediatamente il mio cervello ha cominciato ad elaborare questa informazione e contemporaneamente chiedevo alla signora come mai il cup mi avesse dato un informazione sbagliata. La risposta? «Signora è cambiato da lunedì». Come a dire che questo giustificasse che io ho perso lavoro, mia figlia dovrà stare a casa da scuola tutto il giorno e dovrò pagare il parcheggio due volte! Insomma, ma quando questi dipendenti pubblici impareranno a rispettare i cittadini che tra l'altro, sono come loro e gli pagano pure lo stipendio? Forse quando tutto sarà privatizzato perchè i servizi nelle strutture convenzionate funzionano meglio e si ha più rispetto per l'utenza? Fatemi capire per favore.
Alba La Conte

Pipì per strada ed altre nefandezze
Il giorno di sabato 7 febbraio, alle ore 10,30 circa mi stavo recando al cimitero cittadino, attraversando pedonalmente l’inizio della strada di via Curtatone contro la sede della nettezza urbana (Assa). Improvvisamente intravedo un giovane di colore che davanti a tutti i passanti stava urinando contro il muro, prima dei condomini della via. Ho un senso di disgusto. Gli chiedo seriosamente: «Mi scusi ma ci sono i bagni». Mi risponde, maleducato: «Mi scappa, non so dove andare». L’ho compatito. Tengo presente che nel quartiere di Porta Mortata vi sono molti bar aperti a quell’ora di sabato mattina. Detto questo, ho voluto fare questa segnalazione, per la semplice motivazione che è da circa una decina di anni che Novara sta scivolando sempre di più in un degrado urbano intriso di sporcizia e di sporcaccioni che ogni giorno che passa aumentano.
Non voglio creare una problematica razziale, ma soltanto segnalare questi gravissimi atti di estrema maleducazione che creano intorno ad essi un menefreghismo quasi totale; soprattutto degli enti territoriali locali e statali. C’è troppo degrado e sporcizia nella città di Novara! E’ giunto il momento di gridare la rabbia dei cittadini novaresi verso queste incurie locali. Mi auguro che presto gli organi competenti valutino e prendano severe decisioni. Nella fattispecie: 1) padroni che acquistano animali e non raccolgono gli escrementi come invece obbligatoriamente dovrebbero fare!; 2) Sporcaccioni che fanno i loro bisogni davanti alla collettività, senza curarsi che vi sono passanti, donne e bambini che li osservano allibiti!; 3) Cittadini che viaggiano in bicicletta non sulle piste ciclabili, ma in mezzo alla strada creando confusione e problemi per le autovetture.
Alberto Guareschi

Lettere 31.1.2015

Il Musa non rispetta il Codice stradale
In merito al progetto MUSA vorrei segnalare che lo stesso non rispetta l'art. 7 comma 8 del Codice della strada in quanto la proporzione tra parcheggi liberi ed a pagamento non esiste. C’e anche una sentenza della Cassazione civile(116/2007) che dà ragione ad un automobilista che aveva parcheggiato in divieto di sosta per mancanza di parcheggi liberi. 
Mario Turcato

Basta col Musa si protesti per altro
Purtroppo chi vive nella mia città di questi tempi, avverte nell'aria, oltre alle polveri sottili, il profumo di campagna elettorale. Che già da questo periodo sta attanagliando i poveri cittadini novaresi. Scrivo questa lettera poiché, da cittadina novarese, sono stufa di sentire parlare di ogni cosa non vada bene. I buchi nelle strade ci sono da più di vent'anni, signori. Parimenti tante altre problematiche come ho potuto notare nei commenti sui vari social-network. Vi stupisco al prossimo punto: la maggior parte dei NoMUSA, non tutti ci mancherebbe altro, ma la maggior parte lo è perché non ha a genio questa amministrazione. Chi vi urla tanto nelle orecchie, in modo impertinente e fastidioso, non ha davvero bene a mente cosa sia questo piano. Poi potrà anche essere contro, ma basta! Lasciateci vivere. Non si legge altro sui giornali. Vorrei essere critica con i media novaresi, perché non hanno altri argomenti. E' ridotta ad un piano del traffico la mia città? Spero proprio di no. Vorrei tornare a leggere qualcosa di interessante, ma interessante davvero. E come me, sono pronta a scommetterci, così tante altre persone, credetemi.Nel mio palazzo vivono circa 12 famiglie, 7 di queste con bambini, se ne strafregano (scusate l'eloquenza) di questo piano del traffico. Si ha da fare? Si farà, basta, basta, basta!Sono più di 10 anni che Novara è ferma immobile, da questo punto di vista, tutte le macchine aggrovigliate in ogni strada. Se può essere un cambiamento solo il tempo ci darà la dimostrazione.Gente andate a manifestare contro la corruzione, la mafia, il lavoro che manca, la malasanità, la sicurezza nelle scuole. Chiamate la televisione per far notare la mostra meravigliosa del Broletto.Tutto ma non un piano del traffico!
Giulia Canella

