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sabato, 21 ottobre 2017
 
 
Articolo di: venerdì, 14 aprile 2017, 9:50 m.

I risicoltori da Novarese e Vco a Roma

Baudo: "Necessari interventi comunitari nei confronti delle importazioni incontrollate"

NOVARA-VCO – Oltre 600 i risicoltori provenienti da tutto il Piemonte e in gran parte dalle province di Novara e Vco, con la presidente della Coldiretti regionale Delia Revelli, il presidente della Coldiretti interprovinciale Sara Baudo, il presidente di Coldiretti Vercelli-Biella con delega al settore risicolo Paolo Dellarole ed il Delegato Confederale Bruno Rivarossa hanno partecipato ieri alla manifestazione davanti al Ministero delle Politiche Agricole, a Roma, per salvare il riso italiano.

Dall’aumento del 346% degli arrivi dal Vietnam al +34% dalla Thailandia: mai così tanto riso straniero è arrivato in Italia come nel 2016. Una vera invasione da oriente da cui proviene quasi la metà delle importazioni che hanno raggiunto il record storico di 244 milioni di chili. E’ quanto è emerso dal Dossier #SosRisoItaliano, elaborato da Coldiretti su dati Istat, e presentato nel corso della manifestazione dal presidente Roberto Moncalvo. Sotto accusa c’è l’introduzione da parte dell’Ue del sistema tariffario agevolato a dazio zero per i Paesi che operano in regime EBA, con il riso lavorato importato in Europa senza essere sottoposto a dazi che è passato dal 35% del 2008/2009 al 68% del 2015/2016, secondo l’analisi di Coldiretti.

“E’ insostenibile questa situazione per i nostri risicoltori - spiega Dellarole - Il fatto che i dazi non vengano più pagati sta agevolando solo le multinazionali del commercio e a farne le spese, invece, sono le imprese risicole”.

“Servono tempestivi ed efficaci interventi comunitari nei confronti delle importazioni incontrollate, che prevengano il rischio di perdite economiche per i risicoltori e non agiscano dopo che i danni si sono già verificati - aggiunge il presidente di Coldiretti Novara Vco Baudo - In tal senso, è necessario attivare la clausola di salvaguardia per il ripristino dei dazi”.

La presidente di Coldiretti Piemonte Revelli commenta: “Con oltre 116 mila ettari, 1.100 aziende ed una produzione di 8 milioni di quintali il Piemonte rappresenta la più importante realtà risicola. Realtà che va difesa e sostenuta con tutti gli sforzi necessari, come sta facendo la nostra Organizzazione. Ben venga, quindi, quanto annunciato dal Ministro Martina questa mattina rispetto al fatto di essere pronti a sperimentare lo strumento dell’etichettatura d’origine in Italia, in attesa del via di un provvedimento europeo. Al fine di garantire la tracciabilità e la trasparenza, come chiedono i consumatori, è opportuno attivare accordi di filiera sul nostro territorio: solo così si avrebbe la certezza di portare in tavola riso 100% Made in Piemonte”.

“Purtroppo nel comparto esistono ancora comportamenti obsoleti – sottolinea il Delegato Confederale Rivarossa – l’Ente Risi così come sta operando oggi non ha alcun significato ed, anzi, ha abbandonato il suo ruolo di difesa delle produzioni di riso Made in Italy, piegandosi alle logiche delle lobby industriali. Un sistema, quindi, che va totalmente rivisto al fine di dare un vero impulso alla risicoltura nazionale e piemontese”. 

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Dellarole - Rivarossa - Benedetti - Baudo.JPG

Moncalvo e  ministro Martina.JPG

Origine riso italiano.JPG

Sara Baudo.JPG

Articolo di: venerdì, 14 aprile 2017, 9:50 m.

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