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martedì, 21 novembre 2017
 
 
Articolo di: lunedì, 01 maggio 2017, 7:28 m.

«La nostra arma contro l’Isis»...

l’arco Palmira ad Arona

ARONA - Un arco da oltrepassare, simbolo di pace, speranza, forza e rinascita. Emozione e voglia di guardare oltre con lo svelamento dell’Arco di Palmira. Sabato 29 aprile piazza San Graziano era gremita di persone per salutare l’arrivo della riproduzione tridimensionale dell’Arco di trionfo dopo che l’originale è stato distrutto da un gruppo jihadista due anni fa. Si è atteso il buio della notte per far risplendere, con il taglio del nastro, il monumento che fino al prossimo 30 luglio sarà ad Arona. «Hanno scelto non una grande città, ma una città che pensa in grande – ha detto il sindaco Alberto Gusmeroli - Come ha fatto Olivia Neil-Jones (studentessa dell’ultimo anno del Liceo classico Fermi di Arona, ndr) che si è messa in contatto con l’Ida». L’institute for digital di Oxford, infatti, dopo la morte di Khaled al-Asaad ha scelto di combattere non con gli strumenti di guerra, ma di tecnologia e di arte realizzando l’arco, identico a quello distrutto dall’Isis, solo più piccolo. «E’ stato scelto un patrimonio che combina la cultura occidentale a quella orientale – ha spiegato alla folta platea il rappresentante dell’Ida Roger Michel Jr - Questa la nostra arma per opporci non solo all’Isis, ma a chiunque decide di distruggere la nostra storia». Gli interventi dei presenti son stati anticipati dalle voci del soprano Sara Cervasio e del tenore Giorgio Casciarri che hanno scaldato l’atmosfera, ancor più coinvolgente quando si è intonato l’inno di Mameli seguito da quello europeo, scandito dalle note della Nuova filarmonica aronese. Il destino e la musica hanno riportato ad Arona la cantautrice diciannovenne Matilde Mirotti. Ha scaldato il cuore la sua canzone “Damasco”, che ispira alle testimonianze di Nabil Al Lao, giornalista siriano ed ex rettore dell’Università di Damasco, incisa a Londra dove vive. Un taglio del nastro corale «con il trionfo della cultura contro le barbarie», ha dato il la allo spettacolo di musica e luce dello scenografo Sebastiano Romano che con la sua installazione crea riflessione e aggregazione, grazie agli effetti luminosi sulle facciate degli edifici della piazza e intorno all’arco. «Ha viaggiato oltre 25 miglia per essere qui con voi, ma ad Arona si sente a casa. Un arco - ha concluso Roger Michel Jr - che sarebbe solo un pezzo di pietra se voi non foste qui».
Maria Nausica Bucci

Articolo di: lunedì, 01 maggio 2017, 7:28 m.

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