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martedì, 24 gennaio 2017

Chieste condanne a 3 e a 5 anni per un tentativo di estorsione a un imprenditore

| Cronaca NOVARA, Due condanne a cinque anni e 5mila euro di multa e altre due a tre anni e 3mila euro di ammenda. E’ quanto ha chiesto, questa mattina martedì 24 gennaio, in Tribunale a Novara, il pm Silvia Baglivo al processo per una presunta tentata estorsione che vede alla sbarra personaggi già coinvolti nell’omicidio di Ettore Marcoli. A essere sul banco degli imputati, Francesco Gurgone (nel delitto ritenuto il mandante), Vincenzo Fagone (il ‘palo’), Tancredi Brezzi (l’armiere) e Alessandro Cavalieri, il super testimone che, con le sue dichiarazioni, portò, con le indagini, a far luce sul delitto. Il pm ha chiesto 5 anni per Gurgone e Cavalieri, che ritiene i mandanti dell’episodio; e tre anni per gli altri due imputati. I difensori dei quattro l’assoluzione. Al centro del processo, un tentativo di estorsione nei confronti di un imprenditore del settore trasporti. Per l’accusa i quattro sarebbero stati interessati a un piazzale dove operava la società di quest’ultimo e avrebbero messo in atto una serie di azioni intimidatorie, per ottenerne l’utilizzo. A casa della compagna dell’imprenditore, dove l’uomo si era trasferito da poco, era giunta anche una busta contenente tre proiettili. Prossima udienza il 21 marzo. mo.c. Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola giovedì 26 gennaio  

American Idiot ha fatto boom!