Aggressioni  gratuite a Ballarè
Carissimo Direttore, con la presente voglio dire tutta la mia indignazione per la gratuita e aggressiva, oltremodo oltraggiosa e infamante campagna che da tempo monta contro l'amministrazione Ballarè e che è culminata, proprio in concomitanza con la Patronale, con una scritta offensiva nei pressi di Sant'Andrea che non riporto per buongusto. Diciamo basta a coloro che attaccano chi, in un quotidiano e indefesso lavoro di azione, presenza capillare e coraggio sta rimettendo insieme cocci e macerie di una città al collasso economico e sociale. Diciamo basta a chi fa di tutto perché Novara non esca dal vecchiume in cui è sedata da anni di incapacità e vigliaccheria nel non cercare il bene della città anche a scapito del comodo di pochi. Diciamo basta a chi non vuol vedere e non vuol sentire, m a è capace solo di dissentire in modo patetico, gratuito e oltraggioso. A questi tali, da quelli della scritta a quelli che trionfanti hanno ottenuto una  comparsata televisiva nazionale, suggerivano caldamente di salire allo Scurolo del Patrono e implorare la grazia della buona vista e del buon udito, insieme a quella di una buona memoria dei "compagni di merende" che non contenti di aver portato il Comune sull’orlo del crak facendo poi  danni anche in Regione. Prima di tacere esprimiamo solidarietà piena e grande plauso all'amministrazione in carica e in modo tutto speciale al Sindaco e al l'infaticabile Assessore alla Cultura che ha reso Novara un meno spenta e piatta facendola uscire dal grigiore della Nebbia e dei mercatini. Per tutti e per coloro che saranno toccati nel vivo da queste parole Novara si sta dividendo tra " Cui ch'i vedan" e "Cui ch' i vedano mia" io appartengo alla prima categoria. 
Gianfranco Mastrolilli 

I consumatori: Musa da rinviare
Giovedì 29 gennaio si è svolto un incontro tra le Associazioni di consumatori Adiconsum, Adoc, Federconsumatori e il Sindaco di Novara e l’Assessore Giulio Rigotti relativo alle problematiche del progetto MUSA. Le Associazioni di consumatori erano tra i pochi enti ed associazioni a non essere state consultate in tutto l’iter precedente la definizione del nuovo piano dei parcheggi. Le Associazioni presenti all’incontro hanno preliminarmente richiesto un rinvio di 15 giorni dell’entrata in vigore di MUSA: ritardi e difficoltà di ordine tecnico ed organizzativo ad oggi non hanno consentito a tutti coloro che lo desiderano di provvedere per tempo alla acquisizione dei nuovi permessi ed abbonamenti. L’Assessore Rigotti al contrario ha assicurato che in una prima fase di Musa saranno adottati atteggiamenti ‘comprensivi e tolleranti’più tesi alla informazione che alla repressione, rifiutando la proposta di slittamento dei tempi. Le Associazioni dei consumatori hanno espresso consenso all’intento di rendere il centro storico cittadino più vivibile,  e a un sistema di costi crescente per la sosta più prossima al centro storico, avvertendo tuttavia come il sistema di tariffazione proposto sollevi dubbi sulla effettiva riduzione di auto a ridosso del centro storico e del traffico parassitario a ricerca di parcheggio che rischia oltretutto di scaricarsi sulle zone più periferiche della città.Adiconsum, Adoc, Federconsumatori hanno inoltre espresso valutazione negativa sulla contestuale assenza, almeno in via sperimentale e limitata, di collegamenti con mezzi di trasporto pubblico dai parcheggi liberi al centro cittadino.Pur rilevando con favore l’impegno della Amministrazione a salvaguardia dei bilanci di SUN le Associazioni di consumatori rilevano come resti senza risposta la domanda alternativa al veicolo privato di quanti oggi da fuori città o dalle zone più periferiche cittadine si recano a Novara per lavoro.Esse hanno altresì sollecitato una revisione e una riorganizzazione di alcuni aspetti del servizio di trasporto pubblico per conquistare nuova utenza, occupazione nel settore, migliorare gli introiti. La nuova navetta ‘circolare’ prevista in centro città avrebbe potuto essere realizzata per un parcheggio di interscambio.L’Assessore Rigotti ha assicurato l’impegno dell’Amministrazione per la ricerca di soluzioni in tal senso,ribadendo tuttavia come l’attuale situazione dei finanziamenti statali e regionali impedisca nuovi investimenti nel settore.A conclusione dell’incontro si è deciso un nuovo appuntamento entro maggio per un esame congiunto degli esiti della prima fase di monitoraggio del sistema Musa.
Gerardo Manco,  Alessandro Tosi  e Giorgio Albertinale
Per Adiconsum, Adoc e Federconsumatori

