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martedì, 12 dicembre 2017
 
 
Articolo di: sabato, 18 novembre 2017, 9:50 m.

La "Carta del bambino nato prematuro” è realtà all'ospedale Maggiore

Nel 2016 in Italia nati 32.000 bimbi pretermine

NOVARA - Ieri, 17 novembre, è stata la Giornata mondiale del neonato prematuro. Nel 2016 in Italia sono nati circa 32.000 neonati pretermine, il 6,7% di tutti i nuovi nati: tanto più bassa è la loro età gestazionale, tanto maggiore è l'assistenza necessaria, che può essere molto impegnativa sia per i medici sia per i genitori, e non soltanto dal punto di vista terapeutico.
Per garantire ai neonati prematuri il diritto prioritario di usufruire, nell'immediato e nel futuro,  del massimo livello di cure e di attenzioni congrue alla loro condizione è nata dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni di genitori, mondo accademico, comunità scientifica e impresa privata la “Carta del bambino nato prematuro”.
 
Prendendo spunto da questa “Carta”  gli specialisti della struttura complessa “Terapia intensiva neonatale”, dell'Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara, diretta dalla dottoressa Federica Ferrero, hanno cercato di mettere in atto alcuni dei punti principali della Carta: il neonato prematuro ha diritto al contatto immediato e continuo con la propria famiglia, dalla quale deve essere accudito. A tal fine nel percorso assistenziale deve essere sostenuta la presenza attiva del genitore accanto al bambino, evitando ogni dispersione tra i componenti del nucleo familiare; ogni neonato prematuro ha diritto ad usufruire dei benefici del latte materno durante tutto la degenza e, non appena possibile, di essere allattato al seno della propria mamma; il neonato prematuro ricoverato ha il diritto di avere genitori correttamente informati in modo comprensibile, esaustivo e continuativo sull'evolvere delle sue condizioni e sulle scelte terapeutiche; il neonato prematuro ha il diritto di avere genitori sostenuti nell'acquisizione delle loro particolari e nuove competenze genitoriali; il neonato prematuro ha diritto alla continuità delle cure post-ricovero, perseguita attraverso un piano di assistenza personale esplicitata e condivisa con i genitori, che coinvolga le competenze sul territorio e che, in particolare, preveda, dopo la dimissione, l'attuazione nel tempo di un appropriato follow-up multidisciplinare, coordinato dall'equipe che lo ho accolto e curato alla nascita e/o che lo sta seguendo.
Migliorare la qualità delle cure riservate al neonato pretermine vuol dire umanizzarle, avendo come obiettivo il massimo rispetto del bambino che vive e cresce in Unità di Terapia Intensiva e dei suoi genitori. 
L'accesso al reparto, garantito ai genitori 24 ore su 24, è un aspetto ineludibile dell'assistenza al nato pretermine. 
Superato l'impatto di un ricovero in condizioni impreviste e in ambienti non familiari, il genitore deve quanto prima avere la sensazione di “trovarsi a casa”.
Ogni cura, ogni accorgimento devono essere presi per aiutare i genitori a superare il traumatico impatto con una realtà sino a quel momento neppure immaginata.
Nella struttura di “Terapia intensiva neonatale” dell'ospedale di Novara  si è  cercato di supportare questo difficile periodo dei genitori che hanno un bambino prematuro  ricoverato in reparto per alcuni mesi, in modi diversi: entrambi i genitori hanno accesso al reparto 24 ore su 24 e possono fare la marsupioterapia (contatto pelle a pelle neonato-genitore) per alcune ore tutti i giorni. 
Per i neonati ricoverati più a lungo l'accesso è aperto anche ai fratelli e ai nonni.
In carenza del latte materno è previsto il trasporto e  quindi dell'utilizzo del latte donato e pastorizzato presso la “Banca del latte” di Vercelli.
Una psicologa si occupa delle mamme in condizioni di particolare  difficoltà; una pedagogista, con frequenza settimanale, è a disposizione dei genitori al fine di valorizzare le competenze genitoriali, favorendo un maggior coinvolgimento delle famiglie per prevenire situazioni di disagio e isolamento; una neonatologa, in collaborazione con la pedagogista, organizza  incontri con  gruppi di genitori: questo spazio di parola aiuta i genitori a capire che cosa accade a loro e al loro bambino, ponendo le basi per essere e pensarsi genitori dopo il ricovero. 
Il gruppo favorisce lo scambio e il confronto fra genitori e fra genitori e personale del reparto, e rappresenta una risorsa importante sia per veicolare informazioni medico-assistenziali, sia per chiarire piccoli e grandi dubbi sulla gestione delle problematiche connesse alla nascita pretermine; le volontarie dell'associazione “Neo-N” prestano quotidianamente il loro aiuto in reparto, sostenendo i genitori  dal punto di vista pratico, organizzativo e relazionale.

Articolo di: sabato, 18 novembre 2017, 9:50 m.

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