| Spettacoli e cultura NOVARA - Una parola sola: STREPITOSO! Applausi e boati si rincorrono sabato sera in un Teatro Coccia sold out, gremito da gente di ogni età (e non solo giovani). A Novara la prima nazionale di “Green Day’s American Idiot” ha fatto boom. Perfetti gli attori in scena, i vestiti calzavano loro a pennello. Trascinanti le canzoni del gruppo musicale statunitense che nei giorni scorsi ha trionfato nella tournée italiana. E poi la regia di Marco Iacomelli, novarese, eccellente talento al lavoro dietro le quinte: ha saputo dare all’allestimento un volto capace di esaltare il ruolo di ognuno nel pieno rispetto dello spirito dello spettacolo e delle canzoni dei Green Day. Orgoglio tutto novarese per la prima punk rock opera italiana: il musical è nato all’ombra della Cupola e dal capoluogo vuole spiccare il volo (prossima tappa Milano, dal 26 gennaio, al Teatro della Luna) per lasciare il segno nel filone che vuole lanciare nel nostro Paese: quello del teatro musicale contemporaneo. Dopo Broadway e Londra arriva finalmente in Italia il musical scritto da Billie Joe Armstrong con le musiche dei Green Day. Lo spettacolo nasce sotto il sigillo di una ampia collaborazione: lo firmano STM – Scuola del Teatro Musicale, Fondazione Teatro Coccia e Reverse Agency con il sostegno di Fondazione CRT. La produzione novarese ha testi in italiano ma canzoni rigorosamente in inglese con band dal vivo: impossibile tradurre i brani ormai inossidabili dei Green Day, racchiusi nel concept album American Idiot che ha raggiunto cifre insuperabili nelle vendite. Attenzione! Warning, un enorme avviso campeggia sul palco prima dello spettacolo: si utilizzeranno (avviso ai naviganti) effetti speciali tra cui luci stroboscopiche, musica ad alto volume e un linguaggio esplicito. Quello delle parolacce e delle scene di sesso mimate. Ma questa è la punk rock opera in scena, la sua essenza. Amore e ribellione, voglia di libertà e ricerca della propria strada: sulla scia del successo discografico planetario, lo spettacolo dà voce al disagio giovanile post adolescenziale, attraverso una storia ambientata nella periferia suburbana di una grande città. «Un musical di formazione, una sorta di Giovane Holden in versione rock», così lo ha definito il regista. E su un cast di 21 attori ben 9 arrivano dalla scuola novarese. Un successo di squadra con giovanissimi interpreti, alcuni al loro debutto nel teatro professionale: per i protagonisti l’età va da 25 a 31 anni. E ora nel vivo del musical. Tra Bush e Trump, guerra in Iraq e voglia giovanile di riscatto si muove la vicenda di tre amici: Johnny, Tunny e Will. Droga, sesso e rock&roll scandiscono le loro giornate. Dall’altare alla polvere, dal profumo di libertà alla schiavitù che appare sotto diverse forme. I messaggi di Johnny alla mamma (tradotti in italiano) ci dicono che questi giovani sono giunti al bivio: la scelta è decisiva. “Andiamoci a prendere la città” perché “questa è la nostra guerra” e “i bravi ragazzi non si vestono a stelle e strisce”. Trasgressione fa rima con libertà, con la voglia di dimostrare che si è qualcuno. Sederi al vento, perizoma sventolati come bandiere: niente è volgare. Lussuria o risurrezione? Strade opposte. Ma alla fine si è costretti a tornare a casa. E quel biglietto che ci (ri)porterà là costa eccome. Forse giustizia è fatta… Ivan Iannacci è Johnny, il “Jesus of Suburbia”, specchio del leader dei Green Day: un esordiente che spacca, maturo e convincente, sembra Johnny da una vita. È amico di Tunny, inteRpretato da Renato Crudo (anche lui superlativo), e Will, nei suoi panni un Luca Gaudiano perfettamente calato nella parte, un ruolo ricoperto con grande naturalezza. In un mondo che ha perso i suoi riferimenti o si trova il coraggio di prendere decisioni forti o si annega nel buio, nel vuoto. Tunny va in guerra (e questo lo segnerà per sempre, nel fisico e nell’animo): è l’angelo della morte che vola sospeso sul palco del Coccia, Extraordinary Girl ovvero Giulia Dascoli, a vegliare su di lui, condizionabile nella sua fragilità. Will rimane a casa per fare da padre al figlio di Heather (interpretata da Angela Pascucci che vive la sua maternità fino in fondo), diventando grande troppo presto. Johnny trova in Whatsername la ragazza di cui innamorarsi e con cui perdersi, una Natascia Fonzetti di grande spessore e che lei considera «una Giulietta moderna», e incontra St.Jimmy, interpretato da Mario Ortiz (un diavolo moderno, trasuda timore e perdizione), alter ego seducente e pericoloso che vuole condurlo alla lussuria e all’immoralità. Anche il contesto in cui si inserisce la storia è curato nei minimi dettagli. Una scenografia metropolitana, con i graffiti e le luci della città a colorare lo sfondo. Piani diversi, scale che si rincorrono e sembrano salire al cielo. Con i quattro musicisti della band (Riccardo Di Paola direzione e tastiere, Roberta Raschellà chitarre, Orazio Nicoletti basso e Marco Parenti batteria), anche loro strepitosi, a coprire l’intero palco. La coreografia di un professionista come Michael Cohtren Peña, nel pieno rispetto della musica e soprattutto dei ruoli degli interpreti, sa armonizzare passi e canzoni, dando la carica giusta nelle scene più movimentate. E poi su tutto può la potenza (e la bellezza) delle canzoni, interpretate da voci straordinarie, cresciute proprio con i successi dei Green Day. Da soli, quei successi ormai immortali, valgono la presenza in platea: il significato della punk rock opera è tutto lì, in questi testi che nascondono grandezza e miseria, un messaggio contemporaneo frutto del disorientamento di oggi. Tra liricità e apici di grande forza. Le note della chitarra scandiscono “Boulevard of Broken Dreams”, individui incappucciati rincorrono il loro destino. Il fragore delle armi e l’assurdità della guerra rimbombano in “21 Guns” (già videoclip con il cast e la band della versione italiana). Un crescendo di emozioni, da “Jesus of Suburbia” ad “American Idiot”, dall’inedita “When It’s Time” fino al crollo dei sogni di libertà. “Wake Me Up When September Ends”, forse tutto ha una fine… Forse sono un idiota… Ma questa è la mia vita. Eleonora Groppetti

