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Articolo di: martedì, 20 settembre 2016, 12:22 p.

Il presidente della Caritas Italiana ha inaugurato la casa “Padre Turoldo” di Borgomanero

Fuori programma il Cardinale visita la roulotte di un senza dimora per dare una benedizione

BORGOMANERO  - Borgomanero ha una nuova realtà di housing sociale. Si tratta della casa “Padre David Maria Turoldo”, dell’associazione Mamre. I locali sono stati inaugurati domenica dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Caritas Italiana. Il prelato ha fatto anche un fuori programma, raccogliendo l’invito di un uomo senza fissa dimora di recarsi nella roulotte, che – suo malgrado – è diventata la sua casa, per benedirla.

Il nuovo spazio abitativo è stato collocato nei locali soprastanti il circolo Anspi di via Manzoni a Santo Stefano di Borgomanero. Sarà dedicato alle donne che, dopo essere state accolte in altre strutture, iniziano a sperimentare l’autonomia. Questa, del resto, è la missione di Mamre da 18 anni, quando cioè entrò in attività casa “Piccolo Bartolomeo”: «Quel giorno l’allora Vescovo di Novara, monsignor Renato Corti, ci disse: disse: “Ogni persona che accoglierete sarà un angelo di Dio, anzi Dio stesso”» ricorda il presidente Mario Metti. In quasi due decenni hanno vissuto nel complesso di via Ignazio Fornara oltre 300 donne e sono nati 36 bambini. Da allora l’associazione ha aperto anche le case  “Suor Maria Serena”, “Don Luciano Lilla” e “Dom Mario Zanetta”. Nell’ultimo anno e mezzo Mamre si è concentrata in particolare sull’accoglienza degli uomini senza dimora, per la gran parte italiani tra i 55 e i 65 anni, e le giovani donne richiedenti asilo. 

La scelta d'intitolare il nuovo housing sociale al frate dell'ordine dei Servi di Maria Turoldo non è stata casuale, come spiega Metti: «È stato un testimone del Vangelo e della speranza dentro la storia, aspetti ancora più significativi in un tempo complesso come l'attuale in cui la violenza assume diversi volti impliciti ed espliciti su minori, donne, anziani, immigrati e profughi, in cui la guerra ha ritrovato centralità e in cui in tanti naufragano nel gioco d’azzardo, nell’alcool o nelle droghe». La targa di dedica è stata realizzata dall’artista Annita Nisida Giannieri e scoperta dal cardinal Montenegro che ha detto: «Questa sera stiamo “assaggiando” un mondo nuovo. Quel mondo nuovo di cui è simbolo anche Lampedusa. So che qui in Piemonte l'inverno è il tempo del freddo, dei cappotti. Invece da noi giù in Sicilia capita che già prima di Natale compaiono le prime gemme dei mandorli e così siamo indotti a pensare alla primavera anche se è distante ancora tre mesi: la forza della speranza. Purtroppo spesso il pessimismo dominante ci fa vedere tutto nero, ma è importante credere che, posando un mattone dopo l'altro, una “pietra viva” dopo l'altra, le cose possono cambiare».

All’inaugurazione si è esibito anche il coro gospel “The dynamite” composto da giovani profughe, che ha consegnato al cardinal Montenegro una lettera speciale: «Ringraziamo ogni giorno Dio con la preghiera e con il canto per essere arrivate vive in Italia e avere avuto la possibilità di ricominciare una nuova vita. Da quando siamo ospiti di casa “Piccolo Bartolomeo” ci siamo esibite in vari luoghi e la nostra voce è stata anche la voce di chi, partito dalla propria terra come noi, non è sopravvissuto. Ma il nostro sogno è andare a Roma e offrire il nostro canto a papa Francesco». 

Anche questa nuova realtà “vivrà” pure della generosità dei borgomaneresi. A loro l’associazione Mamre ha lanciato in questi giorni un appello per raccogliere generi di prima necessità, in particolare: mele, olio, dadi, cipolle, limoni, carne di pollo, shampoo, tonno e passata di pomodoro. 

l.pa.


Articolo di: martedì, 20 settembre 2016, 12:22 p.

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