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Articolo di: martedì, 27 settembre 2011, 6:32 p.

Aggiornato all’8 novembre il processo all’ex carabiniere, reo confesso dell’omicidio di Simona

Martedì, Sainaghi davanti al Gup

NOVARA – Si è protratta per poco più di tre ore, questa mattina, martedì 27 settembre, dalle 10,25 a poco dopo le 13,30, in Tribunale a Novara, l’udienza davanti al gup Claudio Siclari, per Luca Sainaghi, il 29enne carabiniere, reo confesso dell’omicidio dell’ex fidanzata, Simona Melchionda, giovane che risiedeva a Oleggio con la famiglia.

L’ex carabiniere ha dovuto rispondere alla accuse di omicidio volontario aggravato e premeditato, sottrazione di cadavere e detenzione illecita di proiettili del poligono militare.

Nell’udienza, il 29enne ha voluto essere interrogato, “per raccontare – ha spiegato il suo legale, l’avvocato Piero Monti del Foro di Alessandria – cosa è successo. In una sorta di dovere nei confronti dei genitori di Simona, ha raccontato la verità”.

Nel corso dell’interrogatorio, l’omicida avrebbe evidenziato come il suo agire fosse stato spinto dalla sua compagna, Ilaria Mortarini, residente a Lisanza, nel Varesotto. L’ex carabiniere ha ricostruito quanto accaduto quella sera del 6 giugno 2010, quando Simona fu uccisa sullo spiazzo del cimitero di Divignano. Non avrebbe ben chiarito le ragioni del fatto, ma sembrerebbe che possa aver agito per tutelare la famiglia che aveva costruito con Ilaria, per ‘rasserenarla’ del fatto che avesse trascorso una vacanza in Giamaica con la 25enne di Oleggio.

In aula, oltre al pm Nicola Serianni, anche i famigliari di Simona, papà Leonardo, mamma Giovanna e il fratello Roberto, che hanno dovuto ascoltare tutta la ricostruzione fatta dal 29enne. “Non ha mai chiesto scusa, non abbiamo visto alcun pentimento nei suoi occhi. Ha raccontato – hanno detto – come ha ucciso Simona quasi come se stesse raccontando qualsiasi altra cosa, normale e quotidiana. Era freddo. Ha detto che si è rovinato, ma siamo noi che siamo stati rovinati, senza una figlia, uccisa in un modo peggio che un animale”.

Tra le altre cose, l’assassino avrebbe detto anche come la sera del delitto fosse rientrato a casa con gli abiti sporchi di sangue e di come la compagna l’avrebbe aiutato a cambiarsi. La donna le avrebbe anche detto che non doveva pentirsi di quanto fatto.

Nei corridoi del Tribunale anche le amiche di Simona, e altri parenti. Le amiche hanno preparato alcuni striscioni con le foto della giovane: “No sconto di pena, perché non se lo merita” e altri in cui si chiedeva ampiamente giustizia per una morte così atroce per una giovane.

Durante l’udienza è stata ammessa alla costituzione della parte civile anche il Comune di Oleggio. La sentenza è stata, quindi, aggiornata all’8 novembre, quando, probabilmente, arriverà la sentenza.

Il processo è con rito abbreviato, procedimento che prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

Monica Curino

Articolo di: martedì, 27 settembre 2011, 6:32 p.
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Tags: sainaghi, melchionda, monti, mortarini, omicidio, divignano

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