Quei rifiuti a Cerano
Negli ultimi giorni la stampa locale ha riportato la segnalazione di un cittadino ceranese corredata da fotografie attestanti l'abbandono di rifiuti in particolare sulla strada sottostante la tangenziale tra le vie Bagno e Crosa; tra i suddetti rifiuti vi sono anche lastre di eternit, notoriamente contenenti amianto quindi pericolose per le persone e nocive per l'ambiente. Come lo stesso cittadino ha sottolineato, la strada in questione è frequentata da Ceranesi spesso a piedi o in bicicletta nonchè da famiglie con bambini in cerca di svago. Da quanto ho avuto modo di apprendere, questi rifiuti starebbero dove segnalato ormai da circa tre anni e la segnalazione è stata fatta all'Amministrazione lo scorso 6 dicembre; personalmente ritengo che la rimozione soprattutto dell'eternit debba essere considerata una priorità e che a tal proposito non si possano trovare scusanti di nessun genere: il sindaco, che detiene anche la delega all'ambiente, ha delle precise responsabilità nei confronti dei suoi concittadini. A tal proposito, ho provveduto a scrivere ufficialmente al primo cittadino ceranese al fine di chiedere che al più presto vengano rimossi i rifiuti di cui sopra. In questo caso la collaborazione da parte dei cittadini, in varie occasioni auspicata, c'è stata: mi auguro che non tardi ulteriormente il riscontro da parte dell'Amministrazione.
Alessandro Albanese
consigliere comunale "Cerano riparte"

Campo nomadi? Problema spostato 
Vorrei porre un quesito al nostro Sindaco. Lei pensa di aver risolto il problema spostando il “campo nomadi” da Viale Kennedy all’area posta frà Via Monterosa e Via Valsesia ? Non posso che rallegrarmi vedendo che nelle immediate vicinanze della mia abitazione stazionano decine di roulotte camper e automezzi vari. Da quello che ho potuto vedere vi abitano giostrai (di cui purtroppo le cronache parlano spesso). Immagini come noi abitanti della zona da allora dormiamo sonni tranquilli. E non capisco perché siano ancora a Novara dato che il Luna Park è traslocato a metà novembre. Non vorrei che lei a seguito di un articolo apparso sul Corriere di Novara il 21 marzo 2014 in cui un gruppo consiliare le faceva delle domande su ciò, abbia preso la decisione di spostare il problema ma certamente non di risolverlo. Vorrei farle anche io delle domande che sono simili a quelle fattele nell’articolo predetto: un nuovo campo nomadi a Novara? La sistemazione dell’area è stata fatta a carico del bilancio del Comune? Chi e chi sono coloro che occupano quell’area? Da chi sono stati autorizzati e con quali modalità? Viene pagata l’occupazione dell’area? Vi sono regolari contratti di fornitura di corrente elettrica e di acqua potabile? Quanto pagano per lo smaltimento rifiuti le famiglie che vi abitano? (chi scrive ha dovuto pagare ben due multe per rifiuti non conformi mentre vedo in quell’area solo un enorme contenitore (“differenziata!”). Come lei ben sa il Sindaco e l’amministrazione comunale sono delegati a risolvere i problemi di Novara e dei suoi abitanti anche se in alcuni casi la propria sensibilità porta o porterebbe ad occuparsi anche di altro, come aiutare i nomadi, cosa che può senz’altro fare ma solo in veste privata e non con i mezzi del Comune. Certo che si prenderà carico di risolvere questo problema (perché problema è) Le porgo i miei saluti 
Claudio Pierfederici 

