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martedì, 24 ottobre 2017
 
 
Articolo di: lunedì, 17 luglio 2017, 11:32 m.

Dopo secoli, il lupo ritorna in pianura

Un esemplare avvistato nel parco del Ticino

CAMERI - Per ora non sembra aver varcato il Ticino. Ma «la presenza di un lupo nei nostri territori sarebbe davvero una notizia. Mai, da quando sono qui, si è verificato un avvistamento così preciso e documentato». Parola del direttore del Parco naturale della Valle del Ticino e del lago Maggiore, Benedetto Franchina. Peraltro, sono secoli che nelle pianure del Novarese i lupi sono scomparsi, considerati animali nocivi e cacciati. 
Qualche anno fa era capitato di trovare delle impronte nella zona di Fontaneto d’Agogna, ma nulla di più. Ora invece il grande carnivoro è stato fotografato, a due passi da noi. «I colleghi del Parco lombardo sono certi si tratti di un lupo. E se  è stato avvistato a Magenta è molto probabile che abbia fatto anche qualche “passaggio” in terra piemontese. Insieme a loro, e all’Università di Milano Bicocca e di Pavia, stiamo monitorando già da qualche mese il territorio, vagliando le segnalazioni». 
Tanti sono ancora gli elementi su cui far luce. Oltre a capire se si tratti veramente di un lupo, e non di qualche cane selvatico,  «bisognerà verificare se sia presente un solo esemplare e  cercare di spiegare da dove sia arrivato - aggiunge Franchina - Due sono le ipotesi: che sia risalito da sud, e quindi dagli Appennini attraversando il Po (cosa possibile, dal momento che i lupi sono abili nuotatori), oppure - come pare più probabile - che sia sceso dalle Alpi. E in quel caso avrebbe dovuto necessariamente attraversare il territorio piemontese». Tutti dubbi che sarà possibile dirimere attraverso gli elementi scientifici forniti dall’analisi di campioni di escrementi e del Dna.
In ogni caso, il ritorno del lupo in pianura fa parlare. Ed è, secondo il direttore del Parco, «una bella notizia. La presenza di questi carnivori è infatti un importante indice sulla qualità del territorio del Parco e testimonia un ambiente ad alta biodiversità. Peraltro, in queste zone il cibo certo non gli mancherebbe, visto l’alto numero di cinghiali ed ungulati».

Laura Cavalli

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Articolo di: lunedì, 17 luglio 2017, 11:32 m.

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