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Articolo di: sabato, 17 novembre 2012, 8:14 m.

Continuano i danni provocati dai cinghiali agli agricoltori

Colpiti il Medio Novarese e la Valsesia

NOVARA - Il “bollettino di guerra” non si ferma e, da un capo all’altro del Medio Novarese, continuano ogni settimana a susseguirsi decine di segnalazioni di imprese agricole che denunciano danni provocati dai cinghiali.

Dall’Ovest Ticino fino al Borgomanerese, si tracciano i bilanci di una stagione disastrosa, “che ha visto – di fatto – i cinghiali – spiega Coldiretti - seminare distruzione nei campi delle due province”. 

L’ultima segnalazione, in ordine di tempo, giunge dalla sezione intercomunale Coldiretti di Borgomanero-Briga-Novarese-Cureggio-Comignago-Veruno–Gattico, presieduta da Gianluca Medina, che subito si è messo al lavoro sulla problematica, con un attento monitoraggio che indica come gli ungulati  continuino a devastare i campi coltivati a foraggere, in particolare nelle località Boscarolo e Molino Vaglio.

“La stagione dei raccolti volge al termine ma quest’anno i cinghiali continuano a mietere danni, dai castagneti ai campi e prati destinati alla fienagione” dice il direttore della Coldiretti interprovinciale di Novara-Vco Gian Carlo Ramella.

“Inoltre, è il momento dei bilanci, che sono pesantissimi per le imprese: alcune hanno visto raddoppiati i danni nei propri campi. Per molti, ormai, la distruzione dei raccolti è una drammatica consuetudine che si ripete di anno in anno, a fronte di risarcimenti che tardano ad arrivare: ricordo che moltissimi agricoltori stanno ancora aspettando il ristorno dei danni per il 2010 e che la loro pazienza è stata più che abbondante”.

In tutta l’area del medio ed alto novarese il contenimento degli ungulati è divenuto insufficiente e, nel contempo, gli stessi Atc sono obbligati a periziare i danni causati dalle specie selvatiche, senza però garantire il risarcimento alle imprese danneggiate, a causa del mancato trasferimento delle risorse economiche necessarie da parte della Regione Piemonte.

Nel caso delle foraggere, prati stabili o avvicendati, è un continuo distruggere e ripristinare, con il risultato di una fienagione compromessa o totalmente, o in parte.

Il problema è di estremo rilievo nelle aree protette, in particolare in quella del Parco del Ticino: ma non solo. “il danno è ovunque, anche fuori parto, e sta compromettendo l’operatività delle imprese agricole in una fascia di territorio amplissima, da Divignano, a Comignago e Cressa,  da Suno a Vaprio e Bogogno da Mezzomerico a Marano Ticino e, più a ovest, nell’ampia fascia che da Borgomanero, Maggiora, Boca, Fontaneto e Cavallirio si spinge sino a Romagnano e alla Valsesia. E il problema è altrettanto marcato nel Vco”, aggiunge il direttore Ramella. “Lo ripeto ancora una volta: le  nostre aziende rischiano la chiusura, il mondo della politica continua a non dare risposte adeguate e i cinghiali se la ridono: se non si comprenderà finalmente che il ruolo dell’agricoltura deve essere considerato componente fondamentale del nostro ecosistema, ogni equilibrio rischia di saltare”. 

Per la Coldiretti interprovinciale, quindi, “occorre davvero ad iniziare a pensare e predisporre la gestione del problema cinghiali in modo diverso: le misure attivate fino ad oggi per 'sradicare' questa emergenza non sono sufficienti e quindi bisogna correggere il tiro. Serve un'azione coordinata di Regione, Provincia e Parco da portare avanti in modo comune e condiviso con la rappresentanza agricola. E' inaudito che ancora oggi le imprese continuino ad avere campi devastati, coltivazioni distrutte, danni alle aziende e che anche i cittadini debbano affrontare i pericoli legati alla presenza incontrollata di questi animali, che anche nel corso di quest’anno hanno già provocato decine di incidenti sulle strade delle due province”.

Monica Curino

Articolo di: sabato, 17 novembre 2012, 8:14 m.
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Tags: cinghiale, cinghiali, coldiretti, distruzione, raccolti, ramella

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