Meno male che c’è il dialetto
Era ora che si facesse qualcosa per la parlata di Novara! Con queste premesse il riposizionamento dei cartelli stradali (e qui la politica non c’entra) mi sembra ormai doveroso e di poco costo visto che i cartelli Nuara ci sono già. Speriamo in bene 
npn.cri@libero.it

Una storia di licenziamento
Dal vangelo secondo Matteo. Ebbene sì! Sono allibita.  E zitta, forse per sempre. Il giorno 13 ultimo scorso, di buon mattino presso il primo piano del tribunale della città, si è svolta l’udienza davanti il giudice del lavoro, per esaminare la mia richiesta di essere reintegrata nel suo,  di diritto e proprio, posto di lavoro. Posto di lavoro da cui sono stata licenziata il 30 giugno  per volontà di un amminuistratore che avevo sostenuto anche nella sua campagna elettorale. Racconto al giudice come il posto cancellato, il mio, fosse il cuore della biblioteca, che oltre a me c’è solo un’altra persona a catalogare, e non basta a smaltire tutto il lavoro in tempo reale, che il sabato precedente due sezioni erano rimaste chiuse per mancanza di personale, l’altro sabato ce n’era chiusa una, e proprio di sabato, che in ufficio c’è chi non ce la fa a continuare a lavorare per problemi gravi di salute... Mi  fermano e mi accorgo dello sguardo di profondo compatimento  stampato in faccia a tutti, proprio a tutti, coloro che mi stanno attorno.  Poi il dirigente a nome e per conto, mi spiega paziente che la legge è stata applicata in ogni sua riga, virgole comprese, e quindi non ho nessuna possibilità di vincere la causa, né di conciliare alcunché. Ma … il lavoro? Il destino della biblioteca? La qualità dei suoi servizi? Il dovere verso i cittadini? Il silenzio che non era neanche assordante, ma solo e soltanto silenzio, diceva di no, il lavoro della biblioteca, pare, non interessi a nessuno. Se la biblioteca non funziona sono i poveri ad essere penalizzati  perché i ricchi se la cavano sempre. Se la mediateca chiude sono i tapini, quasi tutti immigrati, che il pc non ce l’hanno a casa  propria, a esserne esclusi. E fin qui passi. E’ capibile che uno non si senta in dovere di pensare al destino e alla vita quotidiana dei poveri cristi che santi non lo saranno mai, ma solo e sempre in croce. Ma il resto della città? Dove albergano  i novaresi dell’anno una volta chiuso lo Scurolo di san Gaudenzio e spenti i flash dei giornalisti? Zitti.  Dove stanno di casa i sindacati, non quelli ufficiali, chiaro, ma almeno quelli di base? Zitti. E i ricercatori locali?  E gli insegnanti? E i genitori? E gli studenti? I grilli e le cicale  non cantano più? Zitti. Dunque procediamo tutti quanti , piano piano,  zitti zitti, a Novara, che noi in silenzio dobbiamo stare, ben attenti a parlare sui giornali, per le strade o nelle piazze perché se tu vai in giro a dire che il tuo lavoro ti piace rischi anche una denuncia per bestemmia in luogo pubblico. 
Anna Prandina

