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giovedì, 23 novembre 2017
 
 
Articolo di: mercoledì, 10 maggio 2017, 3:29 p.

Industria manifatturiera novarese: avvio d'anno positivo

"Gli imprenditori hanno ritrovato la fiducia verso il futuro"

NOVARA - Apertura d’anno positiva per l’industria manifatturiera novarese che tra gennaio e marzo 2017 evidenzia un aumento della produzione, cresciuta del +5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un incremento su base annua anche del fatturato, in ascesa del +4,1%.
La 182a “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” vede Novara posizionarsi al secondo posto nella classifica delle performance provinciali piemontesi relative alla produzione, che risulta guidata dal Torino (+5,9%) e che evidenzia risultati positivi per tutti i territori, con una media regionale pari al +4,5%.
L’indagine ha coinvolto nel Novarese 163 imprese, per un totale di circa 8.700 addetti ed un fatturato superiore ai 2,6 miliardi di euro.
«L’avvio d’anno evidenzia una maggiore stabilità degli indicatori e risultati più omogenei anche a livello settoriale» commenta Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara. «Rispetto alle precedenti rilevazioni si riscontra, in particolare, una ritrovata fiducia degli imprenditori verso il futuro, con aspettative di crescita di tutti gli indicatori economici per l’attuale trimestre. In questo momento non deve mancare il supporto allo sviluppo e alla competitività delle imprese – aggiunge Comoli – Dall’approfondimento dell’indagine dedicato al Piano nazionale industria 4.0 emerge infatti che la maggior parte degli intervistati non conosce in dettaglio le opportunità previste dalla misura, individuando nella mancanza di risorse economiche e competenze interne i principali limiti all’innovazione. Su questo fronte il sistema camerale, in accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico, sta lavorando per la creazione di Punti d’Impresa Digitale presso ogni camera di commercio che, assieme ad altri soggetti attivi nel Piano e nell’ambito dell’Agenda Digitale, daranno così vita ad una vera e propria rete di sostegno finalizzata a favorire l’innovazione digitale delle piccole e medie imprese attraverso servizi di informazione, formazione e assistenza tecnica».    

Il metalmeccanico si conferma il principale sostenitore dell’incremento complessivo della produzione industriale, con un incremento ben a due cifre, pari al +11,4%, che sale al +11,9% considerando le sole rubinetterie. Ampiamente positivi, seppur più moderati, anche i risultati conseguiti da tutti gli altri settori di attività economica, con l’unica eccezione dell’alimentare che evidenzia un calo produttivo del -1,9%.

Risultati analoghi si riscontrano anche per quanto riguarda il fatturato: rispetto al primo trimestre 2016 il valore delle vendite è infatti salito del +4,1% a livello complessivo, grazie in particolare alla crescita del metalmeccanico, che registra un incremento del +9,4% (con un aumento ancora superiore per le rubinetterie, pari al +11,8%), cui si aggiungono le performance positive della chimica-gomma-plastica (+5%) e del tessile-abbigliamento (+1,2%), mentre scende il fatturato dell’alimentare (-3,3%).
Il focus sul fatturato realizzato verso clienti esteri evidenzia indicatori ancora più favorevoli, con un aumento generale che sfiora il +7% grazie ai contributi positivi di tutti i settori, che vanno dal +10,8% della chimica-gomma-plastica al +1,4% dell’alimentare.

L’analisi della domanda evidenzia miglioramenti sia sul fronte delle commesse interne, in aumento del +3,4% rispetto all’anno precedente, sia su quello degli ordinativi dall’estero, che crescono del +9,6%. Ancora una volta il metalmeccanico si conferma il comparto trainante, con valori di crescita del +7,1% per le commesse interne e del +12,7% per quelle estere, che, nell’ordine, si attestano al +13,4% e al +11,1% per la rubinetteria e il valvolame. Soddisfacenti anche le performance degli altri settori di attività economica per quanto riguarda il mercato estero, con risultati compresi tra il +7% della chimica-gomma-plastica e il +2% dell’alimentare. Appaiono più eterogeni, invece, i risultati relativi agli ordinativi domestici, che vedono in calo sistema moda (-1,4%) e alimentare (-4,5%). 

A livello generale per il periodo aprile-giugno 2017 gli imprenditori novaresi esprimono aspettative più favorevoli rispetto ai trimestri precedenti. I saldi di opinione complessivi vedono prevalere gli ottimisti rispetto a tutti i principali indicatori: produzione (+8,9%), fatturato (+10,9%), ordinativi interni (+11,1%) ed ordinativi esteri (+7,3%), anche se in quest’ultimo caso va comunque considerato che la metà degli intervistati si attende un andamento stabile della domanda oltreconfine.
Le intonazioni positive sono condivise da tutti principali settori, con l’unica eccezione del sistema moda, che prevede risultati al ribasso per ciascuno degli indicatori, mentre la chimica-gomma-plastica vede prevalere prospettive pessimiste in riferimento alla sola domanda estera.

Alla domanda “L’impresa conosce in maniera sufficientemente dettagliata il Piano nazionale Industria 4.0?” il 75% del campione intervistato ha risposto in maniera negativa. In particolare i principali ostacoli all’introduzione di innovazioni tecnologiche sono individuati nella mancanza di risorse, sia in termini economici (indicata nel 40% dei casi) sia intesa come insufficiente know-how del capitale umano presente all’interno dell’azienda (26%). Poco meno di un quarto degli intervistati afferma comunque di non riscontrare la necessità di investimenti 4.0 per il proprio settore di attività, mentre per oltre un quinto del campione la scarsità di informazioni circa le potenzialità delle tecnologie 4.0 rappresenta un limite all’innovazione.

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Articolo di: mercoledì, 10 maggio 2017, 3:29 p.

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