Giorno della Memoria, le iniziative a Novara

| Novara Città NOVARA - Si avvicina il 27 gennaio, Giorno della Memoria, istituito per ricordare le vittime dell'Olocausto. Per quell'occasione come di consueto a Novara si terranno diverse iniziative. Giovedì 26 gennaio dalle 9.30 alle 12.30 all’aula magna dell’Università del Piemonte orientale (in via Perrone) si svolgerà il convegno “Ascoltare la luce. Vita e pedagogia di Janusz Korczak”. "Un’occasione di riflessione e un modo di conoscere la tragedia della Shoah attraverso la storia di un grande personaggio: Henryk Goldszmit, che tutti conoscono però come Janusz Korczak, al quale l’Amministrazione e la Comunità ebraica di Vercelli, Biella, Novara e Verbano-Cusio-Ossola hanno voluto dedicare un convegno riservato ai giovani affinchè conoscano il suo pensiero pedagogico e l’eroica coerenza", ha spiegato il sindaco Alessandro Canelli nella conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa. Iniziativa che, ha proseguito il primo cittadino "è organizzata con la Comunità ebraica, in collaborazione con l’Università del Piemonte orientale, l’Ufficio scolastico regionale del Miur e la libreria Lazzarelli, con il contributo di “Sì Invernizzi”. L’evento, che è stato pensato per gli studenti delle Scuole secondarie di secondo grado, vedrà come relatore il professor Dario Arkel, docente di Pedagogia sociale dell’Università di Genova, studioso di Pedagogia della Shoah, autore di pièce teatrali, uno dei massimi esperti a livello internazionale della vita del dottor Korczac, pedagogo, scrittore e medico pediatra polacco di religione ebraica divenuto famoso, oltre che per essere stato un grande medico e direttore dell’Orfanotrofio ebraico del ghetto di Varsavia, per il suo gesto eroico: nel  1942 fu destinato al campo di sterminio di Treblinka insieme con tutti i bambini ospiti dell'orfanotrofio, che uscirono dalla struttura vestiti con gli abiti migliori, ordinati, mano nella mano. Il corteo era guidato dal dottor Korczak (nella foto). Riconosciuto dagli ufficiali nazisti venne trattenuto perché una tale personalità non avrebbe dovuto seguire il destino degli altri, ma il medico si rifiutò di abbandonare i suoi bambini. Ci sembra – aggiunge Alessandro Canelli – che questa figura e questo esempio meritino di essere conosciuti: la Shoah è stata un unicum storico, ma i bambini ne sono stati vittime due volte nella loro inconsapevolezza e nell’impossibilità di difendersi. A rendere ancora più tangibile il pensiero del dottor Korczac sarà l’attrice Lucilla Giagnoni, Novarese dell’anno 2017, che leggerà alcuni testi tratti dall’ultimo libro del professor Arkel. Siamo molto soddisfatti della piena sintonia con la Comunità ebraica a proposito la scelta del tema del convegno congiuntamente organizzato che, oltre agli appuntamenti di carattere squisitamente istituzionale da  parte dell’Amministrazione (consueta visita al cimitero ebraico e al cippo dei deportati nella mattinata del 27 gennaio, ndr) e coordinati su iniziativa di altri soggetti, dovrà guidare le riflessioni sul Giorno della Memoria e siamo altrettanto soddisfatti di aver avviato una collaborazione - che ci auguriamo proficua - insieme con il riferimento dell’Ebraismo ufficiale italiano sul nostro territorio". L’assessore per le Politiche giovanili Franco Caressa e il consigliere Edoardo Brustia hanno sottolineato "l’importanza di lanciare messaggi precisi alle nuove generazioni su fatti che hanno segnato tragicamente la Storia dell’umanità. Siamo personalmente convinti che conoscere in maniera approfondita e comprendere ciò che di assolutamente negativo si è verificato, come nel caso della Shoah, porti le persone a riflettere e a giudicare. Ed è anche giusto che, rispetto agli eventi, si presentino anche dei modelli esemplari di umanità: in questo senso la vita, il pensiero e le azioni del dottor Korczac parlano da sé e siamo ben lieti di dare ai giovani novaresi l’opportunità di conoscere questo personaggio più da vicino attraverso gli studi e le conoscenze del professor Arkel". La presidente della Comunità ebraica di Vercelli-Novara-Biella, Rossella Bottini Treves ha ricordato che "il “Giorno della Memoria” è stato istituito nel nostro Paese al fine di commemorare ogni 27 gennaio, giorno della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte dell’Armata rossa (27 gennaio 1945, ndr), dalla Legge n. 211 del 20 luglio 2000 per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che, come si legge nel testo della stessa Legge, “hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”. Le Istituzioni sono pertanto tenute a organizzare “cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”. I primi destinatari di questo preciso messaggio, proprio sulla base di quanto auspicato dalla legge, sono appunto  i giovani: grazie alla disponibilità del professor Arkel potremo dare a loro l’occasione per una diversa chiave di lettura della Shoah, partendo dalla storia di chi la visse sulla propria pelle e decise di contrastarla con scelte di vita precise e chiare. Parlando di Shoah – ha aggiunto infine Rossella Bottini Treves - anche Novara, non solo conobbe le persecuzioni nei confronti delle famiglie residenti in città di appartenenza e origine ebraica, ma piange tuttora anche i suoi morti. Nel settembre 1943, infatti, si verificarono nella nostra città le fughe precipitose di diverse famiglie ebraiche e in seguito i primi arresti: Giacomo Diena, dipendente della Banca popolare molto conosciuto in città, suo zio Amadio Jona e anche la giovane Sarah Bertie Kaatz, sul destino dei quali calò il silenzio per anni. Ad ora sappiamo che furono trasferiti presso il carcere giudiziario “Le Nuove” di Torino e al Binario 21 di Milano, destinazione Auschwitz. Su queste tristi vicende sono state fatte e sono attualmente  in corso, anche da parte della nostra Comunità, ricerche su documenti storici e testimonianze per fare ulteriore chiarezza sul tragico destino di ognuno di loro".Sempre giovedì alle 17 alla biblioteca Negroni sarà presentato il libro "Io che vi parlo. Conversazione con Giovanni Tesio", l’autore Primo Levi a dialogo con Roberto Cicala e Giovanni Cerutti.Venerdì 27 gennaio alle 11 al cimitero urbano cerimonia commemorativa con visita al Reparto Ebraico e omaggio al Monumento degli Internati; sempre alle 11 alla scuola Formara Ossola incontro degli studenti con Franco Debenedetti Teglio; alle ore 18.30 al Circolo dei Lettori al Broletto presentazione del libro di e con Giusi Baldissone edito da Franco Angeli  "L'opera al carbonio. Il sistema dei nomi nella scrittura di Primo Levi"; alle 21 all'Attico delle Arti in largo Donegani 5 gli studenti dell'istituto comprensivo Bellini presentano "Attraverso gli occhi dei bambini di Terezin.Infine nell’ambito di un bando tra le scuole secondarie di secondo grado promosso dal Miur, una rete di scuole novaresi, composta dal Liceo scientifico “Antonelli”, dal Liceo artistico “Casorati” e dall’Itis “Bonfantini”, ha avuto la possibilità di realizzare un percorso teatrale che ha visto protagonisti gli studenti. Il progetto si chiama “Wonderbox la memoria non si spegne” e prevede uno spettacolo teatrale sul tema della Shoah dal titolo “Non solo polvere”, in cartellone al Teatro Faraggiana il 25 gennaio per le scuole ed il 28 gennaio con partecipazione aperta. v.s.  