Faraggiana: precisazioni
Egregio Direttore, le scrivo in relazione all'articolo dal titolo "Che il Faraggiana torni un teatro per la prosa era nel programma elettorale del sindaco Ballarè"  comparso sul suo giornale il giorno 26 gennaio 2015, nel quale sono chiamato in causa come esempio di personalità novarese del mondo teatrale operante nel panorama nazionale che viene "sistematicamente ignorato" dall'amministrazione comunale e dal teatro della Città. Senza voler minimamente entrare nella discussione di cui si occupa l'articolo citato, desidero precisare che ho sempre collaborato e continuo a collaborare attivamente e con piena positività sia con l'amministrazione comunale, sia con la Fondazione Teatro Coccia. Sono dispiaciuto per essere stato coinvolto, mio malgrado, in questa polemica: per questo le chiedo di pubblicare sul suo giornale questa mia precisazione, in ossequio alla verità dei fatti.
Marco Iacomelli
Direttore Artistico della Scuola del Teatro Musicale Novara

Multe salate cartelli spostati
Buonasera, faccio seguito a quanto vi ho scritto  circa la rimozione forzata della mia vettura su via Pajetta dove non risultava il divieto di sosta. Ho segnalato la cosa al Sindaco, sulla pagina Facebook "Andrea Ballarè Sindaco", in questi termini: “Per un anno con la beneficienza sono a posto: 100 euro ai fratelli Padulo e 28,70 al Comune di Novara ‘X lavori segnaletica’, mi hanno scritto sulla multa. Ovvero ho parcheggiato alle 10 nel parcheggio di via Pajetta gremito di macchine e alle 11 sono comparsi cartelli di divieto di sosta a partire dalle 7. E perché il parcheggio non era già vuoto alle 10? Chiedo a lei signor sindaco, che ha a cuore le opinioni dei suoi cittadini, di invitare i lavoranti a predisporre per tempo la segnaletica di divieto di sosta, di modo che la beneficienza possa essere volontaria e non imposta. Grazie”. La risposta è stata la seguente: "Non so cosa sia accaduto nello specifico del suo caso, ma so che in questi giorni si ripetono atti di sabotaggio dei lavori, con lo spostamento dei cartelli di divieto di sosta. Farò fare qualche verifica". Dunque, se i cartelli sono spostati, è giusto multare il cittadino che non ha trovato divieti nel parcheggio? 
Chiara Silvestri

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Lettere al giornale 29 gennaio 2015 

Urtata... da un’auto
Il giorno 24 dicembre 2014, alle ore 12, in via Sottile angolo Via Marconi, in bicicletta sono stata probabilmente urtata da un’auto, con una conseguente rovinosa caduta. Mi sono trovata per terra senza neppure accorgermi, l’urto con l’asfalto mi ha provocato una frattura all’acetabolo destro con una prognosi di 40 giorni di assoluto riposo. Al momento della caduta, frastornata e concentrata sulla dinamica, mi sono rialzata e, con dolore mi sono incamminata verso casa che dista poche centinaia di metri da via Marconi. Sono sin d’ora molto grata a chi ha assistito all’incidente e può darmi informazioni in merito. Grazie per la collaborazione.
Marta Colombo 

Parcheggio: l’Aso replica
In relazione alla lettera (‘L’odissea della gestante’) pubblicata sull’edizione di sabato scorso, l’azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” precisa quanto segue. La signora lamenta di non aver potuto parcheggiare all’interno dell’ospedale, pur essendo al nono mese di gravidanza, ma essendo accompagnata dalla madre. Le norme che regolano la sosta all’interno del nosocomio consentono l’utilizzo dei “parcheggi rosa”, quelli riservate alle donne durante la gravidanza, a chi è da sola e quindi necessita di lasciare la vettura in sosta. Per tutti gli altri, così come per la signora in questione, viene dato un pass valido 30 minuti, che ha lo scopo di consentire all’accompagnatore di portare la paziente nel reparto previsto, di uscire per parcheggiare (ricordiamo che esiste su viale Turati, a poche decine di metri dall’ospedale, un’area di sosta a prezzo agevolato) e di tornare al “Maggiore”. Non è possibile per ragioni di spazio e di sicurezza, anche se certamente sarebbe molto più comodo per i pazienti, poter posteggiare l’auto all’interno della cerchia ospedaliera. I parcheggi sono limitati e spesso, come accade in questi giorni, il loro numero si riduce a seguito di lavori in corso: per questo motivo vengono rimosse, come è accaduto alla signora in questione,  le auto in sosta non consentita. Ci spiace per i disagi sopportati dalla paziente, ma non è possibile fare altrimenti.
Ufficio Stampa Azienda ospedaliero-universitaria Maggiore della Carità di Novara

