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Articolo di: sabato, 22 ottobre 2016, 7:56 m.

“Memc”, da 40 anni leader del silicio

«Nel 2018, grazie al raddoppio dello stabilimento, avremo 100 posti di lavoro in più»

NOVARA - Lo stabilimento di Novara della Memc Electronic Materials Spa, azienda del gruppo SunEdison Semiconductor, ha tagliato il traguardo dei 40 anni di attività. Lo scorso fine settimana la ricorrenza è stata celebrata insieme alle autorità locali e con un open day riservato dipendenti e alle loro famiglie, presso il sito di viale Gherzi 31. Venerdì scorso ad accogliere gli ospiti è stato il presidente Mauro Pedrotti che ha ripercorso le tappe più significative degli ultimi 4 decenni: «L’attività di produzione di fette di silicio lucidate  è iniziata nel 1976 con il nome Smiel affiancandosi allo stabilimento di Merano operativo da qualche anno - ha ricordato -  Nel 1980 Montedison, prima proprietaria, ha ceduto lo Smiel alla Dynamit Nobel Ag, che ne ha cambiato la denominazione in Dns. Nel 1987 si è aggiunto il reparto epitassia e l’anno seguente la proprietà è passata alla Huls che nel 1989  ha acquisito anche la Memc costituendo un’azienda leader nel mercato dei semiconduttori. Nel 1989 ha anche visto la luce la prima fetta lucidata da 200 mm». Pedrotti, arrivando agli anni più recenti, ha proseguito: «Nel 2007 il sito di Novara ha raggiunto l’autosufficienza energetica grazie alla costruzione di un impianto  interno di cogenerazione di energia elettrica partendo da gas metano. Nel 2015 abbiamo iniziato una nuova fase espansiva che, in tre anni, porterà quasi al raddoppio  della produzione di fette da 200 mm lucidate ed epitassiate sostituendo quella di fette da 150 mm. Il cambio di nome della casa madre, oggi Sunedison Semiconductor, ha completato il nuovo assetto societario. Più dei nomi contano le persone». Il direttore dello stabilimento Marco Sciamanna ha aggiunto: «Prima del 2000 c’era stato un boom del silicio, negli anni seguenti una contrazione e lo spostamento della produzione verso l’Asia. Questo stabilimento ha vissuto anche una parte oscura, con la perdita di posti di lavoro. Per rilanciarlo nel tempo abbiamo dovuto fare qualcosa di diverso, abbassando i costi dell’energia e intraprendendo una sfida sulla retribuzione delle persone (oggi i dipendenti sono circa 650, di cui 400 in produzione, 200 a giornata e 50 nello staff) variabilizzandola. Lo scorso mese di giugno abbiamo interrotto la produzione dei dischi da 150 mm, che coinvolgeva 180-200 persone. Oggi lavorano ancora qui e grazie al raddoppio della capacità dello stabilimento entro il 2018  avremo anche un centinaio di posti di lavoro in più: un quarto tecnici, i restanti in produzione. Lo scorso 30 settembre è stato chiuso lo stabilimento in Malesia, da cui arriveranno nuove macchine da far fruttare qui, puntando sulla tecnologia e sulla qualità italiana. Oggi siamo a metà dell’espansione». William Dunningan, responsabile degli stabilimenti del Gruppo Sunedison Semiconductor, ha evidenziato come la scelta di puntare sull’Italia e su Novara sia legata «all’obiettivo di un prodotto di qualità e al talento delle persone, grazie alle quali essere competitivi». Anna Chiara Invernizzi, vicepresidente  dell’Associazione Industriali di Novara, ha rimarcato: «La Memc rappresenta una scuola di impresa sia per la visione strategica dimostrata da un management illuminato sia a livello di innovazione di prodotto e di processo, anche tramite la Lean organization. Parliamo di una multinazionale in grado di aprire le porte ai giovani e di confrontarsi con le complessità di un quartiere per cui Memc è stato un alleato educativo». Il sindaco Alessandro Canelli ha ringraziato il gruppo «per la scelta di spostare la produzione dalla Malesia a Novara scommettendo sul nostro territorio, che dal punto di vista occupazionale sta soffrendo. L’amministrazione comunale vuole collaborare a rilanciare l’occupazione, stiamo lavorando ad un progetto che presenteremo anche qui. Novara è dentro la regione metropolitana di Milano, candidata a capitale finanziaria del Sud Europa. Nell’area di Expo, distante 20 minuti, sorgerà lo Human Tecnopole. Tutto ciò, se governato bene può diventare un’opportunità». La giornata si è conclusa con  una vista allo stabilimento in cui vengono tagliati e lavorati i “lingotti” di silicio che ogni giorno arrivano da Merano per essere trasformati nelle “fette” (wafer). Una curiosità: il logo del 40° è stato realizzato da un dipendente, Gianluca Guaglio, vincitore del concorso lanciato dall’azienda tra i lavoratori dello stabilimento novarese con la supervisione di un pubblicitario.

Filippo Bezio

 

Articolo di: sabato, 22 ottobre 2016, 7:56 m.

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