Alberto Avetta nuovo presidente di Anci Piemonte

| Novara Città NOVARA - Alberto Avetta, sindaco di Cossano Canavese (TO), è il nuovo presidente di Anci Piemonte. Già vice presidente dell'associazione dei Comuni piemontesi, succede ad Andrea Ballarè, già sindaco di Novara, in carica dal 2014. Nato a Ivrea il 17 dicembre 1969, sposato con due figli, Avetta si è laureato in Giurisprudenza nel 1995, con una tesi in Scienza delle Finanze; successivamente ha conseguito il diploma universitario in Diritto Privato Comparato all'Università di Strasburgo. Attualmente svolge la professione di avvocato, occupandosi prevalentemente di contrattualistica privata e pubblica e di tematiche inerenti il diritto del lavoro.Significativa la sua esperienza amministrativa: dal 2000 al 2008 è stato consigliere d'amministrazione di ITP, l'Agenzia per gli investimenti a Torino e in Piemonte, in rappresentanza della Provincia di Torino; eletto nel Consiglio Comunale di Ivrea nel 2003 ha ricoperto le cariche di consigliere e, successivamente, di assessore. Nel 2004 è stato eletto consigliere comunale a Cossano Canavese, dove ricopre l'incarico di sindaco dal 25 maggio 2014. E' consigliere della Città Metropolitana di Torino, di cui è stato vice sindaco fino a giugno 2016. v.s.