Orari, visite e maleducati
Ho deciso di scrivere questa lettera perché sono stato costretto a recarmi all'ospedale di Novara e sono rimasto allibito dalla disorganizzazione e dalla maleducazione dei suoi dipendenti. Dopo aver passato 6 ore al Pronto soccorso prima di essere visitato per un incidente stradale, mi è stato detto di recarmi dopo 10 giorni al reparto traumatologia per effettuare un controllo. Prima di andare a fare la visita, ho chiamato il centralino per informarmi sugli orari del reparto: mi sono stati passati ben 4 operatori, prima di riuscire ad avere l’informazione, ovvero che è possibile effettuare le visite senza prenotazione dalle ore 8 alle 19. A quel punto ci siamo recati in ospedale alle ore 13: per puro caso incontriamo un’operatrice fuori servizio e ci viene detto che non è possibile fare nessuna visita e gli orari sono dalle 8 alle 11, aggiungendo inoltre che il centralino non è al corrente degli orari dei reparti, consigliandoci di tornare il giorno seguente nelle prime ore del mattino. L’indomani, ovvero un sabato mattina, alle ore nove ci rechiamo in traumatologia e un infermiere molto maleducato, inizia ad urlare: “Cosa fate voi qui, oggi non lavora nessuno, andate via, qui carta canta, oggi solo urgenze, l'ufficio è chiuso!”. A quel punto li faccio sfogare, poi gli spiego la situazione, ma lui continua ad urlare e mi ripete che il centralino non sa niente, non conosce gli orari, dandoci anche dei bugiardi. Sono veramente inorridito dalla mancanza di rispetto nei confronti di una persona malata e dalla disorganizzazione generale.
Paolo Morasco

Condannato non assolto
Caro Direttore, egregi Lettori, per un imperdonabile errore, nel mio articolo “Il giorno in cui a Gattico Nicolazzi festeggiò i suoi primi novant'anni”, apparso sabato 24 gennaio, scrivo tra l'altro della vicenda giudiziaria che l'ex ministro ha affrontato con grande dignità e concludo dicendo che fu assolto dalle accuse mossegli. Ebbene questo è falso, Nicolazzi fu infatti condannato in via definitiva dai giudici della sesta sezione penale della Cassazione a cinque anni di reclusione, due dei quali condonati, confermando la pena precedentemente inflitta dalla Corte d'Appello di Roma nel novembre del '93. Il mio dovere di cronista mi impone di ristabilire la verità e scusarmi per lo “svarione”, di cui sono l'unico responsabile, in primo luogo con i lettori quindi con l'intero giornale, nella convinzione che riconoscere i propri sbagli sia uno dei primi doveri  di chi  opera nel mondo dell'informazione. Seppur condannato per concussione, rimane comunque il fatto che la Guardia di Finanza ha accertato che Franco Nicolazzi non ha percepito una lira. 
Franco Tosca
 
Il messaggio Gaudenziano
Ringrazio infinitamente, di cuore, per aver deciso di pubblicare la mia " ispirazione gaudenziana " il 22 gennaio, in concomitanza con la nostra Festa Patronale , dandole risalto con una bella "veste editoriale". La stessa composizione è stata anche presentata pubblicamente il 18 gennaio a Borgomanero, nell'ambito del XII compleanno dell’Antica Cunsurtarija dal Tapulon (di cui faccio parte, in qualità di “Comes”), e ha riscosso un notevole successo condito dagli unanimi apprezzamenti degli ottanta Commensali. Vi voglio, inoltre, sottolineare il successo della Poesia Gaudenziana 2015, anche in ambito cittadino : ho ricevuto, infatti, moltissimi complimenti... anche dal canonico Don Natale Allegra salutato all'interno della Basilica di San Gaudenzio, nel giorno dell'apertura ufficiale dello Scurolo (dal quale ho visto fuoriuscire... “una luce potente”) . Mi auspico che il  “messaggio gaudenziano” sia entrato  nei cuori  degli innumerevoli lettori della testata, nel pieno rispetto e nella comune difesa dei veri valori supportati dalla tradizione della nostra città.  
Alberto Gavinelli

Articolo di: giovedì, 13 gennaio 2011, 9:24 m.

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