«Troppe attese al Pronto Soccorso»

| Novara Città NOVARA - Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia (Angelo Tredanari capogruppo, Edoardo Brustia, Ivan Degrandis, Maurizio Nieli) hanno presentato una mozione urgente al fine di ridurre i disagi provocati dalle estenuanti attese che si verificano al pronto soccorso a causa del sovraffollamento.«Nelle ultime settimane – fa presente Tredanari consigliere di maggioranza – ci sono state parecchie segnalazioni relative a problemi di sovraffollamento presso il pronto soccorso dell’ospedale cittadino (nella foto), situazione causata principalmente dalla presenza di pazienti affetti da patologie di tipo influenzale. Queste persone, non trovando la disponibilità del medico di base si rivolgono al presidio ospedaliero e questo si verifica in modo particolare nei giorni prefestivi e festivi. La coincidenza poi di tanti giorni di festa ravvicinati, proprio nel momento del picco influenzale, ha acuito questo problema che abbiamo potuto rilevare non ha interessato solo il pronto soccorso del ‘Maggiore’ ma ha avuto echi a livello nazionale. Alcuni tipi di patologie cosiddette ‘stagionali’, non necessitano del ricorso alla medicina d’urgenza - spiega Tredanari - ma sono trattabili dal medico di base, salvo i casi che presentino complicazioni. Da questa situazione abbiamo tratto lo spunto, come gruppo consiliare, per presentare una mozione al fine di impegnare il sindaco a farsi promotore presso l’Asl (Azienda Sanitaria Locale) di una richiesta affinché vengano potenziati i servizi di medicina sul territorio. Un rafforzamento di servizi che potrebbe avvenire con la reperibilità dei medici di base anche durante i giorni prefestivi e festivi, in modo particolare nei periodi di picco degli attacchi influenzali, così da  liberare il pronto soccorso da un indebito sovraffollamento e renderlo disponibile per i casi che effettivamente richiedano un intervento di urgenza in ambito ospedaliero». Mariateresa Ugazio

Trasporti: Novara resta centrale

| Generale TORINO - Per coniugare una visione di ampio respiro con le emergenze ed i problemi quotidiani che riguardano lo spostamento delle persone la Regione ha lanciato una sfida che intende vincere con il nuovo Piano regionale della mobilità e dei trasporti.Con questo documento, presentato venerdì scorso dal presidente Sergio Chiamparino e dall’assessore ai Trasporti, Francesco Balocco, si vogliono delineare linee guida di sviluppo che dovranno, di qui ai prossimi anni, essere il punto di riferimento anche degli interventi infrastrutturali che saranno realizzati in Piemonte.Il piano si attuerà mediante politiche integrate: la pianificazione dei trasporti produce effetti indiretti sui altri settori; lo stesso vale anche per le scelte della politica per l’ambiente, per l’energia, per il governo del territorio o per i servizi ai cittadini.«L’ultimo Piano strategico dei trasporti - ha ricordato Chiamparino - risale al 1979: questo nuovo Piano ha un orizzonte temporale di ampio respiro e ci consente di immaginare il sistema dei trasporti del futuro, sia delle persone che delle merci, in grado di conciliare le esigenze di mobilità con il rispetto dell’ambiente».Il piano prevede inoltre un taglio del 48% delle merci su strada e zero consumo di suolo entro il 2050. Altri traguardi sono il consumo zero di carburanti fossili nei centri urbani, il taglio del 60% dei gas serra (rispetto al 1990). E per quanto riguarda le città, una riduzione del 30% di auto e moto, e un incremento del 30% del servizio di trasporto pubblico locale e del 14% delle biciclette. Il provvedimento è stato varato dalla Giunta e ora dovrà passare al vaglio dell’aula. La Regione sa infatti perfettamente che la mobilità nel prossimo futuro subirà profondi cambiamenti grazie all’evoluzione delle tecnologie, alla crescente sensibilità ambientale e al cambiamento delle abitudini degli utenti. «Mettiamo in campo - ha spiegato Chiamparino - una programmazione di lungo periodo che guarda da un lato ai grandi corridoi di trasporto europei come la Torino-Lione e il Terzo Valico, dall’altra mira all’ottimizzazione delle rete di trasporto locale esistente. Soprattutto in ambito logistico (nella foto un'immagine del Cim di Novara, ndr) il Piemonte e il Nord Ovest devono recuperare il tempo perduto».«Non possiamo prevedere con certezza gli scenari che il combinato disposto di questi fattori produrrà - ha sottolineato Balocco - e non è questo lo scopo specifico di questo piano, ma possiamo dotarci di strumenti in grado di saper leggere le tendenze in atto e di metterci in condizione di intervenire a livello politico e amministrativo per saper coglierne le opportunità e orientare la nostra azione». L’assessore Balocco ha poi affermato che “il Piano è il frutto di un percorso partecipato che ha visto il coinvolgimento degli stakeholders, delle istituzioni, delle associazioni e del Consiglio regionale, ed è stato redatto con collaborazione di SITI, grazie ad un contributo della Fondazione Sanpaolo, del supporto di esperti qualificati, del contributo dell’Agenzia per la mobilità piemontese, di Ires, di 5T e del lavoro dei funzionari della direzione Trasporti della Regione». Il Piano è ora in fase di valutazione. Sono stati coinvolti i soggetti con competenza ambientale, i rappresentati del comparto trasporti, ma anche coloro che avevano partecipato al workshop di apertura dei lavori. Tutti potranno esprimere osservazioni prima dell’approvazione in Consiglio regionale. «Proporremo alle Province e ai Comuni di condividere formalmente il Piano - ha concluso Chiamparino - perché è evidente che le istituzioni su un tema così importante e che impatta sulla vita dei cittadini non possono andare in ordine sparso, ma devono concorrere ad un disegno definito e coerente».Dalla radiografia realizzata in fase di studio, è emerso che dal 2004 in Piemonte il volume degli spostamenti si è ridotto del 16%, si ritiene a causa della crisi. L'auto è il mezzo più usato (61%), ma ci sono segni di ripresa del trasporto pubblico, aumentato del 3%. Le merci viaggiano soprattutto su strada, ma prediligono il ferro se in arrivo dall’estero, per la distanza e per le politiche applicate in alcuni altri Paesi. In ogni caso, oltre il 53% del territorio piemontese presenta una domanda di trasporto molto rarefatta. Sandro Devecchi

Nuova sede per il Banco Alimentare del Piemonte a Novara

| Territorio e Cultura Onlus NOVARA, Sabato 28 gennaio sarà inaugurata la nuova sede del Banco Alimentare del Piemonte a Novara. L’appuntamento è per le 11,30. L’appuntamento è in via Verbano 192 C Prima del taglio del nastro si terrà, a partire dalle 10, un incontro pubblico di presentazione del progetto “Recupero eccedenze alimentari: un’opportunità contro lo spreco nel Novarese”, uno dei progetti che ha vinto il bando promosso dalla Fondazione della Comunità del Novarese nel 2016. Si tratta della continuazione del programma “Siticibo” di Banco Alimentare che si occupa del recupero del cibo cotto dalle mense aziendali e di frutta e pane dalle scuole. Iniziato a Novara nel 2014 grazie al sostegno della Fondazione De Agostini accompagnata poi anche dalla Fondazione della Comunità del Novarese si tratta dell'ultima iniziativa in ordine di tempo del Banco Alimentare da quando è presente a Novara: sono venti gli anni da quando il Banco Alimentare del Piemonte ha iniziato con la prima Colletta Alimentare nel 1997 a realizzare nel territorio una rete di carità che oggi conta più di 60 strutture caritative convenzionate tramite le quali vengono aiutate 12.200 persone bisognose (di queste circa 6.000 persone nella sola città di Novara). Sono previsti gli interventi del presidente della Fondazione Comunità del Novarese onlus, Cesare Ponti e del presidente del Banco Alimentare del Piemonte, Salvatore Collarino. Dopo l'incontro ci sarà il momento ufficiale di inaugurazione del nuovo magazzino: sono stati invitati il vescovo di Novara e il sindaco di Novara. Monica Curino
22-06-2016
| Il rapinatore dell' MD
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| Bullismo: tre misure cautelari nei confronti di tre ventenni 
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